Perché pochi studenti alla notte del Volta?

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La sera del 13 gennaio le porte del Regio Liceo Ginnasio Alessandro Volta sono rimaste aperte fino a tarda ora per accogliere la Notte del Liceo Classico. Quest’iniziativa è nata nel 2014 ad Arcireale per contrastare il calo di iscrizioni registrate nei licei classici di tutta Italia ed è alla sua seconda edizione comasca, resa possibile dalla coabitazione di alunni e insegnanti, coordinati dalla professoressa Raffaella Di Paola, che si sono prodigati per organizzare una serata in cui la cultura classica è stata declinata e articolata in diversi momenti.

Il vitello imbalsamato a due teste: leggenda per gli ex alunni del Volta

La serata è stata aperta dai Mirabilia scientifici del piccolo Museo di scienze naturali del liceo, purtroppo non interamente aperto al pubblico. Tre studenti, con l’aiuto del professor Roberto Iseppato, hanno presentato altrettanti animali (tartaruga, coccodrillo e aquila) attraverso le loro caratteristiche biologiche, i miti e le favole di cui sono protagonisti, l’etimologia dei nomi. È stato inoltre esposta una delle meraviglie e degli orgogli del liceo: un vitello imbalsamato a due teste.

Andrea Pizzotti prof per una sera in Aula Benzi, ma dove sono i suoi compagni?

Sono state proposte, in diversi momenti della serata, tre brevi conferenze. La prima, tenuta dallo studente dell’ultimo anno Andrea Pizzotti, riguardava il secondo libro della Poetica di Aristotele e mirava a dimostrarne l’esistenza attraverso di versi frammenti di età classica, imperiale e bizantina che lo citavano. La seconda, è stata tenuta dall’ex professore del Volta Abele Dell’Orto, che ha voluto ricordare il Premio Nobel per la letteratura del 1919, Carl Spitteler, autore svizzero di testi ispirati alla mitologia greca ma «che hanno il colore delle Alpi più che delle montagne elleniche». La terza conferenza, tenuta dalla professoressa Laura Bianchi, trattava dell’importanza per la cultura greca della filoxenia, cioè il dovere dell’ospitalità.

Abele Dell’Orto, amatissimo docente e ex vice preside del classico

Gli studenti delle classi IIC e ID, con l’aiuto dei professori Dario Zucchello e Rina Nava, hanno proposto due reading. La classe del quarto ha letto una serie di brani riguardanti il pensiero scientifico e il confine, non sempre chiaro, che divide la scienza dalla filosofia, proponendo sia autori classici, come Democrito, sia scritti di fisica moderna. Il secondo reading invece ha cambiato completamente ambito e ha proposto alcuni testi degli studenti ispirati a plazerenueg medievali (composizioni che riguardano ciò che piace e ciò che disgusta). In parte hanno mantenuto l’argomento medievale dei mesi e delle stagioni, ma i più divertenti sono stati gli enueg che avevano come argomento i quotidiani dispiacere moderni, come i ritardi a scuola o i vegani.

La musica non è mancata e ha intervallato i vari momenti della serata: il coro studentesco, diretto da M. Broggi, ha cantato diversi brani di diversi generi, da Sinatra allo spiritual, passando per un brano del XVI secolo. Ismaele Gatti, studente dell’ultimo anno, e Anna Bottani, ex studente, hanno proposto due brani di pianoforte: Sonata op.1 di Prokofiev e Ballata op.23 n.1 di Chopin. Anche il balletto ha voluto la sua parte e il Gruppo danza del Teatro Sociale ha presentato La Grecia di Theodorakis, una coreografia di Simonetta Manara Schiavetti ispirata al mondo classico e in particolare alla danza greca del sirtaki.

A conclusione della serata, il gruppo teatrale studentesco guidato dalla professoressa Carmen Arcidiaco, ha messo in scena Il testamento di Pericle, testo teatrale dell’autore comasco Giorgio Albonico, con protagonista lo studente dell’ultimo anno Pietro Cerchiello. Il piccolo spettacolo ha avuto luogo sulle scale dell’istituto e si concluso con le parole del popolo ateniese che lodano la propria città, che sono diventate le parole degli studenti voltiani per descrivere la mentalità auspicata per la propria scuola: «amiamo il bello, ma senza sfarzo. Amiamo il sapere, ma senza mollezza. Qui non è vergogna la povertà, è vergogna il cittadino vigliacco che non ama la città e chiude le porte agli ospiti. Da qui nessuno è cacciato, il nostro sapere non resta nascosto».

Non è ancora il momento di scrivere un coccodrillo per il classico

È proprio da queste parole che prendo spunto per trarre le mie conclusioni sulla serata: il liceo Volta è riuscito a proporre un evento aperto a tutti e ha mostrato i suoi professori e studenti più affezionati che si sono in ogni modo prodigati per proporre ogni sorta di iniziativa per accontentare i gusti di tutti e dimostrare che, oltre alle terribili versioni di greco e latino su cui spaccarsi la testa, la nostra scuola può offrirci qualcosa di più. Nonostante la grande partecipazione di esterni, quella studentesca è stata piuttosto limitata. Credo che lamentarsi della propria scuola senza conoscere l’impegno di chi ha una simpatica media del 4 in greco ma è sempre presente per cercare di proporre sempre nuove attività e incontri per coinvolgere il corpo studentesco e di migliorare gli aspetti più antiquati del Volta, che non è certo una scuola senza difetti, sia quantomeno inutile e controproducente, per non usare termini che mi farebbero rischiare la vita nei corridoi della scuola. Dobbiamo imparare a dimostrarci aperti a ogni tipo di sapere e di arte e a non chiuderci nelle nostre aule, sempre troppo fredde, a tradurre solo le nostre versioni, sempre troppo lunghe, altrimenti tutto il sapere che acquisiamo a forza di votacci e votoni, diviene sterile e la famosa apertura della mente a cui porta lo studiare materie classiche si dimostra totalmente infattibile.

(Foto di Jacopo Melis, video di Laura Bianchi)

1 commento

Ilaria Venturo
15 gennaio 2017 alle 21:33

Considerando che si trattava di un’iniziativa serale, la partecipazione degli studenti non è stata affatto limitata, né tantomeno selettiva.
La Notte dei Licei (e non del solo Volta!) si proponeva, infatti, come principale obiettivo, il coinvolgimento di tutti gli alunni – indipendentemente dalla media scolastica e dall’indirizzo, classico o scientifico – in attività di carattere divulgativo sulla classicità e le iniziative organizzate hanno visto come protagonisti gli allievi.
Non mi riferisco solamente al coro, ma anche alle conferenze, ai reading e alle rappresentazioni teatrali. Tutta la serata è stata scandita da interventi di studenti e insegnanti, i quali si sono confrontati con gli spettatori circa temi culturali che affondano le radici nell’antichità.
Mi sembra che in questo confronto, e non in altro, consista la cosiddetta “apertura mentale”.

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