Un amore di clochard, il primo romanzo di Eletta Revelli

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Tutte le grandi storie iniziano in punta di piedi, per caso, figlie di incontri fortunati e di un curioso destino. C’è chi di queste storie fa tesoro, ci cresce dentro e decide, un giorno, di raccontarle agli altri, perché sono troppo belle per restare chiuse nel cuore di pochi, ma sono degne di divenire patrimonio di tutti coloro che da esse possono trarre insegnamento e coraggio. Questo è quello a cui ha pensato la scrittrice Eletta Revelli, autrice del romanzo Un amore di clochard – Le zanzare vanno pazze per il sangue degli alcolisti, pubblicato da Editoriale Lariana, una narrazione intensa e gentile, ambientata sulle rive del nostro amato lago, che affronta il delicato tema degli invisibili e di come ognuno, in questa vita, meriti una possibilità di riscatto. L’autrice lo presenterà giovedì 16 febbraio alle 21 allo Spazio libri La Cornice di Cantù.

Eletta, come ti è venuta l’idea di questo libro?

Dopo la laurea in Scienze naturali mi sono trasferita a Palermo per conseguire un dottorato in Biologia marina, coltivando contemporaneamente una grande passione per la scrittura, grazie alla quale ho pubblicato diversi saggi. Ogni mattina, recandomi a piedi all’università, passavo davanti a una chiesa sconsacrata adibita a mensa per i poveri, finché un giorno sono entrata a chiedere informazioni, e sono diventata una volontaria. Quell’esperienza mi è piaciuta talmente tanto che, quando ho terminato gli studi e sono tornata a Como, mi sono immediatamente rivolta alla mensa della casa vicenziana in via Primo Tatti, dove ho ripreso il volontariato. Qui ho conosciuto un ospite, con il quale è stato facile entrare in contatto, colpita dalla sua grande simpatia e dal suo spirito goliardico, e siamo diventati amici, anche se non è facile avere a che fare con un alcolista vagabondo, perché in stato di ebbrezza si è senza filtri, e si finisce per insultare chi si ha davanti, dando libero sfogo alle proprie emozioni. Oltre a vederci in mensa, ci incontravamo in giro per la città, facevamo lunghissime passeggiate per Como e, nonostante le difficoltà – per un anno mi sono chiesta chi me lo facesse fare di frequentare una persona che mi insultava in continuazione – c’erano anche momenti di grande bellezza e poesia. Durante le nostre chiacchierate, spesso mi raccontava della sua vita e del suo lavoro di fabbro, vantandosi di essere molto bravo nel suo mestiere. Inizialmente non gli ho creduto, ma sono sempre stata profondamente convinta che ognuno meriti una seconda possibilità nella vita, così un giorno mi è venuta un’idea, gli ho portato una forchetta e gli ho chiesto di farmi un ciondolo, incuriosita da questi gioielli che avevo visto su alcuni siti ma che non sapevo dove acquistare. Lui ovviamente mi ha detto di no, non ci siamo visti per due settimane, quando mi ha ricontattato per dirmi che non ne aveva fatto nulla mi sono arrabbiata e gli ho detto che la nostra amicizia era finita ed ero stanca di stare dietro a uno a cui non importava di rimettere a posto i pezzi della propria vita. Poi, il giorno della Parada par Tücc di due anni fa, mi ha chiamato dicendo che voleva vedermi, e io ho accettato. Sapeva che mi sarei vestita da onda, come il tema richiedeva, e si è presentato all’appuntamento con questo bellissimo ciondolo della stessa forma del mio costume, fatto proprio con quella forchetta. Lui si è reso conto che la cosa gli piaceva, la notizia si è diffusa e ha iniziato a produrre diversi  gioielli su commissione. L’idea del libro è nata da qui, perché mi sono accorta che la storia dell’uomo delle forchette ha sempre riscosso un grande interesse da parte della gente, per cui mi sono detta che valeva la pena farne un romanzo, in modo che tante persone potessero conoscerla e apprezzarla.

Com’è strutturata la storia?

Questo libro è un romanzo breve diviso in due parti: la prima è descrittiva, racconta la nascita dell’amicizia tra due persone molto diverse, Olivia e Giuliano, che si snoda in una sorta di caccia al tesoro per le vie di Como (un vagabondo non ha un cellulare, quindi per trovarlo bisogna cercarlo ovunque), ricca di istantanee della città. A fare da sfondo troviamo gli scorci suggestivi  del Broletto, del Duomo, del Tempio Voltiano, dei giardini a Lago e le storie di tutti coloro che incrociano le strade percorse dai protagonisti. La seconda parte è dedicata alla loro storia d’amore, a quanto il rapporto tra una “regolare” di buona famiglia, borghese, benestante, brava, bella e buona d’animo e un vagabondo, alcolista, sregolato, tossico, pluripregiudicato e completamente in aria possa essere complicato, pieno di conflitti e di incomprensioni, di scoperta e di crescita personale. È un libro scritto per strada, perchè racconta una storia di strada, nata sulle panchine dei giardini e sui prati di villa Olmo, su treni che partono e arrivano, dove realtà e fantasia si mescolano all’aria profonda e lacustre che solo Como sa regalare.

Qual è il messaggio che intendi trasmettere attraverso questo romanzo?

Sicuramente un messaggio di speranza, perché  chiunque, anche se ha toccato il fondo, può avere improvvisamente una folgorazione e cambiare vita, ma anche di grande umanità e superamento dei pregiudizi che tutti noi abbiamo rispetto a coloro che sono senza fissa dimora, considerati spesso individui potenzialmente pericolosi e violenti da tenere a distanza, o con i quali avere un rapporto esclusivamente assistenzialistico, che non preveda alcun coinvolgimento personale, che ti faccia sentire una persona migliore per un paio di ore al giorno ma non ti faccia vedere nulla al di là di questo e non ti permetta di cogliere il buono che può nascondersi dietro ad ognuno. Il libro racconta di questo mondo così difficile, che spesso cittadini e turisti evitano perché ne hanno paura. È un romanzo di formazione, quello che è successo tra noi, e che accade ai protagonisti, è un processo di cambiamento reciproco, entrambi siamo cresciuti grazie al nostro rapporto, perchè tutto è possibile ed ogni cosa può mutare, basta usare la giusta prospettiva, partendo da cose semplici e piccole. Semplici e piccole come una forchetta.

(Un amore di clochard è disponibile anche su Amazon. Per conoscere le creazioni di I-Guana, l’uomo delle forchette, consultare la sua pagina fb).

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