Musica in stazione: una festa per i migranti

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«Ridere, ridere, ridere ancora: ora la guerra paura non fa». Non c’è stata musica di tamburelli fino all’aurora, ma la festa alla Stazione di Como San Giovanni, lanciata dal cantautore Filippo Andreani seguito da uno stuolo di colleghi, ha fatto chiasso rallegrando una serata di chi è stato rimbalzato da Chiasso. Un’iniziativa che non ha mancato di suscitare polemiche – perché la questione migranti / profughi / richiedenti asilo /clandestini, tutti termini che non sono sinonimi, ma che vengono spesso utilizzati con leggerezza, è un nervo scopertissimo della nostra società – ma che è andata proprio come tutti speravano che andasse.

Como concerto profughi in stazione San Giovanni

Dopo un breve, ma irruento temporale, la pioggia ha concesso un po’ di requie e un centinaio abbondante di persone ha raggiunto le altre persone che stanno vivendo da giorni, senza che si prospetti una soluzione in tempi brevi, allo scalo ferroviario comasco. Qualche minuto per accordarsi e poi fuori gli strumenti: una partenza con il botto grazie ai ragazzi (e meno ragazzi, ma sempre giovani nello spirito) di Musica Spiccia, diretti da una Giulia Cavicchioni che da sempre indirizza il repertorio alle musiche da tutto il mondo, suscitando immediatamente la risposta allegra di chi, da tanto tempo, felicità non conosce più.

I bambini, soprattutto, che non si fanno domande politiche e che, probabilmente, si domandano unicamente come sono finiti lì, si sono scatenati senza farselo chiedere due volte.

Como concerto profughi in stazione San Giovanni

Non c’è un palco, non c’pè amplificazione, tutto si mescola. Filippo Andreani, Luca Ghielmetti, Giamba, Cecco e Nadir dei Sulutumana, Sench dei Potage, Davide Noseda dei Fleurs de Maladives con il padre Enzo Noseda, la brigata di Lelecomplici “sfrattata”, causa pioggia, da piazza Volta, i Three Wheels e ancora tanti che della musica non fanno un mestiere e che, in questa occasione, hanno trascinato gli animi con canzoni che tutti, ma proprio tutti hanno voluto cantare, da Creuza de mä a No woman, no cry, puntando sul ritmo, sulla gioia, trasformando, per un poco, un luogo di incertezza in una parata di solidarietà, tra palloncini, trampolieri, percussioni, canti e danze.


Como concerto profughi in stazione San Giovanni

Che senso ha avuto tutto questo? Una domanda che si pongono quelli che, probabilmente, si chiedono anche a cosa serva la musica. Rispondiamo subito: a niente, non ha un uso pratico immediato. Però esiste da sempre, circonda la nostra vita praticamente in ogni momento, tranne quando un silenzio assordante circonda l’esistenza di chi ha lasciato tutto andando incontro a un destino che non sembra volersi presentare all’appuntamento.

Como concerto profughi in stazione San Giovanni

In questi giorni sono stati distribuiti vestiti, approvvigionamenti, detersivi, ma nessuno aveva ancora pensato che si potesse portare in dono anche un po’ di gioia. È successo ieri sera. Missione compiuta con la consapevolezza di non avere smosso montagne, di non avere avvicinato di un briciolo quell’orizzonte che nessuno riesce a vedere, ma con tanti sorrisi e un grande abbraccio solidale. È poco?

Como concerto profughi in stazione San Giovanni

(Foto di Andrea Butti, filmati di Stefano Annoni)

4 commenti

28 luglio 2016 alle 10:05

Steve non è che io non sia d accordo con l accoglienza sono cristiana e questo mi ha insegnato la mia religione l umanità ma è sotto gli occhi di tutti che sono troppi e che soprattutto troppi si arricchiscono alle loro spalle con chissà quali promesse! Dunque ora visto ciò che succede mi fido solo di musulmani che personalmente conosco

28 luglio 2016 alle 11:38

Grazie a chi un cuore dimostra di averlo e ha saputo dimostrarlo donando un sorriso andando oltre ai pregiudizi

28 luglio 2016 alle 12:38

Veramente in gamba gli organizzatori la stazione come punto di incontro è un dito ideale e preposto.La musica è l’ambasciatore migliore.

31 luglio 2016 alle 14:54

Sono orgoglioso di voi, amici miei. Ero distante, l
Lampedusa, altra terra, altre terribili storie di migranti da raccontare. Orgoglioso e felice. Nessun essere umano è illegale. Una la terra, una l’umanità. non c’è terra senza libertà. Non vi sia libertà senza terra.

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