Quei 400 in cammino con la poesia

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Como, domenica, ha aderito per la prima volta alla Giornata nazionale del camminare, grazie all’associazione Sentiero dei Sogni che l’ha declinata alla sua maniera, ovvero come occasione di conoscenza della bellezza che abbiamo dentro e intorno a noi, accompagnati da poesia, musica, momenti creativi e meditativi. La risposta del pubblico è stata, come nelle precedenti occasioni proposte nell’ambito del progetto Passeggiate Creative, piacevolmente sorprendente: 400 persone hanno partecipato complessivamente alle due iniziative realizzate, con una partecipazione sempre più significativa anche da Milano.
Si è conclusa alle 13, con una poesia dadaista composta sotto il maestoso albero di canfora davanti alla serre con le parole di tutti i partecipanti, la Passeggiata sensoriale bilingue (italiano e spagnolo) promossa dall’Associazione Villa del Grumello nel proprio parco, condotta dal gruppo Senda de la Emoción (Mirna Ortiz LopezMaria Jose Cerezo e Jalisco Pineda Vázquez), che era al suo debutto. Il percorso era partito due ore prima con una spirale umana attorno all’epicedro (così è stato ribattezzato per l’occasione il cedro bicentenario davanti alla villa) ed è stato scandito da momenti di osservazione e scoperta che hanno coinvolto i cinque sensi: dai disegni della natura nascosti tra le pietre di un muro a secco, all’abbraccio a una sequoia secolare, al canto collettivo della Canción de las simples cosas di Mercedes Sosa nella cappellina dedicata dalla madre a a Paolo Celesia, botanico morto 101 anni fa e autentico genius loci del parco, come è stato ricordato ieri.
La giornata del camminare è proseguita al pomeriggio con Una vena d’acqua nel cuore di Como. Risalendo il Valduce, un percorso alla riscoperta di uno dei tre torrenti che passano sotto l’asfalto in città, ma di cui si può ancora vivere il corso a monte, dall’incrocio tra via Grossi e via per Brunate, risalendo mulattiere e strade secondarie (salita San Donato, via Valgioera, via Facchinetti e via Bernasconi) fino all’eremo di San Donato. Questa passeggiata, realizzata in collaborazione con Comocuore Onlus nell’ambito delle iniziative per la Giornata del cuore, si inserisce nel più ampio progetto del parco culturale Monte dei Poeti, che potete trovare descritto in un precedente articolo di BiBazz.

La partenza è avvenuta dallo Spazio Parini, in via Parini 6 a Como, seminterrato di un palazzo storico dove, nel corso della recente ristrutturazione, i proprietari Elisabetta D’Apolito e Danilo Lillia hanno opportunamente realizzato degli oblò nel pavimento per ammirare la falda acquifera che scorre sotto tutto il centro cittadino e con la quale dovettero “scontarsi” per primi i romani nell’edificazione di Novum Comum. Da lì si è passati alle Terme romane di viale Lecco, alimentate proprio dal torrente Valduce, che ha dato il nome al soprastante autosilo e all’ospedale di via Dante, sotto la quale ancora scorre il corso l’acqua che sfocia a Sant’Agostino (pompe idrovore sono in azione 24 ore su 24, ha ricordato il presidente della Società archeologica comense Giancarlo Frigerio, ond’evitare che il sito archeologico si allaghi).

Tra i punti più significativi della risalita, il caratteristico lavatoio di via Valgioera e il laghetto di San Donato, ovvero la polla d’acqua sopra la quale passa un ponte medievale poco prima di arrivare all’eremo che fu dei benedettini e dei francescano e dal 1777 è adibito a residenze private. I partecipanti hanno potuto visitare la chiesa recentemente restaurata dal proprietario, Roberto De Angelis, e anche la grotta in fondo alla quale si ritirò nel XV secolo il beato Geremia Lambertenghi. La conclusione è stata suggellata da un aperitivo con prodotti tipici, all’attigua azienda agricola San Donato, dove una coppia eroica (Cristina Battocchi e Mauro Morini) coltiva ancora una parte dei terrazzamenti dei frati.

E dove, per finire sempre nel segno delle acque nascoste ma preziose, è stato possibile visitare anche la suggestiva fonte, all’interno di una cavità rocciosa, che alimentava il convento medesimo. Il percorso è stato scandito da letture poetiche di Diego ConticelloLaura GaravagliaVito TrombettaRoberto De Angelis e Mirna Ortiz. I volontari di Comocuore e il suo presidente Giovanni Ferrari hanno pensato a misurare all’inizio e alla fine i parametri vitali dei partecipanti, perché la giornata era finalizzata anche alla prevenzione della malattie cardiocircolatorie. Camminare, del resto, fa bene tanto al corpo quanto alla mente. Pietro Berra, conduttore e ideatore del percorso, oltre che del parco culturale Monte dei Poeti, ha riassunto sempre con una poesia, letta nel chiostro dell’eremo, il senso della giornata:

CALPESTARE

Capita di calpestare la memoria
specialmente in una città fondata dai romani.
Il muro frettolosamente richiuso sotto la terra
era forse quello del suburbano di Caninio Rufo
l’indolente poeta richiamato dal giovane Plinio?
Tra la schiera dei sotterratori e quella dei vetrinisti
che sognano città trasparenti sopra quelle di ieri
mi chiedo se non sia più utile rivolgersi ai poeti
per dare voce ai sassi e lasciarli raccontare.

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