Una nuova indagine tra le sale della Pinacoteca

una-nuova-indagine-tra-le-sale-della-pinacoteca
0 504

E dire che l’anno scorso mi ero ripromessa di impegnarmi di più e risolvere brillantemente il caso in poco tempo, così da battere gli altri investigatori. Invece no, questa volta mi sono dovuta piegare a una sonora sconfitta: Jessica (no, non quella di Viaggi di nozze; no, nemmeno la Biel; intendo la Fletcher, eroina di Cabot Cove), non sarebbe affatto fiera di me. Già, perché all’Aperitivo con delitto in Pinacoteca non è riuscito, a me e i miei compagni di squadra, di indovinare chi fosse l’assassino.

L’anno scorso avevamo indovinato ma – come dire – ce la siamo presa un po’ comoda e siamo arrivati fuori tempo. Stavolta speravo di non farmi distrarre dalla bellezza delle sale, dai quadri, dalle opere in mostra e invece è accaduto e non ho prestato sufficiente attenzione ai dettagli che ci avrebbero portato alla soluzione. La – per nulla magra, a dire il vero – consolazione sta nel fatto che, di nuovo, ho passato una bella serata grazie a un tipo di evento tra quelli che più amo, in un luogo che troppo di rado frequento.

Come me molti altri – i quattro turni di indagine delle due giornate di sabato e domenica sono stati un successo – hanno potuto (ri)scoprire un luogo d’arte che, grazie al progetto Musaico e al coinvolgimento di tanti, è stato valorizzato. I bellissimi spazi di di Palazzo Volpi sono diventati celle eccezionali per i nostri illustri concittadini che, dopo la riapertura del caso dell’omicidio di Plinio il Vecchio, si sono visti esiliare tra le sale dedicate al Medioevo e al Rinascimento, quelle della Quadreria, quelle del Novecento.

Non è mancata nemmeno la cella d’isolamento, collocata – in maniera decisamente efficace – nelle sale dedicate alla mostra Black light art. Qui Alessandro Volta, che è riuscito a farsi scagionare dalle accuse, è stato rinchiuso nonostante molti degli altri protagonisti – Lucia Mondella, il vescovo Paolo Giovio, Plinio il Giovane, Isiuret, Giuseppe e Anita Garibaldi – fossero convinti della sua colpevolezza. Numerosi sono stati gli affezionati, come me, che sono tornati ma tante erano anche le “matricole”, per la prima volta partecipi dell’investigazione sul nuovo caso.

L’interesse suscitato durante il primo evento al Museo Giovio, l’accuratezza con cui la messa in scena è stata resa – la società Mad di Mauro Pagani e Adel Piaia si è occupata della sceneggiatura e della regia dell’evento – e l’entusiasmo dei volontari dell’associazione Partücc coinvolti spiegano il successo che l’evento ha avuto e quello che ogni anno ha anche la Polentata con delitto, che tra pochi mesi tornerà, per la gioia di molti (io sto già fremendo).

Il successo dell’evento è frutto del lavoro di moltissime persone e realtà presenti: oltre a quelli citati, non possiamo dimenticare il Centro di Formazione Enaip di Como, senza i cui docenti e studenti la parte di ristoro non sarebbe stata possibile. Fondamentale anche l’apporto del Comune di Como, capofila del progetto Musaico, ormai giunto alla conclusione del suo primo biennio con un bilancio più che positivo e con l’idea di tornare presto per proseguire sulla medesima buona strada.

(Foto di Andrea Allevi e Francesco Piovesan, gruppo fotografico Camerabox)

Lascia un commento