Sulle Orme di Volta: da Gravedona a Brunate

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Si avvicina il sesto e ultimo percorso del ciclo Sulle orme di Volta, promosso da Fondazione Alessandro Volta, ideato e guidato da Pietro Berra nell’ambito del progetto Passeggiate Creative in occasione del 190° della morte dell’iventore della pila: domenica 17 settembre si andrà all’origine dell’attenzione che il genio comasco ebbe per la natura e la scienza, salendo a Brunate in funicolare e lì camminando dal centro storico dove andò a balia nella casa di un barometraio fino al faro voltiano, che gli è stato intitolato sulla cime del Monte Uccellera nel 1927. Come consuetudine, il TeamCom, composto da studenti dei corsi turistici di Enaip Como che stanno seguendo l’intera serie di passeggiate in veste di reporter, presentano su BiBazz il resoconto dell’itinerario precedente, quello che lo scorso 23 luglio si è svolto a Gravedona, nei luoghi della luna di miele di Volta. Un modo per consentire a chi non ha partecipato di poter effettuare il percorso in autonomia e a chi si è appassionato di consigliarlo ad altri.

La casa dove Volta trascorse alcuni periodi in gioventù, ma soprattutto la sua luna di miele, è il centro dell’itinerario, è la seconda tappa del percorso ed è evidenziata da una targa. Prima si visiterà il cinquecentesco Palazzo Gallio e poi il giro proseguirà tra tre chiese di eccezionale storia e bellezza, cui Alessandro Volta e i suoi fratelli, entrambi sacerdoti, furono molto legati. La prima è Santa Maria delle Grazie, chiamata “il convento”, funzione che l’annesso chiostro, oggi di proprietà comunale, svolse dal XV secolo fino al 1772. Tra i numerosi affreschi degni di nota, un’Assunzione della Vergine che permette di datare al 1496 la consacrazione della chiesa. Dal “convento” si scende in via San Gusmeo e Matteo, dove troviamo la chiesa omonima, in nuda pietra circondata da un giardino di platani. All’interno l’arca con le reliquie dei due martiri reca impresso l’anno della loro traslazione qui,  il 1637. Si prosegue in direzione del lago per raggiungere la terza e più spettacolare delle chiese. Ma prima di sbucare al cospetto dell’Abbazia di Piona, che attrae lo sguardo dalla sponda opposta, si passerà dalla piccola ma suggestiva via Sabbati, via degli antichi negozi dove è stato realizzato il progetto Tira su i cler («Alziamo le saracinesche»): vetrine dismesse sono state convertite in un piccolo museo del commercio di una volta, ricostruendo esercizi storici con una cura certosina per i particolari. Santa Maria del Tiglio è la meta finale e doveva essere un punto di riferimento per Volta, che la poteva ammirare dalla sua finestra assieme a un vasto tratto di lago. Capolavoro di pietra, affacciato sulle acque del Lario da quasi mille anni.

  • 1-Palazzo Gallio

Palazzo Gallio (Foto di Carlotta Crosta)

Palazzo Gallio venne fondato sul luogo dell’antico castello del paese dal cardinale e segretario di Stato al soglio pontificio Tolomeo Gallio, che ebbe il territorio delle Tre Pievi in feudo da Filippo II nel 1580. I lavori vennero iniziati nel 1586 e conclusi verso la fine del secolo, il  Cardinale era già deceduto, quindi non vi abitò mai. Palazzo Gallio, venne ereditato dai nipoti ma non venne mai utilizzato come residenza vera e propria: durante l’occupazione francese e spagnola fu utilizzato come ospedale, finché all’inizio del XIX secolo fu ceduto a privati. Oggi il palazzo è sede della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio.

Loggia interna di Palazzo Gallio (Foto di Carlotta Crosta)

  • 2- Casa di Alessandro Volta

Casa di Alessandro Volta, effigie (Foto di Carlotta Crosta)

La casa di Volta si trova in via Volta a Gravedona e ha un legame particolare con il dedicatario. Lo ricorda al passante una targa affissa sulla casa al civico 2, a opera nel municipio nel centenario della morte (1899): «Alessandro Volta in questa casa avuta in retaggio dai nobili Stampa giovinetto compiva le prime esperienze preludenti al miracolo della pila / sposo vi trascorse i giorni più belli dell’imeneo / adulto e onusto d’anni e di gloria qui traeva nei mesi estivi a ritemprare le forze e il grande spirito proteso sempre più a fulgide mete».

La casa di Alessandro Volta a Gravedona (Foto di Carlotta Crosta)

  • 3 – Ex-Convento di Santa Maria delle Grazie

Ex – convento di Santa Maria delle Grazie (Foto di Carlotta Crosta)

La chiesa e il convento agostiniano vennero fondati nel 1467, nel luogo dove era preesistente una chiesa dedicata al Salvatore, in posizione dominante sul paese. Il convento divenne, come l’Abbazia di Piona, un punto di riferimento per il culto. Il convento venne soppresso da Maria Teresa d’Austria, la chiesa rimase consacrata. La chiesa si presenta a una navata unica scandita da archi trasversali che creano stretti comparti laterali. Ogni cappella affrescata e dedicata a un episodio o a un santo biblico. Gli affreschi di buona scuola lombarda seguono varie fasi stilistiche. Il chiostro mantiene l’assetto originario (nelle immagini l’affresco con la Madonna del cifulet).

Particolare dell’affresco della Madonna del cifulet (Foto di Carlotta Crosta)

  • 4 – Chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo

Chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo (Foto di Carlotta Crosta)

La chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo, circondata da un parco di platani, si trova in posizione elevata rispetto all’abitato lungo una strada parallela al tracciato della via Regina. La località, secondo la tradizione, coincide con il luogo dove avvenne il martirio dei due santi (le cui reliquie ora si trovano nella chiesa). L’edificio è preceduto da un pronao realizzato nel XVIII secolo e presenta una semplice facciata a capanna. Il ciclo decorativo più interessante all’interno della chiesa è costituito dalla decorazione sulla volta del presbiterio, realizzata e firmata nel 1608 da Giovan Mauro Della Rovere, detto il Fiammenghino, che raffigura la Gloria di Dio Padre fra Angeli musicanti.

Volta della chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo (Foto di Carolina Granzella)

  • 5 – Via degli antichi negozi

La via delle botteghe (Foto di Carlotta Crosta)

Via Sabbati si presenta piccola ma suggestiva. In essa è stato realizzato il progetto Tira su i cler (Alziamo le saracinesche). Alcune vetrine dismesse (nella foto un’antica macelleria) sono state convertite in un piccolo museo del commercio di una volta, ricostruendo esercizi storici con una cura certosina per i particolari. Il progetto mira a riscoprire, a far conoscere e a mantenere la memoria delle proprie radici, degli antichi mestieri e delle piccole attività commerciali di una volta.

  • 6 – Santa Maria del Tiglio

Santa Maria del Tiglio (Foto di Carolina Granzella)

Costruita in una posizione particolarmente scenografica, la chiesa fu eretta alla fine del XII secolo ed è uno dei capolavori dello stile romanico comasco. È a pianta centrale con absidi aperte sui tre lati. Recentemente è stato portato alla luce il perimetro dell’antico Battistero (V-VI secolo) dedicato a San Giovanni Battista. Nell’interno un affresco trecentesco del Giudizio Universale e un grande Crocifisso ligneo del XII secolo. Il campanile ha la particolarità di essere inserito nella caratteristica facciata a fasce bicolori bianche e grigie.

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