Volta: quando il teatro si fa (a) scuola

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Confrontarsi con il teatro, in giovane età, è liberatorio, terapeutico, può anche essere una rivelazione per chi, magari per la primissima volta, si trova a calcare un palcoscenico, a recitare una parte, ad affrontare un pubblico, anche se è quello amico, fatto di compagni, insegnanti, genitori. Le ragazze e i ragazzi del Volta hanno conquistato la scena, lunedì 7 giugno, con tre diverse rappresentazioni: Dimostrazione da Inferno per la regia di Pino Di Bello in collaborazione con la professoressa Ornella Marelli, L’uomo di fronte alla guerra, un reading con canzoni a cura della professoressa Laura Bianchi e realizzato dalla classe IIIC del liceo, e Antigone eis aiei (Antigone per sempre), da un progetto sulla tragedia di Sofocle, ideato dalla professoressa Carmen Arcidiaco. Spenti i riflettori, rientrati tutti nei ruoli consueti di allievi e docenti (alcuni con l’esame di maturità alle porte), ecco le impressioni dei protagonisti.

L’uomo di fronte alla guerra (foto di Laura Bianchi)

L’uomo di fronte alla guerra (foto di Laura Bianchi)

La vitalità della cultura non viene mai meno. Fulgida testimonianza di questo emerge dalle rappresentazioni teatrali e dal ciclo di letture tenutisi ieri al Liceo Volta di Como, emblema di una gioventù animata dall’amore per la bellezza e non disposta a rinunciarvi in alcun modo. Siamo ancora in grado di comprendere e far rivivere il fondamento ultimo da cui ha preso le mosse la nostra civiltà, permettondo ad esso di parlare ancora una volta a chiunque abbia orecchie e cuore per ascoltarlo.
Francesco Mazzone, III C

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Serata coinvolgente fin dall’ingresso del Liceo, dove gli spettatori si sono ritrovati coinvolti nella scena ancor prima di prendere posto. Il palco della rappresentazione di Inferno non si è limitato davanti al pubblico, ma ha raggiunto le finestre delle aule sul cortile, ponendo gli spettatori stessi al centro dell’attenzione e invitandoli così ad osservare a 360 gradi, ad ascoltare, a cerare di comprendere, a stupirsi, a emozionarsi, a spaventarsi, a riflettere e inevitabilmente ad applaudire.
Martina Pozzi, I C

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Quello che si è svolto ieri sera è stato un percorso che ha mostrato il lato più nascosto dell’uomo e della guerra, combattuta da ragazzi segnati da paure e amori proprio come noi. È proprio questo l’orrore delle guerre del Novecento, come dice Hannah Arendt : «La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive».
Paolo Gilardoni, III C

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Ho scoperto quanto fosse straordinario il nostro spettacolo solo il giorno dopo, quando, rivedendolo, ho avuto i brividi lungo la schiena per tutto il tempo. Raccogliendo un po’ di opinioni del pubblico, mi son sentito dire frasi come: «Era un pugno nello stomaco per l’inquietudine e la sofferenza trasmessi», oppure: «Sembrava qualcosa oltre la recitazione scolastica, qualcosa di più potente». Sentimenti che non credevo potessimo suscitare, almeno da dentro lo spettacolo. Quello che più mi è piaciuto è stato interagire con il pubblico, renderlo partecipe del dolore del mio personaggio, il quale, grazie a intense prove e a molta fatica, sento di aver interiorizzato. Perché, anche se spesso ce ne dimentichiamo, dietro ad uno spettacolo di trenta minuti ci sono ore e ore di prove, a volte giornate intere, tutto per riuscire a trasmettere al pubblico i nostri sentimenti. E non tutto è facile e immediato, anzi, fino al giorno prima dello spettacolo avevamo solo una scaletta di ciò che dovevamo fare. Però un vero gruppo, come quello che si è formato durante questo periodo, riesce a superare ogni sfida. Credo infatti di non aver mai sentito un’unione profonda come quella che ci legava, uno ad uno, durante lo spettacolo, come un filo di anime che teneva collegati corpi e menti di tutti, in modo da creare una perfetta sinergia e da dare l’impressione che quello a cui si assisteva era puramente reale. Posso essere fiero di quello che insieme abbiamo creato ed essere felice di quello che è il nostro piccolo capolavoro assoluto.
Leonardo Ruggeri, V A

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È ormai da anni che il nostro liceo, con il concludersi dell’anno scolastico, propone la serata degli spettacoli; quest’anno, come nei precedenti, la serata è stata divisa in tre momenti: due spettacoli teatrali, intervallati da una lettura di poesie accompagnate da musica. Partecipando alla serata, sia da lettore sia da spettatore, ho avuto modo di apprezzarla a tutto tondo; personalmente ho trovato entrambi gli spettacoli molto coinvolgenti ed interessanti, inoltre vedere gli sforzi dei miei compagni ripagati da uno scroscio di sinceri e sentiti applausi mi ha reso la serata ancora più gradita. Quanto invece alla lettura di poesie, riproposta dall’open day del Razionalismo, alla quale io stesso ho preso parte, penso che l’accompagnamento musicale l’abbia resa tanto piacevole quanto già era interessante. Alla conclusione del mio quinto anno di liceo, posso affermare di sentirmi orgoglioso di aver frequentato una scuola che è sempre stata in grado di trasmettere ai suoi studenti una grande passione per le sue materie, tanto da spingerli a rendersi protagonisti di serate culturali di questo livello.
Filippo Ferrari, III C

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La serata è stata davvero piacevole e gratificante, visto il numero notevole di persone che vi hanno preso parte e l’entusiasmo e l’attenzione che hanno dimostrato. I due spettacoli teatrali sono stati molto interessanti e diversi tra loro nello stile, e per questo è stato molto facile sentirsi coinvolti nell’atmosfera della serata. L’idea del reading tra le due rappresentazioni si è rivelata funzionale, in quanto ha tenuto alta l’attenzione del pubblico e ha presentato agli spettatori un’iniziativa originale, nuova e poco conosciuta, che è stata certamente apprezzata e che si potrà riproporre in futuro.
Greta Albonico, III C

Ieri sera al Liceo Volta alcuni ragazzi della scuola, coordinati dalla professoressa Arcidiaco, hanno recitato Antigone di Sofocle. Lo spettacolo è stato molto piacevole, nonostante la trama drammatica, e a mio parere molto ben realizzato. La scenografia era molto semplice, costituita da alcune sedie e dei teli neri e bianchi. Mi è piaciuta particolarmente la ragazza che ha interpretato il personaggio di Antigone, perché racchiudeva eleganza e tenacia.
Alice Ortelli, I A scientifico

Foto di Dimostrazione da Inferno di Chiara Elisa Spallino
Foto di Antigone eis aiei di Carmen Arcidiaco

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