Premio Città di Como, ultimi giorni per partecipare

0 725

Avete tra i 13 e i 99 anni di età e tenete nel cassetto storie da raccontare? Che si tratti di romanzi, racconti, poesie, ma anche di saggi, foto e video o addirittura un reportage giornalistici (novità di quest’anno), potrete provare a competere con il migliaio di partecipanti già in gara, al Premio internazionale di letteratura Città di Como, giunto alla quarta edizione. C’è tempo fino al 15 giugno, per far pervenire le opere agli organizzatori. Il Premio è organizzato dall’associazione Eleutheria, con il contributo e il patrocinio del Comune di Como, su idea dello scrittore comasco Giorgio Albonico. All’autore de Il testamento di Pericle, La setta e di Il burocrate in Paradiso e altri racconti chiediamo informazioni e curiosità sulla nuova edizione del premio, che vedrà il suo epilogo in autunno. La premiazione si terrà, infatti, il 7 ottobre, a Villa Olmo.

Giorgio Albonico

Albonico, le fasi più intense della edizione 2017 sono in arrivo, anche se ci sono ancora alcuni giorni per inviare i lavori. Quale crede sia, fin da ora, l’elemento caratterizzante del Premio, per quest’anno?
Tra le diverse novità, sono molto felice di poter annunciare nuovi e importanti ingressi nella nostra giuria, già di ottima qualità. Quest’anno, infatti, saranno giurati anche autori di prestigio come la scrittrice Dacia Maraini, lo scrittore e scienziato Edoardo Boncinelli e giornalista del Corriere della Sera Pierluigi Panza. Nomi “di peso”, che si aggiungono al già validissimo gruppo dell’anno scorso. Ricordo che presidente di giuria è lo scrittore bellanese Andrea Vitali, e che con lui, svolgeranno il ruolo di giurati Milo De Angelis, poeta e critico, il fotografo Giovanni Gastel, Francesca Giorzi, produttrice prosa Rsi e presidente dell’Assi (Associazione degli scrittori della Svizzera Italiana), Armando Massarenti, direttore dell’inserto domenicale de Il Sole 24 ore, Flavio Santi, scrittore e docente all’Università degli Studi dell’Insubria, la editor Laura Scarpelli e Mario Schiani, responsabile delle pagine culturali del quotidiano La Provincia di Como. Va detto che la giuria tecnica sarà aiutata anche da un comitato di infaticabili lettori. Tra loro, anche studenti del liceo Volta e del Liceo Casnati di Como.

La scrittrice Dacia Maraini è in giuria

Il pool di esperti costituisce un richiamo per i partecipanti?
Certamente sì, anche perché dobbiamo ricordare che il Premio Città di Como è aperto a opere edite da importanti case editrici, ma soprattutto inedite. L’occasione di confrontarsi con giurati così importanti è unica. Ci siamo inoltre proposti di pubblicare, a spese del concorso, la migliore opera inedita, nel genere del romanzo o della raccolta di racconti.
Un elemento sostanziale…
Il nostro obiettivo è soprattutto quello di implementare la creatività altrui nella scrittura e non solo. Ci poniamo lo scopo di valorizzare le competenze e per questo cerchiamo di essere liberi dai condizionamenti. Ci sono tanti scrittori di qualità che meriterebbero maggiore visibilità. Il Premio serve anche a questo.
Il ventaglio di tipologie in cui concorrere è molto vasto: si va dal romanzo, alla poesia, al saggio ai video (senza contare un premio ad hoc per le librerie). Qual è il genere più frequentato dai partecipanti?
Il fatto di avere Maraini e Vitali in giuria ha certamente stimolato molti a presentare opere di narrativa. Tra questi autori ci sono anche molti giovani (per i quali c’è uno speciale premio Opera prima teen, ndr.) ed è consolante. Abbiamo molti autori giovanissimi, ma anche persone mature. Il più anziano concorrente ha 93 anni e una grandissima energia! Comunque, dovremo aspettare la chiusura dei termini per la presentazione, per capire meglio quale sia la forma di scrittura prediletta.
Il Premio è internazionale. Da dove arrivano le opere in gara?
Direi da molte parti d’Europa e del mondo. Abbiamo autori da tutta l’Italia, da tanti Paesi del Vecchio Continente e perfino dagli Stati Uniti e dal Centro America.
Sono scrittori italiani o stranieri?
In generale, anche quando arrivano dall’estero, si tratta di autori italiani. Moltissimi vogliono venire a Como, che è una meta turistica sempre più ambita.
Il Premio quindi vuole contribuire anche alla ulteriore promozione della città?
Il fatto di offrire, oltre ai premi in denaro, anche dei soggiorni, in accordo con importanti alberghi comaschi, è un ulteriore incentivo. Diciamo che il fascino di Como è una forte attrazione e che il Premio porta il nome della città ancora di più nel mondo.
Dunque non solo finalità letterarie…
Penso che una competizione come il Città di Como debbano avere obiettivi diversi. Anche quest’anno c’è, infatti, l’intento di organizzare un premio per un’associazione benefica a scopo umanitario.
Il Premio prevede molti eventi a corollario…
Sì. Martedì 23 maggio, alla Ubik, si terrà un incontro con Vitali, mentre, ad esempio, il 9 giugno, alle 20.30, in biblioteca comunale, si terrà la conferenza Fine vita e dignità umana, con Edoardo Boncinelli, Beppino Englaro e Mina Welby. Darà il suo contributo anche Don Vincent Nagle, Cappellano della Fondazione Grassi di Milano. Nella serata sarà presentato l’ultimo libro di Edoardo Boncinelli, Io e lei (Oltre la vita).
Diamo qualche informazione a chi volesse partecipare…
Il limite è, come detto, il 15 giugno. Ogni partecipante può aderire a più sezioni, senza limiti. Il regolamento completo si può trovare al link www.premiocittadicomo.it/regolamento-2017/.

Lascia un commento