Un ricordo di Marta Marzotto

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Chi scrive ha sempre amato, dopo averla conosciuta anche se in maniera sommaria, Marta Marzotto. Per alcuni anni ho lavorato nell’ufficio stampa della maison Valentino, quando allora la proprietà era saldamente nelle mani dello stesso gruppo Marzotto.

In particolare, mi piace ricordare questo aneddoto; potrà sembrare assurdo, ma io e Marta Marzotto possediamo gli unici due esemplari di una borsa made in Valentino che la stessa contessa aveva ordinato in due varianti di colori; arrivò un caldo venerdì pomeriggio del mese di maggio 2004, in cui Marta passò negli uffici di via Turati a Milano per ritirare i due preziosi manufatti, ma lasciò sulle nostre scrivanie la borsa color testa di moro e rosa. Non le piaceva più, non la voleva più. Per un magnifico disegno divino o forse per pietà visto il mio basso salario dell’epoca, mi venne omaggiata.

La conservo ancora oggi gelosamente nell’armadio. Marta Marzotto non era soltanto uno dei più brillanti esempi di come da nate povere si possa ambire – e diventare – donne ricche e famose. Era soprattutto il più grande sinonimo umano di libertà e divertimento.

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Nella sua recente autobiografia ricorda come, fino a non molto tempo fa, rincasasse la notte più tardi dei giovani e blasonati nipoti che dormivano nella sua casa e di come si togliesse le scarpe per non svegliarli. Ma è stata proprio la sua libertà di pensare, ma soprattutto di amare, ad averla resa immortale.

Se solo i tanto amati e odiati giovani d’oggi avessero metà della voglia di divertirsi in maniera intelligente, di essere liberi e indipendenti senza farsi schiavizzare da stupi cliché imposti da chissà chi, se solo non contemplassero, nel loro vocabolario, il verbo annoiarsi, tutto non sarebbe più bello?

Lo so, mi si dirà che con tutti i problemi di oggi, la mancanza di lavoro e certezze, l’impossibilità di pianificare un futuro, questa risulta essere impresa ardua, va bene. Ma basta vedere cosa è successo l’altra sera alla Stazione di Como. Due strumenti, belle canzoni, persone positive, voglia di sorridere e anche chi si trova oggi a vivere nella peggiore delle situazioni, quella di essere migrante senza nulla, ha potuto trascorrere qualche ora serena. In perfetto spirito Marta Marzotto.

Divertitevi e non annoiatevi! Anzi, metteteci fantasia, Marta Marzotto docet.

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