Oltre i confini con Miniartextil 2017

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Entrare nella ex – chiesa di San Francesco a Como ha sempre un che di magico: il luogo, di per sé affascinante dal punto di vista storico ed estetico, ospita mostre di grandissimo livello a cui tale collocazione aggiunge valore. Una su tutte Miniartextil, inauguratasi sabato scorso, che ogni anno conquista i visitatori e si arricchisce di opere, artisti, sinergie, idee. Quest’anno chi entra a visitarla viene accolto da una cascata di colori e numeri dalle infinite sfumature: l’autrice dell’opera, l’artista di origine francese Emmanuelle Moureaux, ha saputo trasformare la navata centrale in maniera spettacolare grazie alla sua Forest of numbers – titolo molto più che evocativo.

Jeroen Van Kesteren: Airship (Foto di Andrea Butti)

Accanto a questa, la principale, nelle navate laterali delimitate dallo splendido colonnato si trovano le altre grandi istallazioni; tra di esse, la fotografia realizzata da Gin Angri è forse quella che più immediatamente riporta al titolo della mostra, Borderline: una linea di mezzeria dipinta su un pavimento di sampietrini sembra dissolversi e sfaldarsi, realisticamente per un errore, idealmente, forse, per non tracciare (più) il confine. Affascinanti anche l’opera dell’olandese Jeroen Van Kesteren, un dirigibile che ricorda le atmosfere steampunk, e il tappeto dell’artista greca Alexandra Kehayoglou, Refugio. Concludono il panorama il trittico Porecelain coasts del lettone Rolands Krutovs, l’arazzo Nie Pelnia /not full del polacco Wlodzimierz Cygan e Embrace again… della serba Brankica Zilovic.

Roland Krutovs: Porcelain coasts

Decisamente di impatto PAN-GÈ-A, del Collettivo artistico Alraune Teatro, vincitore ex aequo con Black cubes solos, dell’artista russo-tedesca Katharina Lehmann, della seconda edizione del Premio Sponga: selezionati dall’associazione Arte&Arte insieme a Giancarlo Sponga, marito dell’artista Marialuisa, gli autori sono stati premiati in occasione del vernissage.

Collettivo Alraune Teatro: PAN-GÈ-A (particolare)

Il tema, attualissimo, su cui Arte&Arte ha invitato a riflettere è stato variamente interpretato dagli artisti: Borderline letteralmente significa sul confine (dal latino cum-finis), inteso come ciò che separa e nello stesso tempo unisce, che si ha in comune con l’altro; alterità e identità insieme.

Gertraud Enzinger: Both sides now

Nello spazio dell’abside, sotto la cupola, sono esposti i 54 minitessili selezionati, attraverso un bando di concorso internazionale, tra 230 candidature giunte; ben 29 nazioni rappresentate: alcune si confermano amiche e habitué della manifestazione, dopo qualche edizione in quella attuale sono tornati anche Uruguay, Portogallo e Ucraina. Gli autori hanno sviscerato il tema con un’eterogeneità di materiali e forme a cui gli affezionati visitatori di Miniartextil sono abituati: non ci si abitua mai – fortunatamente – allo stupore e all’ammirazione che gli artisti riescono a suscitare. Tra questi l’associazione ha attribuito un premio speciale – il Premio Arte&Arte – al lavoro ritenuto più particolare per le sue qualità estetico-formali: trattasi di Both sides now di Gertraud Enzinger.

I 54 minitessili sono esposti nell’abside (Foto di Andrea Butti)

Parlando di artisti affezionati alla mostra non si può non citare El Anatsui, ghanese, presente nel 2006 con un suo arazzo e in seguito anche componente della giuria nell’edizione del 2008: quest’anno lo stesso ritorna con un’opera inedita, realizzata ad hoc per l’esposizione.

Kiyonori Shimada: Division, installazione al Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate (Foto di Andrea Butti)

Le relazioni intessute – mai termine fu più appropriato – da Arte&Arte dal 1991 ad oggi sono molteplici e sempre fruttuose; una nuova collaborazione è quella con il Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate: qui è sita l’installazione Division dell’artista giapponese Kiyonori Shimada mentre in un’altra sala è esposta una selezione dei minitessili storici parte del patrimonio dell’associazione.

La Forest of numbers di Emmanuelle Moureaux dialoga con Borderline di Gin Angri (Foto di Andrea Butti)

Arte vuol dire anche musica e non a caso è stato stretto un altro nuovo sodalizio, quello con Amadeus Arte, associazione culturale ed etichetta discografica che propone compositori contemporanei e opere inedite. Non solo arti visive, dunque, ma anche una colonna sonora di un’ora formata dai brani musicali editi da Amadeus Arte, scelti dalla musicista Floraleda Sacchi, e accostati ad alcune delle opere: un modo per accompagnare i visitatori durante la mostra coinvolgendo vista e udito insieme.

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