Libertà e bellezza, doppio appuntamento con Vito Mancuso a Erba

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Martedì 13 giugno, alle 17, alla libreria Colombre di Erba, il teologo e scrittore brianzolo Vito Mancuso incontra i lettori e presenta il suo ultimo libro, Il coraggio di essere liberi, edito da Garzanti.

In questo saggio, l’autore si interroga non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull’essere liberi come condizione dell’esistenza reale, che necessita di grande coraggio, per sottrarsi al pensiero dominante, per scoprire nuovi valori in cui credere, per scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi, al fine di diventare veramente chi siamo.

Francesco Saverio Borrelli, Umberto Galimberti, Gherardo Colombo, Francesco Vecchio e alcuni membri dell’associazione Ancora Onlus

Alle ore 21, presso la Corte di Adelio, in Piazza Prina, lo stesso Mancuso sarà relatore, insieme all’ex magistrato Gherardo Colombo, presidente della casa editrice Garzanti e a Carlo Sini, docente di filosofia alla Statale di Milano, dell’incontro dal titolo La bellezza salverà il mondo?, organizzato dall’associazione Ancora Onlus, nato da un’idea di Donato Bettega e moderato da Maurizio Ferretto e Francesco Vecchio, presidente dell’associazione.

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Sulutumana

«Ancora Onlus opera nel territorio erbese dal 2001, con lo scopo di dare, gratuitamente, cura e sollievo ai malati terminali e alle loro famiglie nell’ambiente che il malato conosce meglio e predilige, la sua casa – spiega il dott. Vecchio –  attraverso l’intervento di personale medico e infermieristico specializzato, psicologi, fisio-terapisti e volontari, per garantire ad ogni essere umano la dignità fino all’ultimo istante di vita. Ogni anno organizziamo questi incontri, finalizzati alla divulgazione della conoscenza delle cure palliative e della terapia del dolore. Nel corso del tempo abbiamo ospitato diversi personaggi illustri, tra cui Umberto Galimberti, Alda Merini e molti altri. Per il secondo anno di fila abbiamo invitato Vito Mancuso, che si è dimostrato da subito disponibile, attento e sensibile a questi temi. La serata prevederà momenti di dibattito intervallati da performance musicali dei Sulutumana, che da sempre sono in sintonia con i nostri progetti e prestano attività di volontariato all’interno dell’associazione. Il titolo della serata prende spunto da una frase dello scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij, ripresa nella lettera pastorale per l’anno giubilare 2000 dal cardinale Carlo Maria Martini. Un’occasione di confronto aperta a tutti, che tocca le delicate corde di coloro che si interrogano sul senso della vita e sui concetti di speranza e bellezza.»

Ingresso libero.

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