Saviano a Como: «Così crescono i bambini di Gomorra»

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Una serata d’eccezione al Teatro Sociale di Como: in occasione dell’antepima del Noir in festival viene consegnato il premio Raymond Chandler a Roberto Saviano, scrittore e giornalista di notorietà internazionale. Parliamo di Noir in un luogo che, a modo suo, ne rispecchia l’atmosfera: la passione che invade il palcoscenico e la platea ogni qualvolta uno spettacolo prende il via è la stessa che anima scrittori e lettori del genere letterario in questione.

Una folla per l’incontro con Roberto Saviano al Teatro Sociale

Una folla per l’incontro con Roberto Saviano al Teatro Sociale

Ma veniamo al protagonista della serata. Credo di essermi imbattuta per la prima volta in Saviano una domenica sera seguendo Fabio Fazio su Raitre, avevo forse sedici anni e la mia coscienza civica stava ancora germogliando. Qualcuno mi aveva detto che viveva sotto scorta, che era un uomo che scappava dalla malavita organizzata dopo aver descritto il mondo affaristico e criminale della camorra. Oggi mi trovo al Teatro Sociale perchè Noir in festival decide di premiarlo, nell’anno della pubblicazione del libro La paranza dei bambini, per il suo modo di raccontare, di prendere posizione, sradicando il male nel tentare di trasformare la realtà.

Como Teatro Sociale Noir in Festival incontro con Roberto Saviano

L’incontro vede la partecipazione di Sebastiano Triulzi, giornalista, e Davide Dileo, in arte Boosta, membro dei Subsonica. Triulzi inaugura la conversazione definendo Gomorra, edito nel 2006, nella cerchia dei romanzi turning point della storia (assieme a Il nome della rosa di Umberto Eco) e, senza troppi giri di parole, chiede a Saviano un bilancio degli ultimi dieci anni trascorsi dalla pubblicazione del libro. «Se fossi stato a conoscenza delle conseguenze, non avrei mai scritto Gomorra – dice l’autore – È andata così e ora vado fino in fondo. I primi anni sono stati i più difficili, si ignorava la presenza della ‘ndrangheta al Nord ed era in corso il processo Spartacus. La vita sotto scorta non è mai stata facile, ma punti di riferimento come Giovanni Falcone mi hanno sempre dato forza».

I protagonisti della serata: Roberto Saviano tra Boosta e Sebastiano Triulzi

I protagonisti della serata: Roberto Saviano tra Boosta e Sebastiano Triulzi

Un decennio difficile ma anche pieno di soddisfazioni: Saviano ci fa, infatti, notare come i ringraziamenti e le preghiere delle persone lo abbiano sempre confortato. Quando Boosta prende la parola, si apre una riflessione sulla capacità di Saviano di parlare ai più giovani. Musica e letteratura sono capaci di spostare il futuro delle persone, di gettare i semi per il cambiamento. Definendo lo scrittore napoletano come il «primo cantore pop della realtà», tratta la sua abilità nel comunicare con i ragazzi. Riguardo La paranza dei bambini, edito il mese scorso da Feltrinelli, il musicista parla della violenza sentimentale del romanzo e invita Saviano a descriverne i contenuti: «La paranza dei bambini è il nome di un’inchiesta svolta su ragazzi dai 10 ai 18 anni che hanno armi da guerra, armi che vengono loro fornite dalle organizzazioni criminali. Sono bambini che escono di notte e che vanno a pescare esseri umani da ammazzare (“pesca” è il significato letterale “paranza”). Sono bambini piccolo – borghesi, vogliono tutto quello che il resto dei ragazzini del mondo vorrebbe: i soldi. Per loro al mondo ci sono fottuti e fottitori, c’è chi ha i soldi e chi non li ha. O vivi facendo soldi, o muori cercando di farne. Nel loro ambiente la via più veloce per fare soldi è la droga, l’investimento a maggior redditività per le organizzazioni criminali». Sono ragazzi che sanno di morire, ragazzi che sparano per strada per cercare di salvare un arresto, ragazzi che non vedono alcun valore nell’impegnarsi in un progetto di vita.

Como Teatro Sociale Noir in Festival incontro con Roberto Saviano

Nel doppio ruolo di giornalista e scrittore, Saviano ci descrive la sua voglia di invadere il lettore, in contrapposizione all’accusa che gli viene mossa dello scrivere per tormentare. Potentissima è la sua volontà di far luce sui fatti, di analizzare le contraddizioni che devono essere risolte, di andare a fondo alle questioni più nascoste del nostro paese: «Nessuno nega ci siano aspetti positivi nella nostra società. Non siamo così stupidi da credere sia tutto negativo. Ma in onore della bellezza, è necessario raccontare le ombre». Nelle parole di Saviano incontriamo figure ormai simbolo della lotta alla camorra come Don Peppe Diana – «Per amore del mio popolo, non tacerò» – e Giancarlo Siani. Troviamo giornalisti che hanno lottato per la verità come Anna Politkovskaya e storie di coraggio come Malala, Premio Nobel per la pace.

Como Teatro Sociale Noir in Festival incontro con Roberto Saviano

Conoscere è trasformare: è quindi necessario tenere mente e cuore aperti, prendersi del tempo per capire e approfondire. Ed è qui che sento il messaggio di Saviano, forte e chiaro: è necessario recuperare e fare tesoro del potere della parola, non ridurre tutto a un post. «Il libro è fondamentale per chi vuole essere completo, per chi vuole conoscere. E la conoscenza è la cosa più erotica che ci sia». Il chiedersi le cose, non accontentarsi di verità semplici e preconfezionate, è la chiave per vivere un’esistenza consapevole e indipendente. In controtendenza rispetto al dilagare di un’informazione effimera e superficiale, Roberto Saviano ci illumina con un concetto tanto semplice quando fondamentale di cui farò tesoro fino a che ne avrò memoria: la lettura consapevole è lo strumento che ci consente di riappropriarci del tempo necessario per conoscere fino in fondo la realtà.

Como Teatro Sociale Noir in Festival incontro con Roberto Saviano

(Foto di Andrea Butti / Pozzoni)

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