Matti, cucina e musica nel giovedì di Parolario

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Alimentazione, ironia e musica sono stati gli ingredienti della terz’ultima giornata di Parolario. Il cibo e la sua iperestetizzazione sono stati gli argomenti trattati dal gastronauta Davide Paolini durante la presentazione del suo libro Il crepuscolo degli chef, in cui profetizza lo scoppio di questa “bolla” sociale e mediatica, elencandone le possibili conseguenze. Dialogando con lo chef a km 0 Paolo Lopriore e il giornalista Davide Cantoni, Paolini ha analizzato la situazione in Italia partendo da alcuni dati certi, come il calo dei consumi alimentari, l’aumento del numero di esercizi commerciali che hanno cessato la loro attività e il fatto che la maggior parte del fatturato dei ristoranti di alto livello provenga non più dalla cucina stessa ma dalle attività esterne dei loro chef, in termini di pubblicità, programmi televisivi e pubblicazioni di libri. Un quadro amaro, nel quale il piacere della convivialità e il gusto sono sostituiti dal desiderio irrefrenabile di condividere sui social network la bellezza di piatti che nessuno assaggerà mai, ma che verranno giudicati solo da un punto di vista estetico, un crepuscolo in cui l’unico barlume di luce è da ricercare in un ritorno alle origini, recuperando la sacralità del cibo e riconoscendo il sacrificio che si nasconde dietro a ogni pietanza.

Davide Paolini tra Davide Cantoni e Paolo Lopriore

Abbagliante è stato l’intervento di Arianna Porcelli Safonov, attrice comica e scrittrice ironica e brillante, che ha incantato il pubblico con la lettura di qualche brano tratto dal suo libro, in prossima uscita, Storie di matti. La Safonov ha presentato i matti di oggi, persone nate sane e ben inserite nella società, che ad un certo punto impazziscono e diventano molto pericolosi. Scene di ordinaria e allo stesso tempo folle quotidianità, dove basta una piccola scintilla per accendere un devastante incendio e far emergere, in superficie, tutto quello che si tenta di tenere sopito per non scalfire l’apparenza. Il personaggio di Tamara, nome di fantasia ma reale esistenza, presentato con sarcasmo, leggerezza e grande intelligenza, ha conquistato la platea gremita, che l’ha omaggiata con un lungo e caloroso applauso.

Arianna Porcelli Safonov con Alessio Brunialti

Il compito di chiudere la giornata è spettato allo spettacolo in anteprima nazionale The Rolling Stones – Altamont. Il giorno più nero della storia del rock e la fine del sogno degli anni ’60 del giornalista ed esperto di musica rock Ezio Guaitamacchi, accompagnato dalla vocalist Brunella Boschetti, dal ritrattista rock Carlo Montana e da due ospiti speciali, Paolo Bonfanti e Laura Fedele. Uno spettacolo divertente e ben congegnato, tratto dal libro dello storico del rock californiano Joel Selvin, in cui l’autore ha interpretato il ruolo del primo critico musicale della storia, Ralph J. Gleason, e ha raccontato la storia del festival di Altamont, organizzato dalla band nel dicembre del 1969, a conclusione della tournée americana.

Ezio Guaitamacchi interpreta Ralph J. Gleason

L’atmosfera della San Francisco di quegli anni, la figura carismatica di Mick Jagger, la ricerca del gran finale, testimoniato dal documentario Gimme shelter, che riporta fedelmente anche gli aspetti più tragici della vicenda, fanno di questa rappresentazione un gioiello imperdibile. «Sono molto contento di essere di nuovo qui – ha affermato Guaitamacchi – questo è uno dei festival letterari più importanti d’Italia, per la location in cui si svolge e per la passione e l’impegno profusi dagli organizzatori».

Laura Fedele

(Foto di Carlo Pozzoni)

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