Studenti reporter a Brunate sulle orme di Volta

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Con la passeggiata creativa La curiosità dell’eterno fanciullo si è concluso il ciclo Sulle orme di Volta seguito complessivamnte da ben 900 partecipanti. E come per i cinque itinerari precedenti gli studenti del TeamCom (appartenenti ai corsi turistici e al post diploma turistico – food di Enaip Como) hanno realizzato una miniguida in forma di reportage per BiBazz e, soprattutto, per tutti coloro che vorranno seguire in autonomia i percorsi, ideati e condotti da Pietro Berra per Fondazione Alessandro Volta. Agli studenti di Enaip (seguiti dalla direttrice Isa Botta, dai tutor Roberto Morselli e Rossella Clerici e dai docenti di marketing e comunicazione visiva Daniela Manili Pessina, di grafica Fabrizio Bellanca e di inglese  Elisabetta Proserpio) si deve anche il logo del ciclo di passeggiate Sulle orme di Volta. Le loro schede dedicate ai sei percorsi, tradotte anche in inglese, sono scaricabili anche in formato pdf dai siti di Fondazione Volta e Passeggiate Creative.

«Qui a Brunate visse a balia e in fanciullezza Alessandro Volta presso Elisabetta Pedraglio il cui marito Lodovico Monti, fabbricatore di barometri, gli infuse i primi amori alla scienza che gli diede la pila».  Questa targa, il cui testo è attribuito a Maurizio Monti, storico nato proprio a Brunate nel 1800 e biografo di Volta, venne affissa a lato della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea nel 1826, un anno prima della scomparsa del grande fisico. Allora il piccolo Comune montano non era ancora il “Balcone sulle Alpi” ambitissimo dai facoltosi villeggianti della Belle Époque, bensì un paese contadino con un caratteristico centro abitato medioevale, concepito non per ammirare l’incanto del lago e delle Alpi bensì per difendersi dai nemici. La passeggiata per Brunate ha inizio dal lato del piazzale Bonacossa (1) dove si trovano il parco Volta (2) e la biblioteca; prosegue nel centro storico attraverso via Funicolare; percorre tutta la via Monti (3), con casa presunta dove fu a balia Volta, fino alla Cappellina della Madonna di Pompei; sbuca in via Volta (4), con altra casa segnalata per errore come casa Volta; continua infine a ritroso il percorso fino alla scalinata che passa di fianco al municipio per tornare in centro. Da via alla Chiesa si arriva alla parrocchiale di Sant’Andrea (5). Sul lato sinistro si prende la corte per la frazione di San Maurizio. Al termine, sulla sinistra si imbocca la scalinata che porta al faro (6) e sulla destra la chiesa di San Maurizio, al lato della quale parte un’altra mulattiera. A metà della stessa una sterrata, sulla sinistra, conduce alla fonte del Pertugio (7), sulla destra alla fine della strada.

1) Funicolare

La funicolare Como-Brunate fu inaugurata l’11 novembre 1894 costruita da un gruppo di privati, alcuni proprietari delle prime ville, e risultò decisiva per cambiare il destino del paese che si trasformò da villaggio contadino in una delle mete più rinomate della villeggiatura della Belle Époque del nord Italia. Il tracciato copre 1074 metri di lunghezza, 493 di dislivello e ha una pendenza media del 46%. Fino al 1911 le carrozze erano spinte a vapore, dal 1911 a trazione elettrica. Da 22 minuti di percorrenza si passò a 14 minuti. Con il nuovo argano il tempo di percorrenza si ridusse a soli 7 minuti.

2) Parco Volta e biblioteca

A pochi metri dalla stazione della funicolare si trova una biblioteca con un piccolo parco. La biblioteca (Ex-villa Scacchi) fu inaugurata nel 2006 ed era l’unica della Lombardia ad avere tavolini per la lettura all’aperto. Dell’antico passato resta un pozzo profondo 8 metri intitolato a Volta. Qui si trova dal 2007 anche il busto del poeta bulgaro Penčo Slavejkov trasferitosi a Brunate per il clima e deceduto nel 1912 nell’antistante hotel Bellavista.

3-4) Casa dove Volta fu a balia

La casa dove fu mandato a balia Alessandro Volta, (3) è situata in via Monti, come testimonia una cartolina stampata per le celebrazioni del 1899 (visibile nelle foto). Al numero 5 della via a lui intitolata (4) è presente invece una lapide commemorativa (collocata nel posto sbagliato) e finita su quel muro quando fu interessata da un cantiere la vera casa.

5) Chiesa di Sant’Andrea

La Chiesa di Sant’Andrea è diventata chiesa parrocchiale di Brunate nel 1654, è stata poi restaurata ed ampliata tra il 1927 e il 1932 e custodisce numerose opere d’arte. In uno dei quattro pennacchi interni è riprodotta l’icona della Beata Maddalena Albrici vissuta tra il 1390 e il 1465, che fu badessa del Monastero che un tempo sorgeva accanto alla chiesa. Le sue spoglie riposano sotto l’altare a lei dedicato. Nella chiesa è presente anche un affresco di santa Guglielma, mentre all’esterno tre lapidi ricordano personaggi famosi vissuti a Brunate: la Beata Maddalena, Santa Guglielma, Alessandro Volta e i fratelli Pietro e Maurizio Monti.

6) Faro Voltiano

Nella frazione di San Maurizio nel settembre del 1927 veniva inaugurato il faro voltiano: 143 gradini e un fascio di luci tricolori che nascondono infinite storie, da quella di don Guanella che lo aveva proposto per l’Esposizione voltiana del 1899 a quelle dei soldati che lo utilizzarono per gli avvistamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il faro venne costruito per il centenario della morte di Alessandro Volta dall’Associazione dei postelegrafonici che diedero forma all’intuizione guanelliana e raccolsero i fondi necessari per costruire il monumento. Il faro è stato progettato dall’Ingegnere Gabriele Giussani, è alto 29 metri e raggiunge la quota di 909 metri sul livello del mare. Le luci bianca, rossa e verde rappresentano oltre alla bandiera italiana anche la fede, la scienza e la carità di Alessandro Volta.

7) Fonte del Pertugio

A Brunate, Volta trascorse i primi 36 mesi di vita e tornò da adulto e da anziano in diverse occasioni, una delle quali documentata da una lettera dell’amico mineralogista Carlo Amoretti, con il quale esplorò, a quarant’anni ma ancora curioso di tutto, la grotta del Pertugio. Al suo interno fu trovata una fonte, che proprio durante la Belle Époque venne irreggimentata, creando un piccolo laghetto artificiale sotterraneo, per portare acqua alle ville e agli alberghi sorti nella frazione San Maurizio. Oggi l’acqua viene ancora convogliata in una vasca nel Parco Marenghi, ampio e panoramicissimo giardino sotto il faro, ed è utilizzata dalla protezione civile per spegnere gli incendi boschivi.

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