Salone del mobile. Milano

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DENTRO IL SALONE. FUORI MILANO

I Saloni, il nuovo modo declinato al plurale di denominare il Salone del mobile, mecca indiscussa per architetti e archistar di interni, esterni, sottorranei, hanno preso il via a Milano. Il mondo è qui! E proprio il primo giorno mi trovavo a I Saloni per un appuntamento di lavoro, essendo in questi giorni il polo di Rho Fiera esclusivamente accessibile agli adetti ai lavori e non al normale popolo che affollerà gli iridescenti padiglioni sabato 16 e domenica 17 aprile – con forza e molto coraggio, a pensarci bene.

I Saloni rimangono pur sempre un luogo dove esiste un vero scambio di culture, tradizioni, saperi… Anche di euro, a dirla tutta, considerati i prezzi di chioschetti e bar dove poter soggiornare per colazione – pranzo – merenda – cena – happy hour. Ed è forse grazie al bonus mobili (bonus che?) che il Governo Renzi ha introdotto da poco nel dedalo delle innumerevoli riforme ed emendamenti, che nell’aria di Rho frizza una certa felicità. In realtà rispetto agli anni scorsi, il 2015 ha chiuso solo con un +1% rispetto al passato sull’export del design italiano, ma fino al 17 aprile migliaia di espositori e migliaia (al quadrato) di operatori umani folleggeranno felici.

Ma tanta creatività e tanta energia non potevano essere contenute in un solo posto, come sottolinea il designer Gaetano Pesce. E così via per le strade di una città sempre più bella alla ricerca del party più strano, dell’evento di lancio della qualunque più particolare, della Nap Room dove poter addirittura dormire – quella da Tearose in piazzetta Croce Rossa allestita da Vanity Fair – del servizio social car di Fiat 500, eccetera, eccetera, eccetera. Tutti al Fuori Salone che, si dice, abbia addiritura fatto scuola di pensiero alla Biennale d’Arte di Venezia e alle varie settimane della moda di New York, Londra, Parigi (adirittura?). E pare che la kermesse il prossimo anno raggiungerà anche Miami e Shangai. Insomma il primato internazionale di settore del Salone è fuori discussione. Del resto, la movida – quella milanese – quando si muove è in grado di condizionare l’andamento del Pil. Se son rose, fioriranno. Magari smaltate sulle nuove icon tappezzerie per la cucina o all’interno di oniriche vasche da bagno.

La manifestazione è riservata agli operatori di settore. Apertura al pubblico unicamente sabato 16 e domenica 17 aprile. L’ingresso è a pagamento: tessera un ingresso a 30 euro; tessera coppia a 44 euro; tessera famiglia (due adulti e un minore di 18 anni) a 49 euro.

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