Un grande Mastandrea incanta l’Arci

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Sono passate da poco le nove, Enzo D’Antuono ha appena salutato spettatori e protagonisti delle scorse serate, le luci si spengono e noi ci immergiamo nel passato. Un film significativo, Tutti giù per terra, per tanti motivi: le tematiche, incredibilmente attuali, il periodo in cui è ambientato, che tanti di noi hanno vissuto già “grandi” ma che incuriosisce i più giovani… Non ultimo il fatto che Walter, il protagonista, sia un obiettore Arci.

Ed eccolo lì, Walter, interpretato da un Valerio Mastandrea quasi agli esordi: alla sua prima inquadratura è tutto un brusio «Oooohh, com’era giovane!». Reazione più o meno identica ha il “vero” Mastandrea che si palesa sul palco a fine proiezione. Attesissimo, talmente professionista da presentarsi, febbricitante, dopo uno spettacolo a Milano, il nostro confessa di non essersi rivisto in quel film, risalente a vent’anni fa, da molto.

Da qui parte una lunga chiacchierata tra amici: non trovo altre parole per definire quella che è stata ben più di un’intervista. Insieme a Stefano Annoni e Alessio Brunialti – bravissimi – Mastandrea spazia tra gli aneddoti legati al film e la tipologia di personaggi che preferisce interpretare, per passare all’esperienza di regista che si appresta a vivere. Scherza su una sorta di “saluto” alla carriera di attore, che questa sera gli pare di fare, ripensando al suo passato.

Con Alessio Brunialti e Stefano Annoni

Spiega, sollecitato da Stefano, la differenza tra recitare a teatro e al cinema con una metafora: nel primo caso è come «Cucinare quello che ti prepari da solo», nel secondo è «Come uscire a cena». Racconta di come cerchi sempre di vivere i personaggi e di come, a volte, la preparazione più tecnica lo abbia fatto riflettere sulla riuscita dell’ interpretazione.

Cita Claudio Caligari – un regista che cercava le persone nei personaggi – e il progetto che, insieme a molti altri, è riuscito a portare avanti producendo Non essere cattivo. Tra un ricordo e uno sguardo al futuro, tra una battuta sulla “fine” della carriera di attore e le proposte di collaborazioni venute dal pubblico, passando anche per qualche critica rispetto al sistema di distribuzione e alla chiusura dei cinema nazionali, la serata prosegue in un clima decisamente familiare e divertente.

L’atteggiamento garbato, la naturalezza e la spontaneità caratteristici di tanti suoi personaggi si manifestano anche nel modo di parlare al pubblico del Gloria, stasera, e confermano tutto quello che già pensavamo di Valerio Mastandrea: che sia un grande attore e una grande persona.

Mastandrea con Filippo Andreani, Stefano Annoni e lo staff del circolo Arci Xanadù

(Foto di Andrea Butti)

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