The leader is present alla Mag

the-leader-is-present-alla-mag
0 766

La MAG – Marsiglione Arts Gallery di Como presenta, da venerdì 27 maggio a domenica 26 giugno, la mostra The leader is present, personale dell’artista italiano Max Papeschi. Classe 1970, Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno dei giovani artisti italiani più apprezzati e conosciuti all’estero. In soli sei anni di attività ha realizzato più di un centinaio di mostre in giro per tutto il mondo.

Max-Papeschi-For-love-of-leader-1-768x1056The leader is present è parte del progetto Welcome to North Korea, realizzato con la partecipazione di Amnesty International Italia, nel quale Papeschi viene investito della carica di Ambasciatore culturale della Corea del Nord e del suo dittatore Kim Jong Un. Lo scopo è quello di attirare e possibilmente sensibilizzare i media e l’opinione pubblica sui crimini del regime nordcoreano, e sugli orrori commessi da esso tramite l’ossimoro visivo: i campi di detenzione divengono parco giochi a tema e lo spettatore viene proiettato in una dimensione parallela, dove la mostruosità del regime di Pyongyang è camuffata dalla grottesca propaganda di regime.

La mostra presenta un corpus di opere inedite dell’artista, incentrate sulla figura di Kim Jong-Un e realizzate dai grandi protagonisti dell’arte. Papeschi rielabora in versione parodistica alcune delle più importanti opere d’arte contemporanea – da Warhol a Hirst, passando per Banksy, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana e Marina Abramovic – nelle quali il leader nordcoreano è posto al centro della scena come se tutti gli artisti, persino quelli non più in vita, avessero deciso all’unisono di rendergli omaggio attraverso la loro arte.

Parodiata attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, la propaganda di regime – di cui la divinizzazione del Caro Leader è solo una parte – svela la sua assurdità e si scontra con l’atrocità delle notizie che giungono dalla Corea del Nord, dando vita a un cortocircuito semiotico.
Max-Papeschi-United-colors-of-Kim-1-600x600L’inaugurazione sarà accompagnata dall’apertura, sempre negli spazi della MAG, dello Store del finto marchio Made in North Korea, dove sarà possibile acquistare gadget a tema tra cui magliette e pupazzetti grazie alla partnership con l’azienda Kahuna Project. Parte del ricavato della vendita dei prodotti realizzati da Kahuna Project verrà devoluto ad Amnesty International Italia. All’interno della mostra saranno presentati anche giochi da tavolo reinterpretati in una versione dittatoriale (Indovina chi? diventa Indovina Kim?, dove il personaggio da indovinare è solo uno), oltre a video arte, proiezione di filmati d’animazione – tra cui le versioni nordcoreane di South Park e dei Teletubbies, in cui i personaggi con il viso del dittatore Kim Jong Un tessono le lodi del regime o cantano l’inno nazionale attraverso l’obsoleta tecnica sincro-vox – e videogiochi classici degli anni Ottanta, realmente fruibili dai visitatori e presentati in un’edizione speciale, dove per il giocatore non c’è alcuna possibilità di successo: Kim vince sempre.

 

Lascia un commento