New Yorkers (Just for 2 days)

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Non ricordo se sia Roma la città a cui ci si riferisca con il detto “Vedi Roma e poi muori”, sta di fatto che questo modo di dire per me vale solamente per due luoghi diverissimi che ho avuto la fortuna di visitare più volte, New York e Venezia.
In un centrale week-end di marzo, con Paola Re – responabile dell’intera organizzazione di Miniartextil – si, la mostra di arte tessile che da ventisei anni Mimmo (Totaro) e Nazzarena (Bortolaso) allestiscono e portano con successo in giro per il mondo (comaschi, vi aspettiamo dal primo ottobre 2016 nella ex Chiesa di San Francesco a Como), siamo atterrate nella Grande Mela per raccontare a uno, se non al più importante Museo al mondo, il MET, cosa è Miniartextil, come è nata e cresciuta, cosa seleziona, che tipo di ricerca artistica permette di condurre, cosa vuole diventare – a 26 anni, oggi, si è ancora delle ragazzine – e dove vuole arrivare.

Chiara Anzani e Paola Re
E così abbiamo trovato una interlocutrice attenta e preparata, giovanissima responsabile del settore drawings&printings del celeberrimo museo, sensibile e curiosa nel voler approfondire questo importante filone dell’arte contemporanea.
Tantissimi sono i giovani che lavorano al Met: uno di loro, italiano, è addirittura uno dei responsabili della sezione dell’arte cinquecentesca. Inseguire i propri sogni lavorando con passione, è la chiave di tutto – credeteci!
Tornando a noi… Miniartextil in tanti anni di attività ha esplorato e continua a esplorare opere di artisti che partono dall’avere un filo nelle loro mani per farlo poi diventare espressione della loro ricerca e delle loro idee. Di più, la rassegna è un importante luogo di incontro, scambio e confronto per tutti coloro che sono impegnati nello studio della textile art.
La mostra di arte tessile, che nasce a Como – guarda caso distretto serico di eccellenti qualità e che nel passato ha scritto la storia industriale, sociale, economica della città – oggi arriva in tanti luoghi diversi, segno dell’apprezzamento internazionale e artistico che il progetto registra.
Il Metropolitan Museum, che espone opere dall’antico Egitto fino ad arrivare a Philippe Parreno e che pochi giorni fa ha inaugurato il nuovo Met Breuer, padiglione dedicato solo all’arte contemporanea, è un luogo dove fermarsi ad osservare oltre alle due milioni di opere esposte suddivise in diciannove sezioni, anche il continuo e instancabile flusso di persone che, dopo avere sostato sulla ormai celebre scalinata esterna – quella che finisce su tutti i giornali di gossip in occasione del Met Gala, percorre i corridoi quasi sopraffatto da un tale trionfo di arte e cultura.
Ci piace pensare, strizzando l’occhio al futuro, che presto anche noi torneremo al n. 1000 di Fifth Avenue con alcune delle nostre opere. Entrando così a fare parte della storia di questo luogo glorioso.
E portando il nome di Miniartextil – e di Como – una volta di più, in giro per il globo.

PICCOLA GUIDA CULTURAL ARTISTICA DI NEW YORK – valida per due giorni.
Attenzione all’estenuante coda che vi aspetta una volta atterrati in città al controllo passaporti: non siate così entusiasti di lasciare l’aeromobile in tutta fretta immaginandovi già seduti nel Greenwich: i poliziotti hanno pensato di meglio per voi!
Utilizzate sempre i taxi: sono numerosissimi, affidabili, economici;
Vivete il più possibile Manhattan camminando: è bellissimo passare da Battery Park all’Upper East Side passeggiando lungo la Broadway. Vedrete davvero tutto e camminerete tantissimo, una città fitness friendly, insomma!
Cercate di sostare il più possibile nella Museums Miles, dove – speriamo – anche alcune delle opere da noi selezionate verranno ospitate: uno dopo l’altro, troverete infatti El Museo del Barrio, Museum of the City of New York, Jewish Museum, Cooper – Hewitt National Museum e i celeberrimi Guggenheim e MET. E a un certo punto incontrerete anche lo zoo di Central Park, quello reso famoso dal film Madagascar!
Anche se non in questa zona, una visita al Moma e al Whitney Museum sono indispensabili: sono poco distanti e a piedi ci arrivate in un attimo!
È vero, New York è famosa anche per i grandi magazzini dove impazzire di shopping; da Macy’s a Sachs Fifth Avenue, ma se avete poche ore a dispoisizone, fatevi portare ad Harlem o alla Columbia University o a vedere da vicino il Ponte di Brooklyn.
La sottoscritta è nota per amare le vecchie piantine cartacee delle città, anche se spesso accade che si fermi ai quadrivi in cerca della corrispondenza fisica, ad esempio, del Flatiron Building, che la mappa segnala essere proprio essere lì vicino: alzate gli occhi al cielo e troverete quello che state cercando. NY è da guardare anche e soprattutto così!
A NY potete assaggiare tutte le cucine del mondo, ma dal cuore vi consigliamo il messicano El Carnicero, in Times Square. E non dimenticate di oridnare un Margarita!
E Starbucks? Beh è uno dei luoghi che abbiamo visitato per la maggiore: non potete dimenticarvelo, unico e insostituibilie!

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