StreetScape5 tra arte diffusa e sogno americano

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Negli ultimi anni stiamo assistendo a una crescita importante del numero di iniziative di arte diffusa nei contesti cittadini, indirizzate a ridefinire la consueta esperienza dei luoghi urbani. Edifici pubblici e privati, piazze e interi quartieri riformulano la loro identità grazie a un intervento artistico che oltre a riqualificare le aree cittadine permette di colmare quella distanza tra arte contemporanea e pubblico non specialista che si sta riscontrando nel sistema artistico tradizionale.

14316895_699897646824641_4017728244559301182_nUscita dagli spazi canonici e dai circuiti convenzionali l’arte entra nella vita quotidiana, sotto gli occhi di una collettività che non può esimersi dall’esprimere una riflessione e lasciarsi interrogare da quanto osserva. Un’arte che risulta pienamente aderente alla sua missione: essere generativa di pensiero, critica ed emozione, risorsa di arricchimento culturale per una città e la sua comunità.

Anche Como vanta la sua rassegna di arte diffusa ormai diventata un appuntamento annuale che attira su di sé molta attenzione: StreetScape, giunta quest’anno alla quinta edizione (inaugurata sabato 17 settembre 2016), è un progetto avviato dall’Associazione Culturale Art Company in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Como e l’Accademia di belle arti Aldo Galli – Ied Como.

Chiara Canali e Ivan Quaroni si riconfermano curatori della rassegna e, per l’edizione in corso, portano in città le opere di undici artisti realizzate come sempre in stretta relazione con i luoghi che le ospitano: Federico Unia (Pinacoteca Civica, Palazzo Volpi), Paolo Ceribelli (Portico del Broletto, piazza Duomo), Felipe Cardeña (piazza Volta), Orticanoodles (viale Roosevelt), Diego Dutto (cortile del Museo Archeologico), Manuel Grosso (serre dei giardini di piazza Martinelli), Giuseppe Veneziano (facciata del Teatro Sociale in piazza Verdi), Mr. Savethewall (piazza Cavour), Emanuele Scilleri (piazzetta Pinchetti), #CT (Accademia Galli, via Petrarca), Giulio Cassanelli (Accademia Galli, Villa Sucota). Le diverse sedi dell’esposizione creano così un percorso open air composto da installazioni e murales che attraversa in lungo e in largo il centro città, occupandone fino al 6 novembre i luoghi legati all’arte e alla cultura e gli spazi pubblici più vivaci.

14361188_10155217342219377_248482655976968557_oTra gli artisti coinvolti due i comaschi. Emanuele Scilleri, fotografo, ha installato in piazzetta Pinchetti un pannello che ogni giorno si rinnova presentando uno scatto realizzato dall’artista nell’ambito della rubrica Foto di un giorno, ideata per raccontare la quotidianità attraverso i suoi particolari, molto spesso trascurati e mai del tutto apprezzati. Un’opera mutevole, dunque, che sfugge a una visione d’insieme ma che giorno dopo giorno distilla un racconto in piccole dosi.
Il secondo è Mr. Savethewall, a.k.a. Pierpaolo Perretta, artista poliedrico che ricorre a differenti mezzi espressivi e che nel mese di maggio ha portato avanti con il supporto de La Provincia l’iniziativa delle cartoline di denuncia contro il cantiere che ormai da otto anni oscura la vista del lago da piazza Cavour. Proprio qui Perretta ha disposto una scultura in legno e metallo che riprende le sembianze del celebre Pinocchio di Collodi e riporta sul petto la scritta forever. Quest’ultima, apparentemente riconducibile alle dediche che i giovani innamorati incidono sui tronchi degli alberi, è invece una provocatoria riflessione sulla bugia e sulle false speranze celate dalle parole per sempre

beautifuldreamersNovità che accompagna, fino al 15 ottobre, questa quinta edizione di StreetScape è la mostra collettiva Beautiful dreamers ospitata all’interno dello Spazio Parini. Curata sempre da Chiara Canali e Ivan Quaroni, l’esposizione ha il merito di portare in città alcuni dei maggiori esponenti del pop surrealismo americano e di quella corrente definita lowbrow art che nutre il proprio immaginario di elementi underground, folk, pop e surreali tipici della grafica, del fumetto, del tattoo e della moda d’oltreoceano. Dall’ispirazione hot rod di Anthony Ausgang a quella tribale e primitiva di Zio Ziegler, dai personaggi macabri di Gary Baseman a quelli di discendenza cartooniana di Andy Rementer, dall’atmosfera vintage anni Cinquanta di Ryan Heshka fino ai set cinematografici di Eric White, Beautiful dreamers è un concentrato di quella cultura americana popolare e stravagante che la tv, la pubblicità e l’illustrazione hanno da sempre contribuito a mitizzare. Si tratta per lo più di artisti cresciuti negli anni Ottanta, di cui la maggior parte (e oltre ai citati ci sono Tim Biskup, Clayton Brothers, Carlos Donjuan, Jeremy Fish, Mike Giant, Russ Pope, Fred Stonehouse, Gary Taxali) sono rappresentati in Italia dalla galleria milanese Antonio Colombo Arte Contemporanea, con la cui collaborazione si è realizzata la mostra.

StreetScape non è solo arte diffusa ma anche arte partecipata: sono previsti, infatti, incontri e workshop con gli artisti protagonisti della rassegna, aperti a tutti gli interessati all’approfondimento e alla co-creazione con gli artisti e realizzati in collaborazione con l’Accademia Aldo Galli. Le iniziative si terranno dal 19 settembre al 4 ottobre 2016 secondo il calendario scaricabile qui. Un’occasione di arricchimento non solo visivo ma anche intellettuale.

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