(out)Side chiude in bellezza e musica

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Domenica 29 ottobre ondate d’energia positiva al Chiostrino Artificio per la chiusura di (out)SIDE, mostra che dal 14 al 28 ottobre ha ospitato le opere di nove fra gli artisti partecipanti alla seconda edizione del Side Festival. Fra luci soffuse e litri di birra artigianale targata Fario, numerosi giovani si sono riuniti per una serata all’insegna di arte e musica.  Si inizia col botto sulla scia della carica esplosiva di Alex Figliuolo Anderson. Accompagnato dalla chitarra di Riccardo Bottinelli e dalle percussioni di Matteo Arena, forte di un entusiasmo contagioso, l’aspirante showman fa cantare il pubblico sulle note di grandi classici rock e pop, trasportandoci a velocità supersonica dalla malinconia di Fix you dei Coldplay a un impatto violento con Feeling good nella versione dei Muse.

 La sua presenza scenica magnetica lo rende un catalizzatore di sguardi fino a quando, terminato il tempo a sua disposizione, lascia a malincuore il microfono ai giovanissimi Summit: Matteo Bianchi (chitarra e voce), Tommaso Martini (basso), Andrea Miccio (chitarra), Tommaso Pozzetti (batteria) e Paolo de Santis (tastiera). Anche questa band rock&blues è pronta a spaccare tutto e si lancia in un una serie di cover e inediti, trasmettendo adrenalina ai visitatori, che a gruppi abbandonano le sedie e iniziano a ballare. I flussi in entrata aumentano seguendo il richiamo delle note, mentre nelle sale interne gli artisti sfruttano gli ultimi momenti utili per raccontare agli interessati le proprie opere.

Il tempo scorre in fretta e nessuno sembra intenzionato ad andare a casa. L’atmosfera è elettrica, non è ancora il momento di posare gli strumenti. Avendo esaurito i rispettivi repertori, Alex e i Summit uniscono le forze e si incamminano verso nuovi percorsi musicali: il risultato convince i presenti, che prestano corpo e orecchie all’esibizione. Mentre la jam prosegue, parte dell’attenzione si sposta verso Maria Allevi, che, attrezzi alla mano, fa trattenere il fiato a chi assiste alla sua performance circense. Come già per il Museo Archeologico Paolo Giovio, il format di Side ha contribuito a portare attenzione a uno spazio dall’alto potenziale, che tende però a soffrire di scarsa affluenza. Miriadi di facce felici e buone vibrazioni dimostrano che, interessandosi alla propria città e mettendoci forza di volontà, riqualificare spazi trasformandoli in poli d’attrazione non è affatto un’impresa impossibile.

 

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