Miniartextil: uno sguardo ravvicinato ai minitessili / 2

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Miniartextil, rassegna di fiber art internazionale, presenta come ogni anno 54 opere di piccolo formato, i minitessili, testimoni della internazionalità della manifestazione. Quest’anno, infatti, per la 26ª edizione dedicata a Tessere sogni, sono ben 22 le nazione rappresentate nelle opere selezionate dalla giuria artistica, tra 315 adesioni al bando di concorso. Dagli Stati Uniti, Messico, Argentina, passando per il Giappone e giungendo in Europa con Slovacchia, Polonia, Olanda, Francia, Spagna, Finlandia, Ungheria, Germania, Svizzera e Italia.

La giuria artistica quest’anno era composta dal professor Luciano Caramel, curatore della mostra, dalla dottoressa Marie Deparis, curatrice, e Mimmo Totaro, artista e vicepresidente dell’Associazione Arte&Arte.

Gli artisti invitati ad esprimersi sul tema Tessere sogni, hanno raccontato nelle opere di piccole dimensioni i loro sogni e desideri. Come spesso accade l’arte è riflesso della contemporaneità, ed è proprio per questo che nei minitessili ritorna il tema della pace e della solidarietà, ma al contempo quello del viaggio e del transito di popoli. In altre opere si ritrova invece l’essere fragile di un sogno, il tempo breve che esso occupa, la fragilità della dimensione onirica. I materiali utilizzati sono diversi, al tradizionale filo di cotone, lino e lana, si affiancano carta, vetro, plastica, legno e metallo.

Proseguiamo l’indagine ravvicinata.

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À la vie! À l’avenir! di Martine Amans. È nata nel 1953 in Francia, vive a Orvault e questa sua opera è fatta essenzilamente di drappi.


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L’insoutenable fragilité du rêve di Ana Maria Asan. Èata nel 1983. Di nazionalità belga-rumena, vive e lavora a Bruxelles. Il pezzo è fatto di vetro.


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Midwinter night’s dream di Anne Marie Bertrand. Francese, vive e lavora a Palaiseau. Ha composto l’opera utilizzando cotone, gesso e legno.


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Sognavo di volare di Anny Ferrario. Vive e lavora a Varese. Per il minitessile ha utilizzato plexiglas, piume e legno.

 

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