L’ultimo saluto a Leone di Lernia

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Far ridere le persone è un arte particolare: non basta saper raccontare barzellette o deridere gli altri volgarmente, magari utilizzando leggiadrie dialettali per dipingere frasi stupide e renderle a effetto. Far ridere è un talento. Perché è così difficile saperlo fare?  Perché far sorridere una persona è un potere enorme, gigantesco, capace di avvicinare chiunque, far dimenticare dolori e problemi, distrarre dalla vita comune, fuggire dalla realtà.

Leone di Lernia nel 1975 sulla cover del suo primo album, Canzoni rock tranesi

Leone di Lernia classe 1938, nato a Trani, si distingue negli anni Ottanta guadagnando una certa popolarità televisiva, piazzandosi dietro l’inviato durante i collegamenti da San Siro di 90º minuto. Nel 1990 riesce a sorprendere proponendosi nel mondo del cabaret, sfruttando l’onda del successo di canzoni famose per interpretarle in dialetto pugliese. La cosa funziona a tal punto che Leone arriva a incidere diversi cd contenenti le migliori hit del momento modificate come  Uè paparul maccaron (Pump up the jam), Te sì mangiàte la banana (The rhythm of the night), Melanzan (Turn around), Il presidente (Love Is love), Cumbà Giuàn (All that she wants) e Bevi stu chinotto (Get it on).

Nel 1999 inizia a collaborare come spalla comica al programma radiofonico Lo Zoo di 105 su Radio 105, condotto da Marco Mazzoli, Fabio Alisei, Pippo Palmieri, Wender, Paolo Noise e Gibba. Leone, oltre a mettere in onda le sue canzoni, si esibisce anche in parodie parlate, rendendo molte delle sue esclamazioni veri tormentoni.

Da allora ci sono stati molti tira e molla con la direzione della radio, che spesso lo richiamava per condotta scorretta, sospendendolo dai programmi. Il suo modo di essere così spontaneo a volte non viene compreso ed è considerato banalmente molesto da chi non apprezzava il suo modo di fare comicità. E questo lo portava ad avere contratti lavorativi molto traballanti.

Io di Leone ho dei ricordi speciali legati alla mia adolescenza: i primi gelati comprati in spiaggia quando le sue hit venivano messe per ironia dai gestori dei lidi e ci si scompisciava dal ridere pur non comprendendo a pieno tutte le parole del dialetto da lui utilizzato. Con gli anni ricordo anche che le canzoni diventavano sempre di più e riscoprirle poi nei suoi cd, che in un modo o nell’altro riuscivi a trovare, una ritmica dei testi adattata a perfezione che ti faceva davvero rimbalzare il cuore dal ridere.

Leone probabilmente non era un comico da teatro, da palcoscenico, e non conoscendolo come uomo nel privato non potrei neanche osare più di tanto, ma l’impressione che ho avuto sempre di lui, nel bene o nel male, è che fosse semplicemente spontaneo e sincero in ogni circostanza.

A 78 anni Leone viene ricoverato in un ospedale a Milano per un malore, viene dimesso per poi morire qualche giorno dopo a casa sua. A dare la notizia del suo decesso è stato suo figlio Davide che ha fatto trapelare il tutto con un post su Facebook qualche ora dopo. Mazzoli stesso ha dichiarato ai microfoni della radio che Leone da tempo combatteva contro un tumore al fegato e in tutti i modi ha cercato di sostenere il suo amico e collega nei suoi ultimi giorni di vita.

Leone con Marco Mazzoli nel programma radio Lo zoo di 105

Leone ci lascia ma come ogni artista di spessore ci fa dono delle sue canzoni che perdureranno nel tempo accompagnando ancor ai nostri ricordi tanti bei sorrisi e facendo gioire e scompisciare milioni di italiani, che oggi più che mai hanno un bisogno disperato di tornare a sapersi prendere in giro. Leone era capace di questo, anche nei video su YouTube delle dirette in radio si vede un uomo che ride e si diverte, che si fa prendere in giro, si fa voler bene.

Leone, ovunque tu sei, questo è il mio omaggio a te, e spero continuerai da qualche nuvoletta lassù a inventarti rime strane per le canzoni famose, perché sarà davvero difficile scordarsi di quanto mi hai fatto ridere e passare dei momenti di puro e demenziale intrattenimento. Questo è stato il tuo potere, il tuo talento e ciò che ti ha reso affettuosamente speciale. Grazie di cuore.

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