Omaggio alla bellezza perduta, Como canta l’amore per il suo lago

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Il primo ricordo che ho di Como risale agli anni Novanta e a una gita scolastica nei luoghi manzoniani, un cliché pressochè inevitabile per chi allora intraprendeva gli studi classici. Quel giorno, mentre scendevo con la funicolare da Brunate, la vista del lago che si allargava ai miei piedi mi regalava un’emozione a cui non ero abituata, nata e cresciuta com’ero all’ombra dei colli bolognesi. Anni dopo, quando il destino mi ha portato a vivere accanto a lui, mi sono sentita particolarmente fortunata, perchè sapevo che, ogni volta che avessi avuto bisogno della sua presenza, mi sarebbe bastato uno sguardo, per trovarlo lì. Questo accadeva prima del 2008, prima del cantiere, prima delle paratie, prima delle polemiche, delle indagini, delle proteste e delle denunce, prima che i comaschi si ritrovassero a contemplare un muro e ad immaginare, là dietro, l’amico di sempre.

Sabato 18 marzo, all’alba della nona primavera in sua assenza, in piazza Cavour si celebrerà la bellezza perduta del nostro lago, con una giornata piena di poesia e musica organizzata da La Provincia in collaborazione con BiBazz e con l’associazione Musicisti di Como, in cui si alterneranno poeti, autori, artisti e band del territorio.

Three Wheels

Per quanto riguarda l’intrattenimento musicale, l’evento inizierà alle 15, con l’esibizione dei Three Wheels, trio acustico dal repertorio genuinamente rock, che parte dagli anni Sessanta e arriva ai classici contemporanei, formato da Fabio Carnelli (voce), Luca Sassi (chitarra acustica e classica, ukulele, armonica, cori) e Massimo Tettamanti (chitarra acustica e 12 corde, cori).

Irina Solinas                                                                                                         Christian Poggioni

A seguire, la poliedrica violoncellista Irina Solinas (note le sue collaborazioni con Alex Britti, Gino Paoli, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, Stefano Bollani, Skin degli Skunk Anansie, Maurizio Solieri e Stefano Vergani), accompagnata dall’attore Christian Poggioni, darà vita ad una performance intensa e suggestiva, in cui si fonderanno parole e melodia.

Clara Zucchetti, Marco Belcastro e Franco Parravicini

Sarà poi la volta del musicista e compositore Marco Belcastro che, insieme a Franco Parravicini alla chitarra e Clara Zucchetti alle percussioni e voce, dedicherà un piccolo omaggio a Fabrizio De Andrè ed eseguirà alcuni brani della sua cantata Voglio una cosa dirti, ispirata al Cantico dei Cantici.

Davide Noseda

Verso le 18.15 salirà sul palco Davide Noseda, cantautore e leader del gruppo rock Les Fleurs des Maladives, prossimo all’uscita del terzo disco, Il rock è morto, un vero e proprio prodotto a filiera corta, comasco fino all’ultima nota.

Amandla

Dalle 19 alle 22, sarà dato spazio ai gruppi: aprire la serata toccherà agli Amandla, giovane progetto alternative rock italiano, che ha da poco pubblicato un nuovo singolo, Tredici, successivo all’EP Le immersioni di Fabio, un breve ma intenso percorso tra i meandri dell’animo umano, in cui Gabriele Franchi (voce e chitarra), Nicolas Ardino (chitarra e voce), Riccardo Porta (basso) e Alberto Zerbi (batteria) uniscono testi in perenne bilico tra malinconia e spensieratezza ad un sound pulito e ricercato, che risente di importanti influenze, come Marta sui tubi, Subsonica, Verdena, Afterhours e Teatro degli Orrori.

Gian Battista Galli dei Sulutumana

Al termine, il palco sarà tutto per Gian Battista Galli (voce e fisarmonica), Nadir Giori (contrabbasso e basso elettrico), Beppe Pini (chitarre) e Angelo Pich Galli (flauti e aggeggi), alias Sulutumana. Quasi vent’anni di carriera, arricchiti da diversi premi e riconoscimenti nazionali, 180 canzoni raccolte in 5 album, 4 cd per bambini, un audiolibro, più di 800 esibizioni dal vivo in Italia, Svizzera e Germania fanno di questa band un vero e proprio simbolo comasco, capace di miscelare tra loro folk, pop e musica d’autore di eccellente qualità, offrendo ad ogni live un distillato di emozioni, sorpresa e divertimento allo stato puro.

La Moranera

A chiudere la kermesse musicale, ed è per me un vero onore poterlo scrivere, penserà La Moranera, gruppo etno rock dalla lunga storia, che ha alle spalle quattro dischi, un ventennio di concerti, collaborazioni, tourneé nazionali e internazionali e che da sempre si impegna e si schiera per le cause importanti. È qui che, da qualche anno, respiro e canto il sole del Mediterraneo, insieme a Stefano Santi (voce e basso), Ivano Greppi (chitarra e fisarmonica), Giorgio Giommi (chitarra) e Diego Grippo (batteria), una famiglia in cui sono cresciuta, dal punto di vista artistico e umano.

Tutti insieme, per un giorno, a testimoniare e sottolineare che ci siamo, a modo nostro, e che rivogliamo il nostro lago, per poterne cantare, ancora, la bellezza sconfinata, perchè sia di nuovo ispirazione dei poeti, degli amanti e degli artisti. Tutti insieme, per un giorno, e che sia un abbraccio in cui ritrovarsi, finalmente. Io non vedo l’ora.

 

 

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