Parlando di Wow con il popolo di Wow

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È un perfetto sabato pomeriggio di inizio estate. Il sole è caldo e il cielo è da poco diventato azzurro per merito di un venticello deciso ma per nulla fastidioso che, oltretutto, ha spazzato via i malefici moscerini delle sere precedenti. La gente cammina rilassata godendosi il clima e il paesaggio, alcuni già formano le prime code davanti agli ape car, con l’acquolina in bocca mentre già si pregustano hamburger, patatine e birre artigianali allo street food. Raggiungo un gruppo di ragazzi che è già pronto davanti al Tempio Voltano ad aspettare Albi e Bebo, gli autori del libro Il movimento è fermo. Un romanzo d’amore e libertà, ma non troppo, ma più conosciuti per essere componenti della band Lo Stato Sociale. Alla fine ci ritroviamo in una cinquantina, giovani dai 18 ai 25 anni, a occupare il Tempio Voltiano e pronti ad ascoltare le parole degli autori. Albi e Bebo ci svelano che è dal 2012 che stavano lavorando a questo libro. Durante la presentazione recitano alcuni passaggi significativi del romanzo, parlano dei personaggi e dei luoghi in cui la storia è ambientata e si godono un sacco di applausi.

Giulia con Lo Stato Sociale

Giulia con Albi e Bebo de Lo Stato Sociale

Il miglior complimento che avete ricevuto?
Bebo: Sapere scrivere, riuscite a reggere un libro.
Albi: Qualcun mi ha detto «L’ho letto due volte».
La peggior critica?
Alcuni delusi dal finale… È un finale particolare, fa discutere.
Cosa c’è di diverso nello scrivere un libro invece di una canzone?
Scrivere un libro è stato abbastanza difficile perché è stata la prima volta. Sono due linguaggi diversi in cui abbiamo cercato di mettere la stessa voglia di comunicare, di dire le cose. Si riesce andare un po’ più a fondo e dire le cose in modo netto. La canzone, invece, è più vicina alla poesia. Il libro ti da la possibilità di costruire dei mondi.
Come se fosse un aforisma. Che cos’è la libertà?
È un orizzonte da raggiungere.

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Sono le otto passare e decido di dirigermi verso lo street food dove già si sono formate code significative davanti a The Farmer, diventato famoso per i suoi hamburger di manzo e stracciatella. Anche i panigacci della Tusca vanno alla grande, così come le tigelle. Mentre sono in fila per accaparrarmi cinque arrosticini comincia il concerto, aperto oggi dai Selton, gruppo di origine brasiliana, approdato in Italia dopo un incontro fortuito con un producer di Mtv a Barcellona. Mi dirigo sotto il palco già abbastanza affollato e comincio e chiedere opinioni alla gente riguardo al festival. Decido di cominciare da Bea, una ragazza venticinquenne che mi attrae per il suo look: vestitino fucsia di pizzo, tatuaggi, stivaletti neri e zainetto firmato Lo stato sociale:
Conoscevi i Selton?
Sì!
Da quanto?
Tre anni
Sei venuta per loro?
Si beh, poi c’era una bel gruppo di cantanti oggi…
Gli altri giorni eri qui?
No…
Non ti interessavano i gruppi?
No, più che altro perché avevo gli esami!
Lascio Bea godersi il ritmo suadente con le sue amiche e mi dirigo verso due signore tra i cinquanta e i sessanta osservano assorte il concerto in mezzo alla folla:
Posso farvi due domande sul concerto?
No guarda, noi non siamo di qui.
Di dove siete?
Di Varese.
Siete capitate qui per caso, eravate in giro?
No, sapevamo del concerto…
Conoscete gli artisti che si esibiranno oggi? Conoscete i Selton?
No, però dopo ci sono i Calcutta, no?
Sì! Lo conoscete?
Si qualche cosa…
Ve lo hanno fatto scoprire i vostri figli?
Sì!
(Touché)

Poco distante da loro c’è Maurizio, una decina di anni in meno, barba lunga, camicia a righe e giacca in jeans:
Cosa ne pensi di questa serata?
Guarda, sono appena arrivato..
Sapevi del festival?
No.
Ti piace?
Sì, divertente! Il genere è carino.
Il tuo genere qual è?
Rock.

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Torno verso l’area food ora gremita di gente in fila, seduta ad occupare ogni spazio dei tavolini posti in mezzo al prato. Flavio e Michela, trentenni, si stanno dirigendo verso il palco.
Cosa avete mangiato?
Una pizza fritta, al pugliese.
Siete qui più per il cibo o per la musica?
Flavio: la musica!
Per chi siete qui?
Calcutta!
Da quanto lo seguite?
Da stamattina! Ahahah, me l’ha fatto conoscere lei…!
(Mi rivolgo alla ragazza) Da quanto lo segui tu?
Michela: Da gennaio.
Dall’ultimo album?
Sì, da Mainstream.
Vi piace questo festival?
Molto!
Siete stati qui nei giorni precedenti?
No questo è il primo giorno.

Torno anche io sotto il palco e incontro Caterina e Beatrice:
Voi siete state qui anche ieri?
Sì!
Più bello ieri o oggi?
Caterina: Ieri mi è piaciuto tantissimo Cosmo, ma più di tutti i Selton oggi.
Beatrice: Io sono qui per sentire Calcutta.
Quali artisti conoscevate già?
Caterina: Cosmo, Selton e Calcutta.
Siete state qui anche gli anni precedenti?
Caterina: Sì, sempre. L’anno scorso per Ghemon, ma quest anno mi è piaciuto di più.
Perché?
Caterina: Per lo street food, c’è più varietà.
Beatrice: È più grande e più organizzato. Dovrebbero essere così tutti i week end!

In coda per Lo Stato Sociale

In coda per Lo Stato Sociale

Intanto arriva sempre più gente è per me è sempre più difficile muovermi tra backstage, parterre e area food. I Selton, finito il loro concerto, scendono dal palco e si mettono in mezzo al pubblico per suonare e cantare insieme un paio di pezzi. Tutti i ragazzi intorno a loro battono le mani, si esaltano e fanno video con gli smartphone. Hanno decisamente conquistato il cuore di tutti.
Si prepara ora Francesco Motta. Anche lui pare molto apprezzato: piace il suo sound e fa muovere a ritmo le persone. Dietro di me alcuni ragazzi cantano, un po’ canzonandolo, le sue strofe.
Come ti pare questo festival?
Luca: Per il momento è tutto molto figo. Sono appena arrivato. Ma è figo che Como si svegli ogni tanto
Conoscevate Motta?
No.
Eravate qui anche ieri?
Massimo: Io si. Cosmo è stato bravo; mi è piaciuto e in generale anche l’atmosfera, qui al Tempio, vicino al lago.
Siete andati allo Street food?
No. Non ci interessa. Neanche lo sapevo a essere sincero.

Vado in cerca di altre opinioni, sempre riguardo il festival e la sua riuscita:
Francesca: È carino, almeno c’è un po’ di gente. Finalmente Como vive un po’…  Solo che si dovrebbe animare anche d’inverno. Mi piace perché c’è tanta gente di età diversa e anche straniera.

Verso il bar vengo braccata da un ragazzo che probabilmente ha bevuto un po’ troppo. Io comunque rimango nella mia parte e gli faccio qualche domanda:
Conosci Motta?
Chi?
Motta, quello che suona!
È il tuo ragazzo?
No! Quello che suona sul palco!
Quindi sei single?
Più o meno…
Allora domani vieni con me a fare un aperitivo?
Dimmi tre cose di te per convincermi…
Sfigato, Aperitivo, Classico, Magenta
Non mi hai convinta, scusa, vado.

Sperando di essere più fortunata, rivolgo due domande a un ragazzo in fila per una birra:
Come mai sei qui?
Me lo ha chiesto un mio amico.
Conosci i gruppi di oggi?
No.
Neanche Calcutta?
No.
Sai che passa su MTV?
No.
Ti piace questa serata?
Sì.
Meno male. Ora cosa farai?
Vado in giro a cercare gnocca.

E sappi che ti auguro anche tanta buona fortuna. Continuo a scambiare parole con tanti ragazzi tra il pubblico.
Cosa ne pensate di questo evento?
Francesco: Bello. è sempre bello quando fanno serate aperte al pubblico. Dovrebbero farle più spesso, magari anche con generi e artisti diversi e chiamare più spesso Mattak e Calice (due rapper, ndr.)

Tutti pazzi per Calcutta

Tutti pazzi per Calcutta

Ma adesso è il momento della vera star della serata. Stanno tutti aspettando Calcutta. Sotto il palco si è sempre più stretti. Tutti cantano i coro i testi che sanno a memoria e decine di smartphone sono alzati al cielo per filmare i momenti più belli. Tutti che cantano insieme e si susseguono applausi per l’artista di Latina.
Da quanto conosci Calcutta?
Bea: Da meno di un anno
Chi te lo ha fatto conoscere?
Mio fratello.
Perché tuo fratello lo conosceva?
Ha sentito la canzone sulla radio svizzera. Mi è piaciuto tanto poi ho visto che era qui a Como ed ero troppo felice.
Perché ti piace?
I testi…
Cosa raccontano?
Gaetano, mi piacciono quelli per la sua ex, e poi fa un po’ la critica alla società, e mi piace quando racconta della sua quotidianità.

Ora la mia attenzione è catturata da Alice che si muove freneticamente sulle canzoni di Calcutta e spiega alle amiche come ha fatto a innamorarsene. Vorrei che lo spiegasse anche a me:
Da quanto lo conosci?
Alice: Pochi mesi in realtà.
Come lo hai conosciuto?
Ascoltavo i Selton su YouTube e o trovato lui tra i brani consigliati.
Cosa ti piace di lui?
I testi… alcuni dicono che è troppo superficiale, ma dice quello che pensa… poi mi piacciono le sonorità.

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Decido di ritirarmi nel backstage e condivido un drink con Ricardo dei Selton e non perdo l’occasione per porre anche a lui qualche domanda:
Ti piace Calcutta?
Si. E non lo dico tanto per.
Cosa ti piace di lui?
Da cantante mi piacciono molto le melodie.
E da persona comune?
C’è una cosa che mi è piaciuta conoscendo personalmente. Ovvero che apprezza molto la cultura e la musica brasiliana e si è laureato in lettere interessandosi al Brasile.
Cosa ne pensi di Como e del Wow Music Festival?
Mi ha sorpreso molto positivamente. Sapevo fosse bello. La line-up è molto bella. E la location è davvero speciale. Un ottima accoglienza.

Questi tre giorni sono stati un crescendo di emozioni. Artisti diversi di sono susseguiti sul palco emozionando a loro modo il pubblico, ma non lasciando nessuno indifferente. Il caledoscopico palinsesto musicale si è inserito durante la tre giorni in un progetto più ampio, fato di rassegne letterarie, incontri con autori, street food e birra artigianale. Luci, note e gusti hanno riempito il contesto monumentale del Tempio Voltiano e del Monumento dai Caduti in una location che non ha fatto altro che amplificare il senso di unicità del festival, sia nella percezione degli artisti che del pubblico.
Dal pomeriggio fino a notte fonda, la qualità dei contenuti e dell’organizzazione è stata garantita da Marker e Como Concerti che con questa seconda edizione del Wow Music Festival si sono posti di diritto tra gli eventi più freschi e all’avanguardia nella scena musicale europea.

(Foto di Anna Tosatto)

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