Magia di Manifest e Borgo Vico si trasforma

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Ore 1.35: rientrata da poco, ho appena finito di asciugarmi i capelli dopo la passeggiata sotto il temporale. Manifest ha avuto fortuna anche stavolta, con il tempo: il diluvio si è scatenato dopo la fine dell’ultima esibizione e quindi ci siamo potuti godere appieno la serata. Ne parlavamo ieri pomeriggio con Alessia, durante la diretta radio su CiaoComo Radio: in questi quattro anni il meteo è sempre stato favorevole e la risposta delle persone sempre più che positiva.

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_dsc0146Ricordo il primo anno, quando con la mia amica Simona ci eravamo fatte coinvolgere nel laboratorio di decorazioni floreali: uno dei momenti più divertenti di quella serata, e non solo. Avevamo passato un’ora a scegliere i fiori per creare le nostre coroncine e poi le avevamo sfoggiate mentre passeggiavamo tra le bancarelle, decidevamo dove mangiare, ascoltavamo tanta buona musica. Perché Manifest è l’insieme di tutte queste belle cose e di tante vibrazioni positive. Negli ultimi tre anni, poi, ho avuto la possibilità di “entrare” un pochino di più nell’anima della manifestazione, grazie alla diretta radio: anche stavolta, ai microfoni sono passati alcuni dei membri dei Musicisti di Como, che ci hanno raccontato gli sforzi e le soddisfazioni di un lavoro che li impegna per mesi.

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Lavoro ripagato dalla partecipazione del pubblico, degli esercenti che contribuiscono alla riuscita dell’evento, degli hobbisti e delle altre realtà che partecipano con bancarelle e stand, dai musicisti che sui palchi danno il massimo e che ogni anno chiedono più numerosi di poter partecipare. Piccola nota a margine: nella prima edizione si esibì un certo Jack Jaselli di cui certamente avrete sentito parlare: mica pizza e fichi, come si dice. Chissà che le nostre Marshmallow Pies o il duo Periodo Ipocondriaco non proseguano con lo stesso successo. Insomma, durante Manifest via Borgovico assume un aspetto che è un incrocio tra il borgo di una volta, in cui tutti si incontrano e si salutano, e la via dello struscio e dei locali.

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Sotto il palco, poi, potete trovare bambini entusiasti che si lanciano nelle danze e ne coinvolgono altri, come è successo durante l’esibizione degli Hazan.

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Qualche consiglio valido per l’anno prossimo: comprate senza moderazione, gli oggetti che troverete in vendita sono tutti troppo belli; se siete come me e ci mettete un po’ a percorrere la via perchè siete persone socievoli e educate e dovete salutate gente… non curatevi degli amici noiosi che cercano di portarvi via.

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Soprattutto, ballate e lasciatevi andare: i rebelHot e i Dagomago, per citare i due gruppi di chiusura, ci hanno caricato di un’energia incredibile.

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Un po’ di pioggia e una rinfrescata valgono bene una serata come questa.

(Foto di Camerabox, Dalila Lattanzi e Andrea Butti / Pozzoni)

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