Nelle storie di cortile un omaggio al Club Tenco

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Luigi Tenco

Una serata per celebrare il Club Tenco, l’associazione sanremese fondata da Amilcare Rambaldi, che fu tra i padri anche del Festival di Sanremo, quasi all’indomani dalla morte del cantautore di Ciao, amore ciao, mezzo secolo fa. Dal Club al Premio Tenco, l’annuale rassegna che – va detto – con alti e bassi (ché a far cultura, spesso, si risulta sgraditi o perfino incomprensibili per le istituzioni), ma con tenace costanza sostiene il valore della canzone d’autore. Fino a pochi mesi fa, designato dallo stesso Rambaldi, Enrico De Angelis era direttore artistico del Tenco prima di dimettersi da quella carica e successivamente anche dal direttivo segnando, così, la fine di un’epoca. Un’epoca che si celebra mercoledì 14 giugno a Cantù – da tempo sezione staccata del Teatro Ariston – con lo stesso De Angelis assieme, immancabilmente, ad Antonio Silva, che gioca in casa, da ex preside del liceo Fermi conosciutissimo in città, ma che è anche un altro pilastro del Tenco, riconoscibilissimo nel suo ruolo di presentatore sia della kermesse vera e propria, che è quella che si svolge sul palcoscenico, con tutti i crismi dell’ufficialità, ma anche (e ci verrebbe da dire soprattutto) del “dopo festival” quando si mescolano le formazioni, i raffinati autori duettano anche su canzonacce improponibili al loro abituale pubblico, oppure sfoderano ispirati canti andalusi commovendo tutti. Il momento, insomma, in cui Guccini e Vecchioni smettevano di cantare di Filemazio e di Rimbaud per trasformarsi in un duo comico senza freni.

Dopo Tenco: allo stesso tavolo De Angelis, Bertoli, Endrigo, Vecchioni, Arbore, Bardotti, Guccini e Rambaldi

De André, Vecchioni e Guccini

È la stessa atmosfera che promette questo appuntamento, inserito nella rassegna Storie di cortile, organizzata da Andrea Parodi, in questa occasione nella Corte San Rocco di via Matteotti 39 alle 21. De Angelis e Silva si racconteranno e parleranno di questi anni passati pensando «che a canzoni si fan rivoluzioni e si possa far poesia» (loro sì che lo han detto). E naturalmente si canterà: sarà lo stesso Parodi, assieme alla violinista Alice Marini, a Davide Maccabruni alla fisarmonica a interpretare pezzi di De André, De Gregori e Guccini. Gian Battista Galli, è Conte e Fossati assieme al contrabbassista Nadir Giori, entrambi, ovviamente, dai Sulutumana. La siciliana Beatrice Campisi per Rosa Balestrieri, il calabrese Alfredo Scogna, storico collaboratore di Ivan Graziani, interpreterà quest’ultimo e l’immancabile Luigi Tenco. Alessio Brunialti si incarica di portare Vecchioni ed Endrigo. A mezzo secolo dalla scomparsa, quella di Tenco è una questione ancora aperta, non tanto per l’eterno enigma delitto o suicidio, ma per il valore che quell’artista assegnava alla sua arte, credere nella canzone e nel suo potere fino all’estremo. Una fiducia che condivideva con quei colleghi che hanno iniziato assieme a lui o subito dopo, che hanno continuato dopo la sua scomparsa e che hanno trovato una casa comune proprio nel Club e al Premio. L’ingresso è gratuito. Informazioni al sito www.storiedicortile.it.

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