Passeggiate sulle orme di Volta: reportage degli studenti

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Domenica 2 aprile, all’Oasi del Bassone, si terrà la seconda passeggiata creativa del ciclo Sulle orme di Volta, promosso dalla Fondazione Alessandro Volta e ideato/guidato da Pietro Berra in occasione del 190° della morte dell’inventore della pila (5 Marzo 1827). I ragazzi di TeamCom2017, sigla sotto cui si cela un gruppo di una ventina di studenti / fotoreporter dei corsi turistici di Enaip Como coordinati dai tutor e dai docenti di marketing e lingua inglese, le stanno documentando tutte per produrre dei pieghevoli che verranno distribuiti durante i percorsi e per BiBazz. Ecco il loro primo reportage. Si riferisce alla passeggiata Nel corso dell’acqua. Infanzia e morte di uno scienziato, effettuata l’11 marzo tra Camnago Volta e Solzago di Tavernerio.

Corsi d’acqua accompagnano la passeggiata

La passeggiata si svolge in un percorso ad anello, cominciando dall’ultima proprietà della famiglia Volta a Camnago, all’inizio dell’ex via del tram, l’attuale Passeggiata Voltiana. Attraversandola si trovano cascate e corsi d’acqua che favorirono le prime scoperte del Volta bambino (in una fonte  ri­schiò persino di annegare alla ricerca di pagliuzze lucenti). La si percorre in tutta la sua  lunghezza, e si attraversa il Parco della Valle del Cosia, passan­do sopra al Ponte dei Bottini (1).

Al ritorno si passa invece attraverso la strada in acciottolato che porta alla chiesa di San Francesco in Ravanera (2). Da qui si arriva a Villa Volta (3), la villa che Volta riteneva la prediletta tra le sue dimore familiari. Poco più avanti seguendo i canali e arrivando al Torrente Cosia si raggiunge il  Mulino Beretta (4). Il mulino è l’unico ancora esistente dei nove (uno di proprietà dei Volta) che vi erano in zona. L’itinerario si conclude al vicino Mausoleo Voltiano (5), dove sono conservate le spoglie dello scienziato.

1 PONTE DEI BOTTINI

Il percorso ad anello parte dall’ultima proprietà della famiglia Volta a Camnago, all’inizio dell’ex via del tram, l’attuale  Passeg­giata Voltiana. Situata all’interno del parco della Valle del Cosia formato da aree verdi, sentieri e corsi d’acqua: una risorsa im­portante per il territorio. Su questo sentiero, nel 2002 è stato i­naugurato il nuovo Ponte dei Bottini (per sostituire quello precedente, crollato nel 1955) grazie a un accordo tra i Comuni di Como e Tavernerio. La vista che oggi si può godere dalla passerella è di notevole suggestione, essendo collocata su un profondo orrido scavato dal Cosia in corri­spondenza della Cascata dei Bottini.

Il Ponte dei Bottini sul Cosia

2 SAN FRANCESCO IN RAVANERA

Nella frazione di Ravanera sorge in solitudine la piccola chiesetta di San Francesco, in sobrio stile francescano, fatta costruire alla fine del 1500 dalla nobile famiglia Odescalchi di Como. Le mura sono costruite con sassi irregolari strappati dal greto del vicino torrente Cosia. Semplicissima l’architettura che traspare povertà, umiltà e semplicità. L’interno è costituito da un’aula unica con volte a vela che risalta, dentro una cornice barocca, un’immagine del santo. La chiesetta e il dipinto su tela all’interno sono stati oggetto di restauro nel 1995 e si presentano oggi ben conservati.

Chiesa di San Francesco in Ravanera

3 VILLA VOLTA

Alessandro Volta trascorse la gioventù qui e vi tornò negli ultimi anni di vita. Passava la maggior parte dell’anno a Como ma in primavera si trasferiva a Campora in questa villa (che egli aveva eletto a dimora favorita).

L’altare della chiesetta di San Francesco

«In gioventù, la sua villa era Campora, e provetto gli piacque la meno solitaria dimora di Lazzate. A Campora volentierissimo si mescolava ai contadini sull’aia, nelle tinaie e sulle panche della rustica cucina. Indefesso agli studi ci perseverava ore ed ore, dimentico di cibo, di riposo; né sentiva le impressioni di caldo e di freddo, quantunque in altri tempi ne fosse geloso. Logico nella ricerca dei fatti, esatto fino allo scrupolo nel valutarli e  paragonarli nelle più minute circostanze». Testo tratto da: La vita e l’opera del grande fisico di Maurizio Monti.

Villa Volta altrimenti chiamata Villa di Campora dove Alessandro trascorse l’infanzia e la vecchiaia

4 MULINO BERETTA

Il Mulino Beretta – detto Maestro per la sua grandezza – è stato l’ultimo della zona a fermarsi negli anni Ottanta (1981) ed è l’unico tra i nove della Valle del Cosia che ha mantenuto la struttura originaria. È antico: all’epoca di Volta lì sorgeva un convento con mulino annesso, venne acquistato dalla famiglia Beretta nel 1892. Il meccanismo, che era tra i più moderni del tempo, permetteva di passare dal granoturco alla farina per la polenta già pronta senza setacciarla a mano.

La macina del Mulino Beretta

5 MAUSOLEO VOLTIANO

Il mausoleo dedicato a Volta fu commissionato dalla moglie e i figli in memoria dello scienziato dopo la sua morte, avvenuta il 5 marzo 1827.

L’esterno del mausoleo voltiano

La costruzione risale a quattro anni più tardi, ovvero all’anno 1831, in quanto la famiglia desiderava che l’ubicazione del monumento funerario coincidesse con il paese d’origine di Alessandro Volta. La struttura consiste in un piccolo tempio in stile neoclassico, molto somigliante ad un pantheon in miniatura. Ad occupare i lati del cancelletto d’ingresso, due statue realizzate in arenaria dell’artista Luigi Argenti, rappresentanti la Religione e la Scienza. All’interno, sulla parete di fondo troviamo un sarcofago lavorato in marmo dallo scultore Bayer e sopra di esso un busto dello scienziato realizzato dall’artista Giovan Battista Comolli. Ad affiancare quest’ultimo troviamo due figure alate, una delle quali in atto di incoronare Volta. Il tutto è sovrastato da un’elegante e finemente decorata volta a botte a cassettoni.

Il busto dello scienziato all’interno del mausoleo

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