Musica solidale per i migranti a San Giovanni

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La situazione della stazione ferroviaria di Como – San Giovanni, dove da giorni sono accampati i migranti cui è stato rifiutato l’ingresso in Svizzera, non sembra trovare una soluzione. Su invito del cantautore Filippo Andreani, numerosi musicisti del territorio comasco si recheranno nel parco della stazione mercoledì 27 alle 21.

Il motivo? Lo ha sintetizzato Sandro Sench Bianchi, anima dei Potage: «Da diversi giorni, ormai, il parco antistante la stazione San Giovanni di Como vede la presenza di migranti provenienti dall’Africa, bloccati lì dalla difficoltà di superare la frontiera svizzera per poter proseguire il loro viaggio. Si è attivata una piccola rete che coinvolge associazioni, volontari, enti nel tentativo di rendere loro meno gravosa la sosta e l’auspicabile proseguimento del viaggio fornendo riparo, pasti, presidi sanitari, adeguate strutture igieniche, informazioni sui diritti. In mezzo a tutto ciò le loro serate non debbono per forza essere tristi, e un po’ di musica potrebbe contribuire a regalare una serata d’altro genere a loro e ai volontari che li assistono, ha pensato il nostro amico Filippo… Così mercoledì dalle 21 anche i Potage saranno lì assieme ad altre band e musicisti a dare il loro contributo. Se ci sono altri musicisti che vogliono partecipare si mettano in contatto con Filippo. e tutti quelli che vogliono portare la loro solidarietà non hanno che da presentarsi all’appuntamento».

A questa iniziativa, organizzata d’intesa con l’Arci e con l’appoggio di Como senza frontiere, hanno aderito Luca Ghielmetti, i Sulutumana, Les Fleurs des Maladives, Lelecomplici oltre, naturalmente, ai Potage. Ma questo momento è aperto a chi, munito di uno strumento rigorosamente acustico, vuole partecipare.

«L’idea è andare da loro e fare un po’ di musica, in acustico – ha scritto Andreani – senza attrezzature, senza organizzare un concerto, e con la stessa semplicità di chi porta un sorriso a chi è in una condizione terribile a causa di leggi internazionali folli e ingiuste».

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