Un compleanno tutto speciale per la Millennium 82

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Ci sono giorni, durante l’anno, a cui ognuno di noi assegna una grande importanza. Per qualcuno è il Natale, per altri, il proprio compleanno, per altri ancora, come la sottoscritta, il primo giorno di ferie. Per un gruppo di ragazzi comaschi, invece, il giorno speciale cade il 27 gennaio, anniversario della nascita della loro associazione, la Millennium 82, che da sei anni opera sul territorio in campo artistico e cinematografico.

«Tutto è iniziato più di dieci anni fa – mi racconta Alexander Falzaroni, presidente dell’associazione – ma fin da bambino ho sempre avuto la passione per il cinema e il teatro, e mi piaceva travestirmi come i personaggi delle mie storie preferite. Da grande, ho deciso di guardarmi intorno e ho cercato alternative a livello locale che potessero raggruppare persone con la mia stessa voglia di fare, così ho conosciuto un ragazzo con cui ho iniziato a girare cortometraggi, e la cosa è andata avanti per circa cinque anni. In seguito a una proiezione di un nostro lavoro, il sindaco del paese in cui vivo, Maslianico, mi ha proposto di dare vita a un’associazione che potesse coinvolgere tutti gli interessati all’arte cinematografica, e così è nata la Millennium 82, un nome che, da grande amante della fantascienza quale io sono, evoca uno spazio futuristico, quell’astronave con cui Ian Solo ha attraversato galassie e anni luce, che riunisce tutto quello che io amo e la serie di fortunate coincidenze che mi hanno portato fin qui. Vi ho accostato il mio anno di nascita, perché avesse quella nota di unicità che si merita.»

«All’inizio l’associazione si è occupata di riprese locali per conto di esterni, come associazioni teatrali, eventi benefici per la Croce rossa e la Croce azzurra – prosegue Alexander – Poi ci siamo dedicati alla costruzione di qualcosa di nostro, ma fino al 2012 non abbiamo prodotto nulla d’autore, perché ci mancavano le competenze tecniche. Nel tempo si sono uniti al primo gruppo diversi componenti e membri che arrivavano freschi dalla scuola, che sapevano come muoversi e avevano l’entusiasmo giusto e, a oggi, contiamo una quarantina di associati attivi. Abbiamo girato cortometraggi per concorsi, spot per Unicef e Aism Como, uno contro l’omofobia che è stato trasmesso in diverse emittenti web e televisive, un altro ancora contro l’abbandono dei cani e infine contro l’alcolismo, che abbiamo presentato in numerose scuole comasche. Poi sono arrivate le collaborazioni con altre associazioni lariane, come la Parada par Tücc, per la quale organizziamo un laboratorio e ci occupiamo delle riprese durante la sfilata. In questi anni di operatività, ci siamo resi conto che a Como, quasi per assurdo, ci sono più persone che svolgono attività in campo artistico di quelle che le seguono. Purtroppo molti non si rendono conto della ricchezza di questa città e di tutte le realtà che in essa si muovono, ci troviamo spesso nella situazione di incontrare gente che non ci conosce, non sa cosa facciamo e rimane sorpresa. Bisognerebbe creare un movimento più ampio di persone che, attraverso la condivisione, facesse conoscere al pubblico le attività delle numerose associazioni culturali e artistiche presenti sul territorio, e fosse capace di creare una rete in grado di coinvolgere e aprirsi alle possibilità molteplici della città, nonché avere la possibilità di accedere a luoghi adatti per portare avanti tutte le iniziative proposte. Bisogna guardare al progetto, pensarlo di ampio respiro e avere il coraggio di rischiare. Sarebbe bello sedersi tutti intorno a un tavolo e condividere ognuno il proprio lavoro, cercando di trovare punti in comune e dando inizio ad un percorso di collaborazione e creatività partecipata. Noi ci auguriamo che tutto questo cresca sempre di più, anche attraverso le fonti di comunicazione come BiBazz, che sta facendo un ottimo lavoro».

A questo punto, chiedo al presidente cosa stia bollendo nella prolifica pentola della Millennium, in questo momento. «Abbiamo appena iniziato una collaborazione con l’associazione teatrale Ariafrit, per spettacoli e produzioni audiovisive. Tra qualche mese metteremo in scena, a Como, un flash mob  contro violenza sulle donne e stiamo lavorando alla nostra prima web serie, forse il nostro progetto più importante, per il quale stiamo cercando persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, sia a livello recitativo che a livello tecnico. A breve, però, uscirà il nostro primo lungometraggio dal titolo RS, Ricerche speciali, diretto da Fabio Blanco».

Curiosa come non mai, mi faccio raccontare da Alexander qualcosa di più su questo film, la cui uscita è prevista per il prossimo maggio. «Negli anni Novanta mi sono appassionato a serie televisive come X – Files e Twin Peaks, e da diverso tempo avevo voglia di raccontare una storia inedita e originale, qualcosa che fosse anche legato al territorio lariano e che potesse valorizzarlo. RS, Ricerche speciali è una storia fantascientifica, tra il thriller e il paranormale, che racconta le indagini di due agenti del Sismi sulle sparizioni di alcuni bambini nella provincia di Como, a Maslianico. Ferri, il mio personaggio, ossessionato dai suoi demoni, e il più razionale e scettico Di Biagio, interpretato da Federico Tagliabue, tra cospirazioni governative e colpi di scena, conosceranno una realtà agghiacciante, in cui si mescolano verità e finzione, suspense e pathos, azione e fantascienza. Sono da sempre affascinato dall’ignoto,  da quello che le persone percepiscono senza vedere, da tutto ciò che è imprevedibile e inquietante.»

Tante le location utilizzate durante le riprese, durate circa nove mesi e realizzate interamente nei weekend e nelle sere in settimana. «Abbiamo girato gli esterni al parco San Martino di Como, a Cernobbio, a Carate Urio, a Grandola ed Uniti e a Tradate, mentre per gli interni abbiamo utilizzato studi e abitazioni private di alcuni di quelli che hanno lavorato al film. Parliamo di circa 250 persone, tra cast, troupe, comparse e tecnici, tutti volontari che hanno lavorato sodo e si sono impegnati nella realizzazione di un grande progetto, spinti unicamente dalla passione. In virtù di questo, spero che il pubblico apprezzi questa nostra piccola creatura, non tanto per il film in sé, ma per l’impresa che ha portato alla sua realizzazione, considerando che è stato girato a budget zero, con attrezzature acquistate da noi o recuperate in qualche modo e con il coinvolgimento gratuito di enti e associazioni che hanno dato il loro contributo alla nascita di questo lungometraggio, come il Cral di Como, il presidio ospedaliero Sant’Anna, l’associazione di soft air Area 49 di Tradate, i Comuni che ci hanno ospitato e tante piccole attività commerciali, tutti ringraziati nei titoli di coda».

In chiusura di intervista, chiedo ad Alexander di raccontarmi un aneddoto divertente accaduto sul set.  «Ci trovavamo a Grandola ed Uniti e stavamo girando una scena di uno scontro corpo a corpo tra me e l’antagonista. Una scena concitata, nella quale dovevamo far finta di picchiarci e lui doveva urlare fortissimo di dolore. Eravamo in una zona un po’ nascosta, vicino a un campo dove c’era un’unica casa, abitata da un uomo che non sapeva nulla di noi, nonostante avessimo avvertito il Comune della nostra presenza. Allertato dalle grida, questo signore è uscito di casa spaventato, con in mano un’accetta, e non si capiva bene cosa dicesse perché parlava in stretto dialetto comasco. In quel momento mi trovavo in un dirupo, la segretaria di produzione è venuta ad avvertirmi e sono risalito per parlargli, ma quando gli sono andato incontro mi sono accorto, troppo tardi, che avevo ancora in mano la pistola di scena, i miei vestiti erano strappati e la mia faccia era sporca di sangue finto. Insomma, vedendomi così conciato il poveretto ha lanciato in alto l’accetta, è scappato terrorizzato imprecando contro di me e si è barricato in casa. Ha chiamato i carabinieri, che lo hanno calmato e fatto uscire, in modo che potessimo spiegargli che era tutto una finzione. Alla fine è andato tutto bene, ci siamo fatti una risata e abbiamo conquistato il nostro primo spettatore. Niente male, come inizio».

1 commento

27 gennaio 2017 alle 10:27

Articolo bello! Ho conosciuto questi splendidi ragazzi in occasione proprio della parada par tüc e da allora continuo a seguirli sul web nei loro vari lavori.
Non vedo l’ora di vedere il loro prossimo lungometraggio amo il genere fantascienza! Mi fa piacere vedere che abbiano la giusta risonanza! Ragazzi tanta merda! Ahahah

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