Turrini a Parolario ricorda il mito Ferrari

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Leo Turrini

Settima giornata di Parolario con lo sport protagonista. Villa Bernasconi ha ospitato ieri, nella sua splendida cornice naturale e davanti a un pubblico appassionato, Leo Turrini, giornalista sportivo che, fin da giovanissimo, si è occupato di motori. Dialogando con il giornalista Nicola Nenci, Turrini ha ripercorso la vita del grande Enzo Ferrari a cui ha dedicato il libro Enzo Ferrari, un eroe italiano. Un volume pieno di aneddoti, in una nuova edizione in cui Turrini ha aggiunto un capitolo importante della storia e della vita di Ferrari, il suo amore per Fiamma Breschi, compagna del pilota Luigi Musso morto al volante di una Ferrari in una gara a Reims. «Ferrari ha avuto molte donne, era considerato uno sciupafemmine, ma la Breschi fu l’unica donna di cui si sia veramente innamorato», racconta Turrini. Una vita, quella di Ferrari, che l’autore racconta da “vicino di casa” e vero appassionato: «Sono nato a pochi chilometri da Maranello. La storia della Ferrari, di Enzo Ferrari, fa parte della mia vita». Una passione che attraversa i decenni, da quando Turrini, giovane reporter, riuscì a ottenere un’intervista esclusiva con il grande Enzo, fino a oggi, quando il giornalista di Sassuolo ripercorre gli eventi più privati della vita di colui che considera «uno dei più grandi uomini del Novecento, un genio». Un genio, Ferrari, che «nel 1947 ha il coraggio di investire tutti i suoi soldi nella costruzione di automobili, intuendo che l’auto sarebbe diventata presto un’opera d’arte, uno status symbol». Una vita grandiosa, quella del costruttore di Maranello, che racchiude in sé anche momenti di grande difficoltà e tristezza. Come la morte del figlio Dino, malato di distrofia muscolare, e l’ossessione per la segretezza sull’esistenza di un altro figlio, avuto da una relazione extramatrimoniale con una maestra di Modena, un figlio che Ferrari ama molto in privato ma non riconosce in pubblico. Ferrari che si presenta sempre con occhiali da sole perché non vuole che gli altri, attraverso i suoi occhi, vedano la sua “anima”, insomma una figura piuttosto tormentata che Turrini ha “trasmesso” con grande entusiasmo ieri al pubblico.

Carla Colmegna intervista Alberto Pellai

Una giornata del festival che ha visto incontri interessanti e anche “istruttivi” come quello con Alberto Pellai, a Villa Olmo, in serata. Pellai, in dialogo con Carla Colmegna, ha presentato il suo L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adoloscente. Un “libro-guida” per genitori, scritto da un genitore, che cerca di dare indicazioni per non soccombere all’età del “tiro alla fune”. Un’età nella quale i ragazzi «entrano in rotta di collisione nella conquista di nuovi spazi e i genitori devono capire cosa fare», spiega Pellai, un’età nella quale «i genitori devono avere pazienza in grande abbondanza».

Settima giornata che ha visto un laboratorio di filosofia per bambini a Villa Bernasconi Che cosa sono i sogni?, a cura di Ester Galli, e incontri a Villa del Grumello con Nicola Canessa Il cervello sociale. Tra norma e patologia e con Filippo Pizzoni Giardini di saggezza e di bellezza. Viaggio all’Eden e ritorno, oltre ai numerosi appuntamenti di Villa Olmo. Tra questi Giuseppe Remuzzi con Siamo geni. Uno straordinario viaggio nel corpo umano e Achille Mauri con Anime e acciughe. L’aldilà come non l’avreste mai immaginato. Chiusura cinematografica con Enrico IV, pellicola del 1984 di Marco Bellocchio tratta da Pirandello, protagonista uno straordinario Marcello Mastroianni.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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