Miniartextil: uno sguardo ravvicinato ai minitessili / 3

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Miniartextil, rassegna di fiber art internazionale, presenta come ogni anno 54 opere di piccolo formato, i minitessili, testimoni della internazionalità della manifestazione. Quest’anno, infatti, per la 26ª edizione dedicata a Tessere sogni, sono ben 22 le nazione rappresentate nelle opere selezionate dalla giuria artistica, tra 315 adesioni al bando di concorso. Dagli Stati Uniti, Messico, Argentina, passando per il Giappone e giungendo in Europa con Slovacchia, Polonia, Olanda, Francia, Spagna, Finlandia, Ungheria, Germania, Svizzera e Italia.

La giuria artistica quest’anno era composta dal professor Luciano Caramel, curatore della mostra, dalla dottoressa Marie Deparis, curatrice, e Mimmo Totaro, artista e vicepresidente dell’Associazione Arte&Arte.

Gli artisti invitati ad esprimersi sul tema Tessere sogni, hanno raccontato nelle opere di piccole dimensioni i loro sogni e desideri. Come spesso accade l’arte è riflesso della contemporaneità, ed è proprio per questo che nei minitessili ritorna il tema della pace e della solidarietà, ma al contempo quello del viaggio e del transito di popoli. In altre opere si ritrova invece l’essere fragile di un sogno, il tempo breve che esso occupa, la fragilità della dimensione onirica. I materiali utilizzati sono diversi, al tradizionale filo di cotone, lino e lana, si affiancano carta, vetro, plastica, legno e metallo.

Proseguiamo l’indagine ravvicinata.

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Sabrina Stan, rumena, vive e lavora a Ilfov. Dreams come true è fatto da corda e filo metallico con piccolo rollinz annesso.

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Sandrine Corte, nata nel 1975 in Francia, vive e lavora a Touluse. Pillow flight è fatto di cotone e capelli.

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Silvia Maria Conte MacDonell, di nazionalità argentina vive e lavora a Buenos Aires. Cocoon rêverie è fatto da semi e fibre naturali.

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