Miniartextil: uno sguardo ravvicinato ai minitessili

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Sono i giorni in cui gli oggetti costruiti con la carta, in particolare le barchette, a noi figli degli anni Ottanta, portano alla mente loschi ricordi grazie al ritorno, nelle sale cinematografiche, del pagliaccio che ha segnato le nostre notti per anni e che, proprio grazie a una barchetta di carta attirava la giovane vittima dal giallo impermeabile. La carta, le costruzioni di carta e il cinema, sono i due pilastri su cui si fonda l’attività artistica di Jeroen Van Kesteren, olandese, che da qualche anno costruisce proprio con il cartone modelli di dirigibili inesistenti ispirati a quelli del XIX secolo.

Jeroen Van Kesteren, senza titolo

L’opera in mostra a Miniartextil, che colpisce tutti i visitatori, è senza titolo: ognuno la ribatezza come preferisce. Una macchina volante, un dirigibile, una cosa a metà strada tra una barca e un aereo, un pesce dicono addirittura alcuni bambini. Jeroen si è proprio ispirato ai grandi dirigibili del passato, mezzi di trasporto simbolo di un mondo che, proprio come loro stessi, stava per scomparire e per salutare i fasti del tempo che fu. Un confine netto tra quello che l’uomo aveva immaginato sino a quel momento e quello che il futuro, ci insegna la storia, aveva invece in serbo.

Gertraud Enzinger, Both sides now

Ma Miniartextil non è solo le grandi installazioni: il cuore restano i minitessili, gioielli d’arte quadrati di venti centimetri che, per questa edizione, hanno cercato di sintetizzare il concetto di confine, molto in voga anche nella nostra città, nelle diverse manifestazioni culturali.
Both sides now, dell’austriaca Gertraud Enzinger, ha ricevuto il premio Arte&Arte per la leggerezza delle sfere di poliestere che si scontrano con I fili di acciaio che segnano la loro fine, il loro confine.

Xia Gao, Breath – daily life

Per la prima volta a Miniartextil un’artista cinese, Xia Gao con Breath – daily life una mascherina anti smog, altra tematica molto attuale in questi giorni di un ottobre che ha scaldato anche le polveri sottili nell’aria.

Chikako Imaizumi, Beyond borders

E ancora la giapponese Chikako Imaizumi con Beyond borders, delicatissimo e raffinato lavoro realizzato con lana e filo di banana giapponese, dove il banano è da sempre utilizzato per le sue preziose fibre tessili per reallizzare tessuti preziosi. Attraverso l’utilizzo di questi particolari tipi di fili, l’artista ha voluto sottolineare l’essenza della nostra uimanità libera da tutti i condizionamenti che derivano dai confini mentali da cui troppo spesso ci lasciamo deviare.

Fra pochi giorni, un nuovo viaggio senza confini attraverso le opere della nuova Miniartextil!

L’esposizione sarà visitabile fino al 26 novembre allo Spazio Antonio Ratti (ex chiesa di San Francesco), da martedì a domenica dalle 11 alle 19; lunedì chiuso. Biglietti a 7 euro, ridotti a 5 euro. Al Museo del Cavallo Giocattolo, via Tornese, Grandate, da martedì a sabato dalle 15 alle 19; sabato mattina dalle 10 alle 12.

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