Sconcertati e contenti, migranti e comaschi a San Giovanni

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Sconcerto doveva essere e sconcerto è stato, in una location leggermente differente dalla prima occasione in cui musicisti del comasco si sono recati alla stazione di San Giovanni per portare la loro solidarietà, ma soprattutto le loro voci e i loro strumenti ai migranti respinti alla dogana Svizzera, di stanza allo scalo ferroviario di piazzale San Gottardo da ormai quasi un mese. Si è discusso molto del senso e dell’opportunità di quell’iniziativa che si è ripetuta la sera di Ferragosto, con una partecipazione ancora maggiore, nei giardini dove sono accampati questi giovani uomini e donne dall’Africa, questi bambini, queste persone che dividono l’opinione pubblica con la loro semplice presenza. Semplice perché, in tutti questi giorni, con buona pace di chi vuole creare allarme sociale a tutti i costi, non è stato commesso nessun furto, nessuno scippo, nessun reato di maggiore o minore entità. Nelle ore precedenti questo evento, migranti, volontari e operatori di Aprica hanno anche ripulito tutto quello che si è accumulato.

Como giardini stazione di San Giovanni " Sconcerto per migranti " organizzato da Filippo Andreani

Così, per la seconda volta, in questo caso rispondendo a un invito esplicito di chi si sta impegnando nella mensa allestita nell’oratorio di Sant’Eusebio, si è suonato e cantato. Non un concerto – anche questa volta nessun palco, nessuna amplificazione, nessun protagonista, tutti protagonisti, italiani, africani, alcuni di questi ultimi residenti a Como ormai da tempo, venuti a tendere una mano – non una manifestazione condotta senza alcun criterio: la necessaria informativa in Questura è stata notificata per tempo dall’Arci, esattamente come era stato per la prima.

Como giardini stazione di San Giovanni " Sconcerto per migranti " organizzato da Filippo Andreani

E questa volta i colori si sono mischiati quasi subito quando i giovani (alcuni d’età, altri di fatto) diu Musica Spiccia sono stati raggiunti da percussionisti del Biafra creando un connubio poliritmico di rara suggestione.

E c’è stato modo di scoprire anche qualche talento tra i migranti che, immediatamente, hanno risposto allo sconcerto sconcertando a loro volta per bravura, ritrovando per una sera una gioia che era stata dimenticata in questi ultimi giorni.

Tra i volti musicali noti del comasco non sono mancati – in ordine assolutamente sparso e sicuramente con qualche omissione – Filippo Andreani, Sench dei Potage, Sean dei Peregrines, Sandro Tangredi e Franco Pandolfo del gruppo di musica popolare D’Altrocanto, Giovanni Gianda Bedetti, Cristiano Stella di Oltre il Giardino Project che prima di arrivare non ha fatto mancare il suo apporto nella cucina della mensa, i Three Wheels, elementi dei Menagrama, Davide Noseda dei Fleurs de Maladives, Maurizio Aliffi e l’elenco potrebbe continuare con quelli che non hanno suonato, ma hanno cantato e hanno voluto far sentire la loro vicinanza.

Como giardini stazione di San Giovanni " Sconcerto per migranti " organizzato da Filippo Andreani, al centro della foto

Si ripeterà questa iniziativa. Ci sarà sconcerto per una terza volta in stazione? Quello che tutti i presenti sperano è che sì, si ritorni a farlo, ma per un’ultima volta, festeggiando la partenza di chi qui non voleva stare, si è trovato a passare diretto verso un Altrove, verso un futuro diverso che in questo momento appare lontano, nel tempo e nello spazio. E la risposta alla domanda «che senso ha avuto tutto questo?» sta nei sorrisi e nei ringraziamenti di queste persone stremate, pedine di un gioco di scacchi più grande di loro, più grande di Como, più grande dell’amore di chi li accetta e dell’odio di chi li disprezza per partito preso.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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