Ma come vogliono Como i comaschi?

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Qualcuno di voi avrà già sentito nominare ComeVoglioComo. Si tratta di un percorso di partecipazione e collaborazione che sta coinvolgendo i cittadini del capoluogo. Tutti coloro che vogliono partecipare per migliorare le cose e ad aumentare il benessere della comunità possono prendervi parte, a maggior ragione se già vi contribuiscono individualmente o in forma associata. Il progetto è stato promosso dall’assessorato alla partecipazione del Comune di Como, rappresentato dal vicesindaco Silvia Magni, e la cooperativa Sociolab ne ha la regia metodologica, sovraintendendo al suo svolgimento insieme al settore stess,. Le attività sono divise in varie fasi, alcune delle quali si sono già svolte: quella della raccolta dei bisogni e delle idee, per esempio, tramite apposita piattaforma online comevogliocomo.comune.como.it che consente di condividere le proposte o durante gli incontri di quartiere che si sono svolti nel mese di febbraio.

In questo mese di marzo è stato pubblicato un bando aperto a tutti i cittadini per la raccolta delle proposte progettuali più strutturate: largo dunque a tutte le idee che i più attivi tra i cittadini vorranno presentare. Le linee guida riportate sulla piattaforma e i criteri elencati nell’avviso pubblico saranno di aiuto nella creazione di una proposta il più possibile precisa. C’è tempo fino al 2 aprile, termine dopo il quale una commissione composta da membri delle assemblee e degli uffici comunali valuterà le diverse proposte in merito alla loro fattibilità tecnica.

Tra aprile e maggio, poi, quelle ritenute attuabili potranno essere giudicate da tutta la cittadinanza, attraverso il voto sulla consueta piattaforma on – line. L’ultima fase prevede poi la partecipazione dei progetti più votati a un percorso di “accelerazione” di due giorni (collaboration camp) che si terrà nel mese di maggio. In quella occasione i proponenti, i membri delle assemblee e i tecnici comunali, si confronteranno con l’obiettivo di articolare i progetti sotto tutti i punti di vista, compresi la sostenibilità economica e la responsabilità per la loro effettiva realizzazione.

Abbiamo fatto qualche domanda a Chiara Deodato e Cristian Pardossi di Sociolab, la cooperativa toscana esperta di percorsi di partecipazione e collaborazione che sta portando avanti il progetto.

Com’è nata l’idea del progetto Come voglio Como? Si è legata a qualche esigenza specifica o è emersa per un generale bisogno di coinvolgimento dei cittadini?

Come molti altri Comuni delle sue dimensioni, anche quello di Como ha visto abolite negli scorsi anni le vecchie circoscrizioni elettive, che ha sostituito prevedendo la costituzione di assemblee di zona non elettive, con l’obiettivo di garantire comunque uno strumento di contatto e partecipazione tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale. Proprio per rafforzare questo strumento nasce il percorso Come voglio Como, pensato per promuovere un nuovo approccio che sappia passare dalla partecipazione “tradizionale” (in cui c’è qualcuno – i cittadini – che elenca i bisogni e le possibili soluzioni per dargli risposta e chi – le istituzioni – è chiamato ad attuare le soluzioni proposte) a un approccio collaborativo dove ciascuno è chiamato a mettersi in gioco non solo nella definizione dei bisogni, ma anche nella costruzione degli strumenti e nel percorso attraverso cui dare concretezza alle soluzioni individuate. Nello specifico, Come Voglio Como ha l’obiettivo di radicare questo nuovo approccio collaborativo per arrivare alla definizione e sperimentazione di progetti che sappiano rispondere alle esigenze emerse dal territorio.

Nella prima parte del mese di febbraio si sono svolti gli incontri legati alla prima fase del progetto: qual è stata la partecipazione? Quali le prime riflessioni emerse?

Il bilancio degli incontri è estremamente positivo, sia in termini di partecipazione che di idee e spunti emersi dal confronto dei cittadini. Un ruolo importante a questo proposito è stato giocato dai referenti delle assemblee di zona, che hanno curato l’organizzazione e la facilitazione degli incontri mettendo a frutto gli strumenti e i metodi appresi durante la fase di formazione interna che abbiamo tenuto nei mesi tra Ottobre e Dicembre. Inoltre tra fine gennaio e i primi di marzo i cittadini hanno caricato sulla piattaforma CVC oltre ottanta idee, che rappresentano un valido campione degli orientamenti dei cittadini che hanno scelto di condividere il percorso. Da una loro attenta analisi emergono indicazioni utili anche ai fini degli indirizzi generali di governo della città. Per questo motivo consideriamo le idee e le segnalazioni pervenute come un patrimonio comune e uno strumento prezioso di riflessione per progettare le future scelte di governo della città.

Il progetto consta di più fasi e prevedono una conclusione a maggio, con un collaboration camp che si propone di essere un incontro intensivo con coloro che hanno proposto i progetti e gli addetti ai lavori. Qual è il fine ultimo dell’iniziativa? Pensate che sarà possibile attuare i progetti proposti?

Dopo la fase della raccolta idee, ora si è aperta una nuova fase: dal 5 marzo al 2 aprile i cittadini sono chiamati a fare un passo in più, trasformando le loro idee e suggerimenti in proposte più strutturate. Dal 3 al 14 aprile le proposte saranno valutate da una commissione tecnica sulla base dei criteri indicati nell’avviso pubblico emanato dal Comune: quelle che supereranno questa valutazione saranno pubblicate sul sito e sottoposte al voto dei cittadini, dal 15 aprile al 3 maggio. La proposta più votata di ogni zona verrà poi “accelerata” durante il collaboration camp che si terrà il 5 e 6 Maggio. L’obiettivo di questo ultimo passaggio è quello di trasformare le proposte in progetti cantierabili, definendone il percorso di avvio e realizzazione, con particolare attenzione agli strumenti e ai percorsi che possano rendere più semplice il dialogo e la collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione nella cura e miglioramento della città, dei suoi spazi e dei servizi offerti, in una logica che superi il concetto di delega, ma che veda tutti impegnati.

Cittadini di Como, a voi, dunque: fatevi avanti e fate capire come volete Como!

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