Un portale per la Lake Como Green Land

un-portale-per-la-lake-como-green-land
0 1073

Sulle mappe è una strada visualizzata come una linea che diventa un arco giallo poco accentuato, quella che collega Como a Lecco: la SS 342 Briantea, che poi diventa Viale Lombardia, Via Prealpi, Viale Brianza, Viale Resegone e continua fino a buttarsi nella Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga. È lo spartiacque tra il triangolo lariano e la Brianza, l’asse lungo il quale si sviluppano i primi grandi paesi la cui anima è temprata dalla cultura imprenditoriale fatta di fabbriche, imprese e agglomerati urbani, ma anche dalla rigogliosa natura delle Prealpi che sfuma i suoi confini nelle zone intorno ai laghi comaschi minori da Montorfano, fino ad Annone. Tutti conoscono i supermercati e le concessionarie tra Lipomo e Tavernerio, le pasticcerie e i semafori con telecamere tra Albese e Albavilla, il Selene e Lariofiere a Erba. Ma in quanti hanno mai visitato il Teatro Licinium e il borgo medievale di Villincino a Erba? Quanti conoscono la rete di sentieri della riserva naturale del lago di Montorfano o sanno che a Lambrugo, all’Oasi di Baggero, si può fotografare una cascata? Chi di voi ha mai scovato la Chiesetta Rossa di Pomelasca costeggiando i binari della Canzo – Asso che si perdono tra le distese di prati collineggianti di Inverigo?

L’Alta Brianza è piena di perle naturalistiche e architettoniche poco valorizzate e poco esplorate. Ma noi che abitiamo queste zone, in prima persona, conosciamo i nostri paesaggi, e la storia dei territori? Così interroga la platea Andrea Camesasca, componente della Giunta della Camera di commercio di Como con delega al turismo e amministratore dell’Hotel Ristorante Il Corazziere di Merone, impegnato in prima fila nel progetto Lake Como Green Land durante la presentazione del progetto in occasione dell’ultima edizione di Ristoexpo a Lariofiere.


«Queste zone rappresentano un’area emergente – prosegue – Sono la zona verde del lago di Como. Siamo partiti con un’attività dove c’era poco, a livello di marketing, ma abbiamo intenzione di restare sempre sotto il cappello del Lago di Como. Non vogliamo creare nuovi brand o nuovi loghi, ma lavorare in sinergia con Regione Lombardia e Explora, e con l’ausilio dei soggetti pubblici». Il progetto è dedicato a turisti e viaggiatori e amanti del paesaggio locali, extra regionali e internazionali e nasce dalla voglia di promuovere l’esplorazione delle zone dell’Alta Brianza, l’area racchiusa tra i due vertici del Lago di Como e nascosta dal cemento di fabbriche, esercizi commerciali e strade che hanno reso la Brianza comasca famosa quasi esclusivamente per la sua inclinazione imprenditoriale. Insomma, puntare sul turismo in luoghi ricchi di potenzialità, ma acerbi di marketing e comunicazione del territorio.

La piattaforma web www.lakecomogreenlands.com, attiva e funzionante, dedica a ognuno dei tredici paesi che hanno aderito all’iniziativa una sezione propria in cui vengono suggeriti percorsi free tour alla scoperta di patrimoni naturalistici fatti di sentieri nei boschi, nei parchi, intorno ai laghi e passeggiate in montagna ma anche tra le vie di borghi storici. Sono anche indicate una selezione raffinata di attrazioni commerciali come bar e hotel per scoprire parallelamente le tradizioni popolari e culinarie dei territori. L’iniziativa fa parte del progetto Distretto dell’attrattività turistica Expo Green Land e nasce grazie alla partecipazione a un bando Regionale a cui hanno aderito questi tredici comuni del comasco. Sono il Comune di Erba capofila, e quelli di Albavilla, Albese con Cassano, Alserio, EupilioInverigo, Lambrugo, Lurago d’Erba, Merone, Montorfano, Orsenigo, Ponte Lambro e Pusiano. Oltre all’appoggio dei comuni, si impegnano nell’attività di promozione e marketing anche il Sistema Turistico Lago di Como, Lariofiere Como Lecco e Confcommercio Como.

Lo sforzo delle pubbliche amministrazioni e dei privati che credono in questo progetto è grande, così come l’orgoglio e il peso della scommessa che è stata fatta. Sulla piattaforma sono state raccolte e ordinate molte informazioni e suggerisco personalmente la visione dei due video prodotti. Il lavoro da fare, tuttavia, è ancora molto, per rendere davvero fruibile (attraverso, ad esempio, un linguaggio fresco, strumenti più accessibili e una comunicazione all’avanguardia) i contenuti presenti che appaiono ancora un po’ troppo istituzionalizzati e che stentano a incontrare, nella forma in cui sono posti, l’interesse dei potenziali fruitori.

Lascia un commento