Un flash mob contro la violenza sulle donne

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Di questi ultimi tempi si decide di mettere in piazza un po’ di tutto, con l’arroganza di voler sempre stare al centro dell’attenzione, spesso anche per le cose più stupide e banali. Lo è ad esempio, Facebook, con la sua bacheca di messaggi strombazzati che condividiamo ogni giorno, prigionieri e schiavi del nostro piccolo esibizionismo ed egocentrismo, diventato, ormai meccanicamente, un’abitudine spesso maniacale. Ma non è sempre cosi. Non sempre c’è di mezzo la solita futile situazione di chi semplicemente sente di voler dire o manifestare qualcosa solo per il semplice gusto di avere gli occhi degli altri puntati verso di sé. Se stiamo a spulciare tra le cose che restano in secondo piano, in sordina oserei direi, troviamo le cose tra le più sincere e pure, i segnali che la razza umana è ancora capace di poter condividere un tema delicato e particolare, con la capacità di trasmetterlo attraverso i binari dei mezzi a disposizione di ultima generazione, un compito arduo che non a tutti riesce, perché l’obbiettivo non è semplicemente realizzare, ma sopratutto comunicare. L’Associazione Millennium 82 di Maslianico è costituita  in gran parte da giovani che si trovano a socializzare e crescere, condividendo varie forme d’arte, con lo scopo di realizzare diversi progetti, molti dei quali hanno anche scopi sociali. Ha ideato un progetto interattivo, un flash mob che si terrà sabato 18 marzo alle 15.30 a Como in piazza Duomo. Tutto l’evento sarà documentato attraverso video riprese e fotografie effettuate dall’associazione.

Ma cos’è questo flash mob e chi è Chiara Stincone?
Una giovane ragazza che ha 19 anni e ha il coraggio di inseguire i propri obiettivi, con la volontà di scuotere le coscienze riguardo al tema scelto: la violenza sulle donne. L’intento non è solo quello di rappresentare la violenza subita dalle donne, attraverso immagini oppure scene recitate, ma esprimere il concetto che, per primo, chi subisce violenza deve reagire, con un netto “NO” alla violenza, pur con l’aiuto e la condivisione di tutti.  Poi si è voluto promuovere l’attività dell’associazione, la Millennium 82, coinvolgendo e collaborando con altre associazioni culturali operanti sul territorio, creando sinergie e nuovi contatti umani e culturali, quali l’associazione Parada Par Tücc, l’associazione teatrale Ariafrit, il centro di Sagnino La Pineta, il gruppo di teatro Attivamente e XXVI luglio di Como.

In questi casi non è difficile trovare partecipanti attivi: il compito più arduo è quello di attirare l’attenzione del pubblico per quei minuti intensissimi che andranno a far breccia in una città che non ha ancora del tutto compreso appieno l’utilità di certe azioni. Chiara, in questo, mi ha sorpreso, la sua perseveranza nell’inseguire la meta è ammirevole, il suo modo di abbattere ostacoli e difficoltà è più simile alle caratteristiche di una donna di esperienza e vissuta che di una giovane fanciulla come lei. Eppure si percepisce tutto l’ardore della sua passione e l’energia che la spinge con tutto il suo cuore nel farsi portatrice di questo tema delicato e particolare, con tutti i problemi e difficoltà del caso.

Anche nel coinvolgere tutte le forme d’arte possibili insieme ad altri ragazzi che si sono messi a disposizione per la realizzazione di questo evento, Chiara riesce bene nell’impresa coadiuvandosi con  Andrea Comuni, altro ragazzo che porta con se la capacità di interagire con i partecipanti creando una coreografia intensa, semplice ma diretta, una piacevole performance artistica e che possa  al contempo far sentire il pubblico parte attiva della stessa. Ecco perché definiamo questo progetto interattivo. Si è poi passati alla realizzazione di un vero shooting fotografico, grazie alla collaborazione di un altro ragazzo talentuoso, Daniele Castelnuovo fotografo di lunga esperienza, con soggetto il viso di diverse donne, resesi disponibili ad interpretate un prima e un dopo una violenza subita. Poi all’ideazione di una coreografia teatrale semplice e chiara, ma che fosse d’effetto. Infine  alla stesura di testi avvenuta con un lavoro di gruppo. Fondamentale la volontà dimostrata dalle persone che si sono prestate a partecipare alle prove di preparazione dell’evento.

Ho incontrato Chiara per poterle fare alcune domande inerenti al progetto e poter sensibilizzare di più la causa nei migliori dei modi.

Chiara Stincone

Chiara, come ti è venuta questa idea?
L’idea di proporre questo flash mob all’associazione di cui faccio parte, la Millennium82,  mi è venuta proprio dopo aver sentito l’ennesimo fatto di cronaca: una donna era stata uccisa da colui che diceva di amarla. Ho pensato che proprio da tutti noi doveva partire l’appello a dire “no basta”, ad augurarsi di non sentire più frasi tipo  «Come era bella, poveretta: è stata uccisa dal suo uomo  per amore». In tutto ciò non esiste bellezza, non si tratta mai di una “poveretta”,  non ci troviamo mai di fronte a uomo, e certamente non parliamo mai di amore. Oggi viviamo in una società che tende ad essere anaffettiva, che basa molto spesso i rapporti tra le persone, più sulle apparenze che sui contenuti, che giustifica una violenza perché «poi se l’è cercata, con quella gonna lì», che fa passare il concetto che chi aggredisce è il più forte ed avrà la meglio. Per contrastare questa cultura della violenza, della sopraffazione fisica e mentale, sicuramente dobbiamo parlarne sempre più e sollecitare la riflessione, specialmente attraverso noi giovani. Mi auguro che sempre più la mano che vuol colpire diventi una carezza e che le parole crudeli si trasformino in altre di conforto e che sempre più persone facciano proprio, il grido di no alla violenza.

Ma perché farlo con un flash mob?
Ho pensato da subito a un flash mob perche ci voleva un modo giovane, semplice, diretto e d’effetto che facesse arrivare il messaggio a tutti. Coloro che quel giorno si troveranno in piazza Duomo, magari il giorno dopo, racconteranno a chi non c’era quello a cui hanno assistito. Così facendo si parlerà di questo problema e ci sarà l’opportunità di riflettere su questa tematica.

Pensi che far parte dell’associazione sia stato un vantaggio per concretizzare la tua idea?
Certo che sì: ringrazio tutti i componenti di Millennium82, soprattutto i soci “storici” e il presidente per aver da subito sposato la mia idea e fatto proprio il progetto. Grazie a loro e alla loro sinergia, è stato possibile realizzarlo concretamente. Per me era importante non solo portare avanti il concetto che le donne non si toccano, ma anche quello di una consapevolezza femminile maggiore.

Chi ti senti di ringraziare in particolare oltre alla Millennium82?
Devo ringraziare tante persone che hanno creduto nella mia idea, tutte le associazioni culturali e sociali che hanno collaborato con noi, tutti i volontari che si sono prestati a vario titolo, ma soprattutto la nutrita partecipazione di uomini, che si sentono lontani anni luce da coloro che fanno violenza sulle donne, e non parlo solo di quella fisica, ma anche psicologica. Sono ancora troppi quelli che confondo l’amore con il possesso, il controllo dell’altro e lo sfruttamento. Purtroppo questo avviene tra tutti i ceti sociali e in tutti gli ambienti quali casa, lavoro e scuola. Ecco perché le coppie di attori impegnate nella interpretazione di situazioni di violenza riguardano appunto diversi momenti di vita reale. Volevo, a nome della M82, ringraziare anche l’amministrazione comunale di Como, che ci ha permesso di realizzare tale evento in piazza Duomo.

Saluto Chiara e la ringrazio per avermi concesso il tempo di poter approfondire di più quelle che sono state le sue motivazioni che l’hanno spronata a perseguire questo progetto. Rifletto molto su quale siano le cose che più ci affliggono, i nostri timori e le nostre paure. Penso che eventi come questo potrebbero non cambiare nulla, che probabilmente questa rimarrà una di quelle chiare idee ben realizzate, ma dal basso riscontro. Ma ripensando allo sguardo di Chiara, al suo tono deciso di voce e alla sua ferma convinzione nei nuovi mezzi a disposizione, mi ricredo e sento di voler dare fiducia alle persone.
A questo punto mi vien spontaneo convincermi, che anche un apparentementte piccolo flash mob possa davvero rivelarsi un chiaro segnale di opposizione a una realtà che deve assolutamente cambiare, e questo non lo si può fare solo con la voce, a parole, ma bisogna saper agire sfruttando ciò che più di ogni altra cosa ha il maggior potere di persuasione di tutti: la condivisione nata dall’unione di tante persone decise a non mettersi in disparte e lasciare che questo avvenga senza poter far nulla. E la cosa bella sapete qual è? Che siete ancora in tempo anche voi per schierarvi con noi il 18 marzo a Como in piazza Duomo per questa causa importante, magari una volta ogni tanto oltre che condividere qualche post condividiamo una giusta causa.

I partecipanti al progetto della Millenium82.
Gruppo direttivo: Andrea Comuni, Simona Di Domenico, Alexander Falzaroni, Alessandro Ferraro, Mara Sanvito e Chiara Stincone.
Gruppo grafici, fotografia, video maker e makeup artist: Alessio Alberghini, Marco Bizzotti, Enrico Bosco, Ida Caporaso, Daniele Castelnuovo, Gloria Famlonga, Victor Pablo Gamero, Alessio Giotto, Clarissa Lupo, Eleonora Messina, Anna Rodilosso, Fabio Rognoni e Federico Zanetti.
Gruppo soggetti foto flash mob: Veronica Autorino, Lucrezia Ceccherelli, Simona Di Domenico, Milena Pitassi, Anna Rodilosso e Elena Vinci.
Gruppo partecipanti attivi: Veronica Autorino, Gaia Bedetti, Rosa Bencivenga, Anna Bregonzio, Lucrezia Ceccherelli, Ivano Ciccone, Angela Cipriani, Andrea Comuni, Giorgio De Amici, Barbara De Santis, Simona Di Domenico, Simona Di Gioia, Alexander Falzaroni, Marta Fontana, Ada Gaglioti, Giulia Girardi, Pietro Lovisetti, Florentina Markaj, Gloria Menegatti, Renata Muscionico, Milena Pitassi, Cristina Quarti, Anna Rodilosso, Altea Romani, Mara Sanvito, Giuseppe Stincone, Riccardo Stincone, Daniela Valsecchi e Adriano Venditti.
Gruppo comparse: Ilaria Arida, Alessandro Ferraro, Massimo Fusaro e Roberta Salerno.

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