Tredici motivi, e più, per guardare Tredici

Tredici motivi, e più, per guardare Tredici
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Perché Anna Baker lo ha fatto? Cosa ha spinto questa povera ragazza a questo gesto estremo? Saranno queste le principali domande che vi farete durante la visione di questa serie tv, perché Tredici vi introdurrà in un tema molto delicato e particolare, quello della problematica e letale depressione giovanile, alimentata da atti di bullismo, discriminazioni e di deterioramento psicologico.

Tredici si basa sul best seller di Jay Asher Thirteen reasons why, pubblicato nel 2007. La serie coinvolge la cantante e attrice Selena Gomez, come produttrice esecutiva

La vita di un ragazzo/a in un età cosi giovane è, nella maggior parte dei casi, immatura e ingenua, ricca di altisonanti emozioni che vengono ingigantite dalla proporzione con cui vengono accolte. Siamo stati tutti studenti e per di più adolescenti e che non mi venga detto che nessuno si è gasato o galvanizzato per situazioni ridicole, aspettative o false speranze. Ebbene, esiste un altro lato della medaglia: ci sono le reazioni negative a ciò che accade nella realtà di tutti i giorni, dove uno scherzo può tramutarsi in ossessione e perversione, dove una frase scomposta può addirittura traumatizzare una mente delicata e già soggetta a delle forti repressioni.

Inizialmente Jay Asher voleva intitolare il libro Baker’s dozen. The autobiography of Hannah Baker.

La situazione è ben chiara sin dall’inizio: in questo liceo americano è avvenuto un dramma che ha colpito tutta la popolazione e soprattutto le famiglie degli studenti, ma qualcosa di molto più contorto sta avvenendo tra i banchi di scuola, Anna ha lasciato a un suo compagno una scatola misteriosa contenente delle audiocassette in cui sono impresse la sua voce e dei messaggi importanti indirizzati a delle persone specifiche, quelle persone che in un modo o nell’altro hanno spinto anche involontariamente al suo suicidio e che come in un gioco, a turni, vengono consegnate a ogni persona sentenziata dalla ragazza, 7 cassette per 13 lati e 13 persone.

Quello che non è chiaro, naturalmente, sono le persone che sono indiziate o sospettate, cosa possa esser successo – andando a ritroso nel tempo con dei flashback inquietanti e rilevatori – ma, soprattutto, che cosa c’entra in tutto questo il protagonista Clay, un ragazzino nerd e riservato dall’animo buono e generoso. Questo, naturalmente, è solo il preambolo a quanto accadrà perché vi assicuro che arriverete al finale davvero distrutti e straziati moralmente.

Katherine Langford inizialmente ha sostenuto il provino per la parte di Jessica Davis prima che le venisse affidato il ruolo di Hannah

Una serie televisiva introduce, analizza e coinvolge lo spettatore a un tema sul quale andrebbero, giustamente, sensibilizzate più persone possibili, di ogni età e di ogni esperienza. Una serie che meriterebbe di essere introdotta nelle scuole e nelle strutture pubbliche, perché possa servire da monito per tutti i ragazzi di oggi, troppo presi dalla smania di apparire e divulgare la loro eco senza accorgersi di quanto male possano procurare ad altre persone semplicemente pubblicando una foto o un frase compromettente in un social network.

Per alcuni degli attori di Tredici la serie tv ha un significato particolare: Brandon Flynn ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo ai tempi delle medie

Credo che questo ci dovrebbe aiutare a riflettere, perché non si parla di fantascienza: al di là della sceneggiatura convincente e aggrappata alla verità di tutti i giorni, Tredici convince con una buona di regia e una fotografia sempre ben curata, ma soprattutto una performance recitativa di alti livelli da parte del cast, composto in gran maggioranza da giovani talentuosi che qui si mostrano davvero convincenti e spontanei, soprattutto in situazioni davvero molto forti e cruente.
Tredici va vista tutta d’un fiato: le tredici puntate da cui è composta la stagione prevedono una cinquantina di minuti a episodio, ma fidatevi di me se vi dico che se vi piacciono le trame contorte e le opere impegnative questo show fa per voi: potete trovare questa serie sulla piattaforma Netflix, in esclusiva.

Uno degli elementi più affascinanti di Tredici è il ricorso alle audiocassette: l’idea venne all’autore Jay Asher durante una visita a una mostra a Las Vegas

Un favore invece che vi chiedo dopo avervi consigliato questo telefilm è di guardarlo con attenzione e con riflessione perché sebbene le situazioni siano quelle di adolescenti e in un contesto culturale diverso dal nostro, Tredici parla di tematiche che sono attuali e presenti anche nella nostra società e sul nostro territorio. Non bisogna mai sottovalutare o dare per scontato nulla, non bisogna violare la privacy: foto, video, messaggi, post e link possono diventare un’arma psicologica a doppio taglio che può procurare seri danni. Bisogna sapersi fermare in tempo ed evitare di commettere spiacevoli azioni. A volte, fermarsi e riflettere può salvare la vita o, meglio ancora, l’anima e la coscienza.

Tredici (Usa, 2017, 13 episodi di 52 minuti) di Brian Yorkey, dal romanzo di Jay Asher Thirteen reasons why con Dylan Minnette, Katherine Langford, Christian Navarro, Alisha Boe, Brandon Flynn, Justin Prentice, Miles Heizer, Ross Butler, Devin Druid, Amy Hargreaves, Derek Luke e Kate Walsh

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