Un viaggio antimafia per due classi del Giovio

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Più di una semplice gita. Alla scoperta di Palermo e della Sicilia, le classi VD e VSB del liceo Giovio hanno vissuto un’esperienza completa, durata da martedì a sabato scorso. Il percorso di educazione alla legalità svolto in collaborazione con Libera ha permesso ai ragazzi di toccare con mano e di capire meglio il problema della mafia in Sicilia e l’impegno delle associazioni a combatterlo. Le visite ai luoghi degli attentati di Capaci e di via D’Amelio, ai terreni confiscati dell’Alto Belice corleonese e ad alcuni quartieri simbolo del capoluogo siciliano hanno aiutato a riflettere sull’importanza di opporsi con coraggio alla criminalità organizzata, sull’esempio di grandi uomini che hanno pagato con la vita per la loro sete di giustizia. La città di Palermo, ricco mosaico di uomini e culture diverse, si è lasciata ammirare dagli studenti comaschi, stimolati dai mediatori culturali dell’associazione Libera.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino un una foto diventata il simbolo della loro collaborazione e del loro impegno

Non è il primo anno che il liceo organizza questa tipo di viaggio di istruzione, in linea con una politica di apertura all’incontro e alla formazione personale dello studente. L’obiettivo è quello di coniugare visite a bellezze del patrimonio storico e artistico locale con un percorso di apprendimento sulla legalità. Le due classi hanno avuto la possibilità di partecipare a un incontro con Salvo Vitale, amico fraterno di Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi assassinato dalla mafia il 9 maggio del 1978. Negli anni Settanta i due hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione attraverso l’etere. Le loro inchieste su Radio Aut, spesso ironiche e provocatorie, sono state le prime a denunciare i traffici mafiosi su speculazioni edilizie e smercio della droga.

Peppino Impastato

«L’amicizia intensa con Peppino mi ha spinto a continuare a parlare e scrivere di lui – racconta Vitale durante il dialogo con i ragazzi del Giovio – la mia esperienza lavorativa di professore delle scuole superiori, poi, mi permette oggi di portare nelle scuole una testimonianza critica. Credo sia importante invitare i giovani a informarsi e a trasmettere le loro idee, per creare spazi di dialogo. I nuovi orizzonti della criminalità organizzata si aprono grazie al silenzio e all’omertà. Io, Peppino Impastato e tutti coloro che ci hanno sostenuto nelle nostre campagne ci siamo riconosciuti in un progetto e abbiamo condiviso degli ideali. La morte di Peppino non ci ha fermati, abbiamo convissuto con la paura, consapevoli di dover lottare ancora». Numerosi gli interventi dei ragazzi, incuriositi da storie di vita che appartengono al passato, ma sono profondamente attuali. Suscita interesse la ricerca delle possibili infiltrazioni mafiose nel Nord Italia, ben nascoste ma esistenti. «La soluzione è costruire strumenti di informazione pulita e trasparente – conclude l’ex professore – ho provato sulla mia pelle che invece la mafia è attirata dal contrario».

Non mancano i momenti di svago in un viaggio d’istruzione di alto valore educativo

Rientrati a Como, gli studenti di quinta si concentrano sulla preparazione per gli esami di Maturità di giugno. Abbattuti tutti i pregiudizi, porteranno con sé i frutti di un viaggiare diverso.

1 commento

9 maggio 2017 alle 22:23

Anche nel 2013 stessa gita per gli alunni della 5 H

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