Nuovi frammenti di AllineaMenti

nuovi-frammenti-di-allineamenti
0 931

BiBazz prosegue la documentazione di questa iniziativa culturale che sta, letteralmente, dilagando per Como richiamando, a ogni step successivo, un pubblico sempre più numeroso e giovane. Ma non solo. C’è anche chi ha deciso di prestare la sua penna e la sua voce pur essendo orgogliosamente negli anta, perfettamente a suo agio in mezzo a ragazzi che sanno ascoltare e apprezzare. Ecco la lettura di Stefano Maesani alla Birerria 35.

ROCKSTAR

Va beh…qualcuno doveva pur dirvelo…rockstar si nasce, mica ci si diventa. Si comincia più o meno a diciassei anni, quasi diciassette quando con la moto ti senti un padreterno a furia di impennate e sfide improponibili al giorno d’oggi. Le vere rockstar non hanno la ragazza… non gli importa niente di avere una zavorrina da portare in giro. O meglio… gli importa eccome, ma, rispetto al possibile garetto a chi arriva prima al bar o a chi fa più rumore andandosene, francamente…quasi non c’è gara. Epperò a quel punto della vita sei di fronte ad una indecisione bestiale tra le sue labbra ed il suo seno… davvero difficile. No, non è questo il problema, ma… mentre i tuoi giorni si riempiono finalmente della musica che piace a te e non ai tuoi amici, e mentre passi da certe musiche diluite che non sono né carne né pesce ad ascoltare i maestri del rock, ti ritrovi anche ad apprezzare un bell’abbraccio caldo con due capezzoli veri appoggiati al tuo petto e potrebbe essere che, forse… ma proprio “forse”… un giro in moto con la ragazza lo fai. Anzi…fanculo gli amici. Sei una rockstar, non ti servono adesso gli amici! Ti serve una ragazza.

Gli amici devono solo apprezzarla…come la moto. Trascini i tuoi timpani tra The wall e Questo piccolo grande amore perché “a lei piace Baglioni” e tu (fatta di sguardi tu e di sorrisi ingenui tu…)… tu fingi di apprezzarlo perché il tuo bisogno primario è crescere ed accumulare, più o meno consapevolmente, esperienze… Ti fai piacere persino LUCA CARBONI e la sua farfallina quando, abbandonata la moto stai per diventare una vera rockstar. Hai la patente…la macchina di tuo padre… una alcova per pasticciarsi e confessarle tutto quanto ritieni confessabile… le debolezze?… No… Non ne hai ! A diciotto anni sei un Dio con la patente, diecimila lire in tasca e un deca nel serbatoio. Spacchi il mondo… Lei ti adora e tu vivi per lei in ugual misura che per la macchina tanto che vorresti che entrambe avessero lo stesso odore anche se questo è improponibile… Lei non si profumerà mai con il lucidacruscotti della Arexons, ma… va bene anche così. Tutto sommato ha un profumo che ti fa stare bene… che non è ancora quello di una essenza di chissà cosa di esotico ma è il suo… a metà strada tra il sudore e il sapone e l’odore della saliva. Certo , tutto questo mentre da rockstar consumata ormai hai speso tutti i tuoi piccoli guadagni per aggiornare il tuo vecchio impianto stereo comprato un po’ alla volta in quei negozi di autoaccessori che nascevano ad ogni angolo… Un po’ come adesso le kebabberie.

Sei una rock star ! Non te ne frega un cazzo della musica italiana…dalla torre getteresti tutti tranne VASCO ROSSI… le vere rockstar sono inglesi e tu ascolti solo roba in inglese… non capisci una fava dei testi (e neanche di quelli di VASCO ROSSI), ma il rock ti carica, ti da quella forza che ti serve ma non sai ancora dove andare a trovare e sogni una Fender Stratocaster e ti immagini di poterla suonare anche solo mimando le contorsioni di DAVE GILMOUR in cerca di un acuto. Nella tua macchina, lo giuri al mondo, non entrerà mai altro che musica rock… per la comprensione dei testi ci organizzeremo, ma intanto completi l’impianto della Panda con amplificatore/equalizzatore e sei diffusori sparsi quasi a caso sui pannelli porta e sulla cappelliera… Sei pronto… Sei una rockstar, spacchi il mondo e la maturità è solo una formalità… (Notteee prima degli esami, notte di polizia…uno strappo alla regola ma non ditelo in giro!) poteva andare meglio? Non te ne frega un cazzo. Sei ultramaggiorenne, hai la ragazza che ti adora e ti fa stare ad un palmo da terra… e parla di te con le sue amiche…. il tuo mito sta crescendo. Sei diplomato e trovi un lavoro praticamente subito, i primi soldi guadagnati !!! Il primo tuffo nel mondo del lavoro ! Sei un duro ma…lei…ti dice che stravede per il nuovo album di…NICK KAMEN!… quello con il neo vicino alla bocca e senza peli sulla faccia. Ah ! “each time you break my heart”…

Da questo al tracollo il passo è breve… sei una rockstar… hai dentro i LED ZEPPELIN ed un sacco di musica vera della quale ti sei messo anche a decrittare i testi accorgendoti che molti di quelli sono poesie… Cioè, non sono certo le poesie che ti facevano penetrare in mente a scuola a suon di 4, ma… Sono qualcosa… Sono come dei pezzi di anima che escono fuori ed assomigliano tanto ai tuoi pezzi d’anima… ma tu sei uno tosto… cosa diavolo stai dicendo? Il rock è una poesia? Ma non dire cazzate! La poesia è per i segaioli ! Il rock è per i duri!! E tu sei un duro ma, mentre sei con lei il tuo strato esterno si sbriciola e… ascolti anche NICK KAMEN… poco però, promesso? Poi a naja ti tempri… musicalmente ti spacchi con i BLACK SABBATH e gli IRON MAIDEN… gli AC/DC li impari a memoria…l ei non c’è più è lontana e ascolta i DIRE STRAITS mentre tu sei immerso nel verde mimetico e nei laghetti alpini che hanno il colore delle tue lacrime. Ma sei una roccia…non hai tempo di pensare ad altro e quando ti prende la malinconia ti ammazzi con gli SCORPIONS che però ti fanno piangere e allora torni sui tuoi passi… ROGER WATERS e JIMMY PAGE non ti abbandoneranno mai e ti traghettano fino all’università dove incominci una vita nuova e non sai più se quello che eri è esistito davvero o no… È tutto nuovo, è un vortice e tu sei più rockstar di prima e non ti serve più la macchina lucida per dire chi sei, ti bastano le parole e i capelli lunghi e spettinati, i vestiti che dimentichi di cambiare perché arrivi troppo stanco e scendi da quei treni lerci per dormire e risalirci il giorno dopo…cazzo mi cambio a fare?

Nei locali si fuma e si suona di tutto e le birre vanno e vengono come le canne e le patatine fritte… Sarà, ma… hai sempre preferito le birre alle canne e questo non è da brave rockstar… Tutto corre veloce, sembra un mondo parallelo e il tuo di prima lo sfiori appena, cambiano le amicizie, cambia lei, cambi tu, cambia lei, cambi tu ancora ma il rock non ti lascia, adesso è cambiato il tuo palcoscenico e devi suonare lì… su quel pavimento nulla ti basta più e le parole che tenevi nascoste… le poesie che scrivevi solo dentro di te… chiedono di uscire. Non si vergognano più e tu cominci a parlare in altre lingue e ad ascoltare altri suoni… la musica cambia ma mai del tutto e vivi sospeso trasportato dalla tua stessa vita, sospinto da un vento d’acciaio che sembra non dover finire mai… Ma quante cose ci stanno dentro una vita?… Possibile che io sia questo?… Ti fermi e guardi indietro… indietro non c’è niente, è tutto davanti ed è lì da prendere con tutta la forza che hai. Sei una rockstar e non sei mai stato così in alto come adesso… fai progetti, andrai sulle stelle, Starman, e camminerai sulla via lattea come sui sassi di un torrente… The river. Il rock non ti lascia perché tu “sei il rock” e i concerti sono una forma di dialogo cui non puoi rinunciare tanto che può capitarti in un torrido Luglio del ‘93 anche di sostenere un esame al politecnico, salire sul primo treno per Bologna per vedere gli U2 e fare il viaggio pensando che, gli U2, li avevi iniziati ad ascoltare nell’87 con una persona che chissà dov’è adesso…Faraway so close

È a Bologna. Anche lei. Come te. Seduta per terra abbracciata ad uno che non sei tu, almeno…non ti sembra e… “ciao, anche tu qui?”…Ma cazzo siamo in 80.000 !!! e ti guardi come se non ci fosse più niente da vedere perché negli occhi di tutti e due ci sono altre persone…Ma sei una rockstar, un duro, non hai tempo per lasciarti andare ai ricordi…ma…“chissà se lei è sul mio stesso anello?… e quello? Se non sono io…chi è?”…Poi riparti e torni a Milano ,dormi sulle panchine insieme ai clochard aspettando che riapra la metro per andare a Cadorna ed intanto pensi ad una poesia che scriverai esattamente ventun’anni dopo e che leggerai dopo ventitrè davanti ad una sala piena di sognatori all’Ultimo caffè… Perché certe poesie sono bastarde, stanno nascoste per tutto questo tempo ed hanno bisogno di un qualcosa per uscire… una follia.

Poi, dopo aver attraversato tutto l’oceano musicale da cui ti sei lasciato cullare negli anni, la vita ti ributta “sul pezzo”… Non sei una vera rockstar se non hai rischiato la pelle almeno una volta… le rockstar muoiono tutte a 27-28 anni e tu?… niente… anche se ci vai vicino ma, dal punto di vista “rock” della cosa ti va male… la vita per fortuna ha vinto e tu capisci che non sarai mai una vera rockstar con il pedigree… sei in ritardo anche per morire e allora tanto vale fare progetti… ripartire in qualche modo dal fossato in cui sei caduto e rimandare la tua morte a data da destinarsi. Nel frattempo la vita ti concede di trovare un gancio in mezzo al cielo (maledetto Baglioni) e di diventare marito e padre e padre ancora… e di ripartire per l’ennesima volta con il vento contro ma tanto bello da prendere in faccia e da lasciare ancora tutto indietro e così cavalchi la tigre, la fai tua e mordi il presente con una fame che non ti è propria e che non passa mai. Sei, malandata e disillusa, ancora una “quasi rockstar” e stai componendo i pezzi per un nuovo concerto… quello che pensavi sarebbe stato l’ultimo e cerchi sonorità che facciano vibrare le corde della tua mai riposta Stratocaster (perché i suoni deboli che senti là fuori non ti basteranno mai) ed infine capisci, da un momento all’altro, che la vita mica sempre ha la colonna sonora che piace a te, che a volte ti tocca ancora sentire passare Nick Kamen alla radio e che per tirar fuori i pezzi d’anima ci vogliono i coglioni e che ce ne vogliono di più che per fare un concerto rock e che persino Ozzy Osbourne ha smesso di mangiare ragni in pubblico e Marilyn Manson di sgozzare polli sul palco e che Robert Plant sembra una mummia ma è ancora in giro e che Angus Young fa ancora sudare tutti… E ti serve anche il suono distorto, tanto diverso dai suoni di notifica di uno smartphone, che viene, ad esempio, da un gruppo di ragazzi alcuni dei quali potrebbero essere anche figli tuoi… (se tu, da vera rockstar avessi sparso sperma a destra e a manca tra un concerto e l’altro e se la loro mamma fosse stata consenziente)… Che sono delle rockstar come te…coi loro incubi di velluto rosso e timidi pezzi d’anima da raccontare. E ci pensi… quando torni a casa tardi e trovi tua figlia in corridoio: ”Non riesco a dormire”… ti dice… “Sei andato a leggere le poesie?”… “Sì Eli, vai a letto che ti rimbocco le coperte”… “Eri sul palco?”… “Si”… “Con le luci e il microfono?”…”Si”… “Come gli uan dairecscion!”… “Più o meno… ma adesso dormi”… “Papi”… “Dimmi”… “Domani mi fai l’autografo?”.

Lascia un commento