Parolario 19 giugno: giorno 5

parolario-19-giugno-giorno-5
0 821

Giro di boa per Parolario. La quinta giornata, lunedì 19 giugno, vedrà protagonisti l’ex magistrato Vittorio Nessi con il suo ultimo libro, Elena Macellari, con le storie delle donne botaniche italiane del Novecento, il “ribelle” del nostro tempo Massimo Fini e Francesco Soletti che parlerà di Antonio Fogazzaro e Marina di Malombra alla Pliniana. E ancora, primo appuntamento con la Filosofiacoibambini a cura di Ester Galli, Federico Capitoni terrà un incontro dedicato all’opera – capolavoro In C di Terry Riley mentre Daniele Chieffi, Alessandro Vanoni e Michele Vianello, esperti di social media, dialogheranno su Brand journalism: saranno le aziende a fare informazione?. La serata sarà invece dedicata al regista Maurizio Nichetti con la sua Autobiografia involontaria e il film Ratataplan.


Programma di lunedì 19 giugno

Villa Olmo

Ester Galli

– ore 16 Primo appuntametno con la Filosofiacoibambini con il laboratorio Il normale a cura di Ester Galli. La Filosofiacoibambini è una pratica educativa, originale e alternativa a qualsiasi altro approccio esistente, rivolta ai bambini dai 5 ai 10 anni d’età, che non si pone come obiettivo la trasmissione di una qualche nozione (filosofica, storica o scientifica) né la produzione di uno specifico contenuto, bensì lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero (idee, parole, concetti, sentimenti, emozioni). Durante questo laboratorio i bambini andranno alla ricerca del “normale” e tenteranno di trovare qualcosa che corrisponda alla sua definizione scoprendo così che gli Universali non si trovano e che il mondo è pieno di particolari. Per bambini dai 5 ai 10 anni. Ingresso: 5 euro Prenotazione consigliata: 031301037 – info@parolario.it.


Massimo Fini

– ore 17 Il ribelle dei nostri tempi Massimo Fini dialogherà su La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle. A partire dal 1985 con La Ragione aveva Torto? (Marsilio), un sarcastico quanto documentato pamphlet contro l’Illuminismo, Fini ha preso a demolire tutti i capisaldi della nostra società: la democrazia, l’economia, la tecnologia, la pretesa totalitaria dell’Occidente di ergersi a ‘cultura superiore’. Il suo ultimo libro raccoglie sei testi pubblicati dal 1985 a oggi. Straordinario anticipatore, Fini è stato sottovalutato per decenni, ma oggi quelle che venivano considerate delle provocazioni sono diventate delle inquietanti realtà. Massimo Fini dialoga con il direttore de La Provincia Diego Minonzio. In collaborazione con il Premio Antonio Fogazzaro.


Vittorio Nessi

– ore 18.15 Il magistrato – scrittore Vittorio Nessi presenterà il suo ultimo libro Due lune sono troppe (Daniela Piazza Editore, 2017), nel quale il pubblico ministero Bruno Ferretti indaga, a Torino, sull’omicidio rituale di un pakistano. Una luna nera incombe sulle indagini e sul pregiudizio tribale che trascinerà nella tragedia anche la moglie e il giovane figlio. Una catena inesorabile di tradizioni, di costumi e di miti lontani si abbatte su Ferretti, che diventa testimone di un terribile scenario, dove crolla l’idea stessa della legge e del diritto, quando mondi lontani si incontrano e si scontrano. Ma intanto, una luna bianca e lucente veglia su di lui e lo accompagna nell’incontro con una donna radiosa, ma dal passato enigmatico. Nessi dialoga con Paolo Camporini e Katia Trinca Colonel. In collaborazione con la Camera Penale di Como e Lecco. Il COA di Como ha riconosciuto 3 crediti formativi, dei quali 1 in materia obbligatoria. Iscrizioni per avvocati via mail: info@camerapenale-comolecco.it.


– ore 19.30 Daniele Chieffi, Alessandro Vanoni e Michele Vianello si interrogheranno su Brand journalism: saranno le aziende a fare informazione? Il Trust Barometer di Edelman del 2017 ha dichiarato che i lettori hanno perso fiducia nelle testate giornalistiche e preferiscono aggiornarsi direttamente sulle fonti di informazione aziendali. Il Brand Journalism sembra essere una pratica che supporta tutta la catena del valore legata a un progetto editoriale e via via sempre più testate stanno adottando dei sistemi ibridi che attutiscono la crisi e in qualche caso incrementano le revenue. Quali sono le soluzioni per il giornalismo, e come l’integrazione con il marketing può garantire reali ed efficaci benefici per tutto il settore? Attraverso il Brand Journalism è possibile garantire imparzialità di una news rispetto al fatto, o parliamo di due ambiti totalmente differenti? Una rivisitazione storica di come sta cambiando il ruolo del giornalista all’interno di una società che ha cambiato in pochissimi anni le modalità di relazione, di formazione di educazione e di intrattenimento. Scenari che cambiano e di cui un sistema onnicomprensivo come quello del giornalismo non può non tenere conto. Gli autori dialogano con Ilario Vallifuoco. In collaborazione con Bewe / Social Reporters.


Maurizio Nichetti

– ore 20.30 Il regista Maurizio Nichetti presenterà la sua Autobiografia involontaria (Bietti, 2017). Famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette e Volere volare – visti e apprezzati in tutto il mondo – Nichetti è anche un architetto milanese, attore teatrale, regista pubblicitario e sceneggiatore. Ha trascorso gli ultimi quarant’anni a confrontarsi con ogni forma di spettacolo, impegnandosi anche nella direzione di festival e scuole di cinema e mantenendosi sempre all’avanguardia in tema di sperimentazione visiva. Ripercorrendo il filo delle emozioni di una vita, nella sua Autobiografia involontaria parla con semplicità dei tanti incontri che hanno segnato il suo lavoro – da Jacques Tati a Charlie Chaplin, da Moretti a Troisi e Benigni –, dei successi e delle inevitabili delusioni. L’autore dialoga con Paolo Lipari.


A seguire chiuderà la giornata il film Ratataplan (Italia, 1979, 95 minuti) di e con Maurizio Nichetti e con Angela Finocchiaro, Edi Angelillo, Lidia Biondi e Roland Topor

Neolaureato, l’ingegner Colombo si presenta a un concorso dove, essendo l’unico che ha realizzato un test valido, non viene assunto. Allora si dà da fare come inserviente barista e attraversa l’intera città di Milano per portare un bicchiere d’acqua al moribondo presidente di una assemblea industriale. L’acqua, corrotta per cento avventure, diviene miracolosa e, di conseguenza, al bar accorrono impediti di ogni genere che guariscono. Altri rubano l’invenzione e ne sfruttano il successo. Colombo organizza una cooperativa teatrale – Quelli di Grock – con i tanti disoccupati della decrepita casa proletaria in cui abita. In un cascinale da Albero degli zoccoli, il Magic Show della compagnia non soddisfa e tutti sono costretti a fuggire inseguiti dai villici rabbiosi. L’ingegnere, allora, comincia a pensare alla ragazza più bella del palazzo che, tuttavia, non lo prende in considerazione. Creato un Robot con le proprie sembianze, Colombo lo dirige in maniera da farlo ballare con la Bella alla moda di un irresistibile Travolta. Tutto fila bene sino a che un elemento del complicato sistema elettronico non si inceppa e il Robot si ubriaca volgarmente. Allora Colombo accetta l’invito della Bruttina e con lei si reca a fare allegre pazzie in un variopinto deposito di stracci.


Villa Bernasconi, Cernobbio

Federico Capitoni

– ore 18.30 appuntamento con Federico Capitoni e In C, opera aperta. Guida al capolavoro di Terry Riley (Arcana, 2016).  Componendo il brano In C, Riley ha scritto – forse involontariamente – il manifesto del minimalismo musicale e, insieme, uno dei più importanti prototipi della musica del secolo scorso. Il pezzo «più importante dopo la Sagra della primavera di Stravinskij», secondo alcuni, consiste in un gruppo di brevissimi motivi da ripetere a piacimento da un numero imprecisato di musicisti. Nessun tempo stabilito e nessun organico: l’unico obbligo che i musicisti hanno è quello di ascoltarsi.  Il capolavoro di Riley, analizzato e raccontato nel dettaglio nel libro di Capitoni è espressione di un’aspirazione democratica che vuole un approccio alla musica semplice, paritario e collettivo: In C richiede un contributo che ponga tutti sullo stesso piano e porti allo stesso tempo in campo le più diverse soggettività, mettendo così in crisi la portata univoca di categorie musicali come improvvisazione e scrittura. L’autore dialoga con Alessio Brunialti. In collaborazione con Lake Como Festival.


Villa del Grumello

Elena Macellari

– ore 19 Elena Macellari presenterà Le signore della botanica. Storie di grandi naturaliste italiane (Aboca, 2017). Per molto tempo le scienze botaniche, a livello ufficiale, sono state riservate agli uomini: erano loro a essere considerati gli scienziati e gli esperti in materia. Solo a partire dal Novecento le donne poterono far parte di accademie scientifiche e società botaniche, dando così il loro prezioso contributo come scienziate. Nel suo libro Elena Macellari ha sapientemente ricostruito gli studi e le ricerche compiute da numerose botaniche italiane del Novecento, poco conosciute al grande pubblico, come Eva Mameli Calvino, Eleonora Francini, Albina Masseri e Camela Cortini. L’autrice conduce così alla scoperta della vita e dell’opera di queste affascinanti figure femminili: donne che, nonostante le discriminazioni ancora presenti in campo scientifico nel XX secolo, hanno saputo dare un contributo significativo nel settore della botanica. Elena Macellari dialoga con Chiara Milani. In collaborazione con Aboca.


Francesco Soletti

– ore 20.30 Francesco Soletti parlerà di Antonio Fogazzaro e Marina di Malombra alla Pliniana. L’incontro sarà incentrato sulle vicende fogazzariane che hanno per scenario la Villa Pliniana di Torno: dalle frequentazioni dello scrittore alla scrittura del romanzo Malombra, pubblicato nel 1881 e ripreso cinematograficamente da Mario Soldati nel 1942. Lo spunto letterario darà l’occasione di ripercorrere la storia della villa, dalla fondazione, nel 1573, al trentennale restauro, completato del 2015, che l’ha restituita al suo splendore. Francesco Soletti dialoga con Luisella Monti ed Emilio Trabella. In collaborazione con Società Ortofloricola Comense.

Lascia un commento