Orticolario: tre giorni di verde, di profumi, di bello

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Domenica sera: rientro a casa e non vedo l’ora di abbellire le mie (non molte) piante, di mettere nel nuovo vaso il nuovo bulbo di Amaryllis e di godermi la soddisfazione della giornata. Sono stanchissima: le sei ore passate in giro hanno lasciato il segno ma vado a letto pensando alla gran bella giornata trascorsa a Orticolario e a tutti i profumi e i colori che l’hanno riempita. Dopo la pioggia di ieri e di stanotte nessuno avrebbe sperato in un cielo così sereno: il parco di Villa Erba era gremito di persone interessate agli stand e agli incontri, accomodate sulla tartaruga Sofia e affascinate dalle altre installazioni. Curioso: in una di queste l’ombrello serviva anche oggi, trattandosi di un giardino con ingresso a pioggia.

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L’acqua – non quella caduta dal cielo – era elemento essenziale di molti dei progetti, con passerelle e piastrelle galleggianti a fare da corridoi tra pareti di essenze e piante tradizionali e non. Tanti i bambini, parecchi quelli che circondavano le grandi zanzare installate sulla riva, moltissimi quelli che hanno tentato l’arrampicata sugli alberi – che invidia!

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La mia parte shopaholic ha ovviamente avuto la meglio e quindi non sono mancati gli acquisti di bulbi, di vasi (grandissima invenzione i vasi / busta facilissimi da usare e ottima idea regalo), di fiori e farfalle in ferro battuto per decorare il terrazzo o anche gli interni, di golosità: contro i gessetti di liquirizia nulla ha potuto la forza di volontà. Così come nessun buon proposito di remise en forme ha intaccato la voglia di assaggiare il sorbetto al miele e zenzero e uva bianca con cui ho fatto merenda. Ho resistito solo alla birra artigianale creata appositamente per l’evento, che però due amici hanno garantito essere ottima… Ecco, lo sapevo!

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Non poteva mancare la visita ai sotterranei della villa, mai visti prima di oggi: davvero affascinanti, con i piccoli locali che vi si aprono sormontati da volte di mattoni. Elemento di ulteriore interesse, come è ovvio, l’esposizione di alcuni degli oggetti provenienti dal Museo della Merda. Tra questi, i curatori hanno voluto inserire il bagno utilizzato da Luchino Visconti all’epoca del suo soggiorno e conservato proprio nei sotterranei.

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Anche l’ingresso della villa, ovviamente, merita un passaggio e, anche se già visto, ogni volta risulta sempre più suggestivo, grazie agli allestimenti ma anche e soprattutto ai mosaici, alla scalinata e alle arcate.

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Questo – e molto di più – è Orticolario: è una fiera per addetti ai lavori ma anche per i semplici appassionati o per gli amanti del bello; bello che si manifesta nel verde – predominante – dei progetti esposti e nell’intero parco, nella sontuosità della villa, nella luminosità dei padiglioni e delle loro vetrate, nei laghetti e nei ponticelli, negli odori, nelle sfumature, nella freschezza delle specie più varie. Un’esperienza sensoriale che permette, forse, di abbandonarsi un po’ al contatto con la natura e con gli altri, come pare fare anche Celeste, statua protagonista di un meraviglioso e suggestivo giardino dalla parete di muschio e asparagina, una pianta comunissima e diffusissima un tempo, ora riscoperta. A mia madre torna in mente che anche mio nonno – oggi è anche la loro giornata – la teneva in terrazzo.
È giunto il momento di arricchire anche il mio, di balcone. Magari anche lo spirito.

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