The babushkas of Chernobyl in prima italiana a Como

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«Era il 2010 quando, seguendo il venticinquesimo anniversario del disastro per il programma di viaggi Globe Trekker, arrivai a Chernobyl. Tornai due mesi più tardi e scrissi un articolo sulle donne della città. Chernobyl è nello stesso tempo tragica e interessante, ma lo straordinario spirito di sopravvivenza delle donne è la ragione per la quale ho voluto girare questo film. La loro storia e il loro operato sono stati la mia guida. Iniziammo a registrare nel 2012». È iniziata così l’avventura di Holly Morris, giornalista americana e regista che presenterà in prima italiana il suo film documentario The babushkas of Chernobyl il 12 maggio nell’Aula magna del Politecnico di Como (Ingresso libero con registrazione obbligatoria su Eventbrite). Il film, approdato in Europa circa un mese fa, sta raccogliendo riconoscimenti importanti, come i premi vinti ai Festival di Los Angeles , Woodstock, Florida, Salem, Denver, Santa Fè, Sun Valley e Rotterdam. Como, a oggi, è l’unica tappa italiana in programma.

Si tratta di un delicato ritratto della comunità di donne ultraottantenni che da “sopravvissute” hanno scelto di vivere nella zona proibita attorno alla centrale, in una natura selvaggia, violando le disposizioni del governo bielorusso. L’associazione promotrice dell’iniziativa è Como Verso Est onlus, che si occupa dal 2011 di accoglienza nella nostra città di bambini provenienti da Chernobyl, e dalle zone contaminate della Russia e della Bielorussia.

Holly Morris

Holly Morris

Morris racconta di quando arrivò a Chernobyl per parlare con le donne: «Ero nervosa. Abbiamo seguito le regole per le radiazioni, portando sempre con noi un dosimetro. Lavoravamo in squadre e limitato i nostri giorni consecutivi nella zona. Mi sono sentita incredibilmente onorata di aver potuto conoscere queste improbabili eroine che hanno sopportato così tanto (Stalin, i nazisti, Chernobyl tra le altre devastazioni) e di aver fatto uscire l’altro lato di tutto questo con tristezza, ma anche resilienza e senso dell’umorismo». E spiega anche che il film racconta l’importanza della parola casa. «La casa – dice – è l’intero cosmo delle babushka rurali e il rapporto con la terra è tangibile. Con mia sorpresa, alla fine questo film è diventato un racconto sulla casa e non sulle radiazioni».

https://youtu.be/xdZdkrfpmNU

The babushkas of Chernobyl (Usa, 2015, 70 minuti) di Holly Morris e Anne Bogart

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