Tutti giù al Gloria per Valerio Mastandrea

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Serata speciale allo Spazio Gloria che sta festeggiando la sua decennale attività con una serie di appuntamenti che culmina venerdì 27 gennaio con la presenza di Valerio Mastandrea che accompagnerà la visione di Tutti giù per terra di Davide Ferrario, uno dei primi lungometraggi che vide protagonista il bravo attore romano. Usciva venti anni fa. In questo lasso di tempo Mastandrea è diventato uno degli interpreti più richiesti del cinema nostrano e il film è, quello che si definisce, un cult movie. È un’etichetta di cui si abusa spesso, ma in questo caso è azzeccata non solo perché anche tra i neo ventenni la storia di Walter, disoccupato nella Torino degli anni Novanta, continua a mietere consensi e a generare immedesimazione, ma, soprattutto, perché quella pellicola si è dimostrata, nel bene e nel male, profetica. Il personaggio di Mastandrea, ideato da Giuseppe Culicchia nel romanzo adattato poi per il cinema, era quello che oggi si definisce, con scontata rassegnazione, un “precario”. Nel 1996 era una condizione anomala, su cui riflettere.

Un giovane Valerio Mastandrea con i Csi sul set di Tutti giù per terra

Oggi è una triste normalità e “precario” si è trasformato da aggettivo, con accezione negativa, in nome, in professione, quasi. «Non credevo che la storia del precario Walter sarebbe diventata triste consuetudine – ha commentato Ferrario in un’intervista a La Stampa . Io, che allora avevo una decina di anni in più, non capivo come quella generazione non facesse nulla per cambiare la situazione. Ma non potevo immaginare che alle successive sarebbe andata anche peggio». E nella stessa occasione, che ha visto il cast riunito al cinema Massimo di Torino, città dove è ambientata la vicenda, anche Culicchia ha precisato «Walter è stato il primo precario raccontato in un romanzo e in un film, ma davvero nessuno pensava che questa storia sarebbe diventata senza età». A ricordarci che si era negli anni Novanta è l’atmosfera, l’assenza della tecnologia onnipresente di oggi, una colonna sonora con il meglio della scena alternativa di quel periodo, con Cccp e Csi, Marlene Kuntz, Üstmamò, Corman & Tuscadu, Disciplinatha, Umberto Palazzo e il Santo Niente. Mastandrea, invitato da Filippo Andreani, raggiungerà lo Spazio Gloria al termine della proiezione, che avrà inizio alle 21 (ingresso con sottoscrizione libera), sul palco con Stefano AnnoniAlessio Brunialti per incontrare il pubblico e raccontare questo film, e se stesso, vent’anni dopo.

Tutti giù per terra (Italia, 1997, 94 minuti) di Davide Ferrario con Valerio Mastandrea, Carlo Monni, Adriana Rinaldi, Caterina Caselli e Benedetta Mazzini
Le vicende di Walter si sviluppano in una Torino a cui il protagonista è estraneo così come alla vita dei nostri giorni. Studente fuori corso di filosofia, disoccupato prima e obiettore di coscienza poi, vergine e privo di ideali, si sposta da una precarietà all’altra senza poter neppure sperare in un approdo sicuro.

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