L’estate fredda di Carofiglio al Noir in festival

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Gianrico Carofiglio al Teatro Sociale. L’ormai ex-magistrato e scrittore ha presentato il suo ultimo libro L’estate fredda, edito da Einaudi. Ha dialogato con lui Ranieri Polese, giornalista e critico letterario. A differenza di romanzi e pubblicazioni precedenti, Carofiglio sceglie di collocare gli eventi in un preciso momento storico, tra maggio e luglio del 1992. «Questo libro è un romanzo, ma si basa su fatti realmente accaduti – afferma l’autore durante l’incontro – a partire dal caso analizzato, la storia di un bambino, figlio di un capo clan che viene rapito. Poi, si percepiscono gli echi dei drammatici attentati ai giudici Falcone e Borsellino. Il libro è una riflessione sugli aspetti più controversi non solo della criminalità organizzata, ma soprattutto dei suoi rapporti con il mondo della giustizia».

Gianrico Carofiglio (a sinistra) presenta L'estate fredda con Ranieri Polese

Gianrico Carofiglio (a sinistra) presenta L’estate fredda con Ranieri Polese sul palco del Teatro Sociale

Como Noir in Festival al Teatro Sociale, Gianrico Carofiglio presenta il libro "L'estate fredda"L’estate fredda è il primo romanzo di Carofiglio molto vicino alla realtà, dipinta con distacco: «Il fatto di avere lasciato la Magistratura, tre anni fa, mi ha permesso di raccontare alcuni avvenimenti in maniera più libera e disinteressata – aggiunge – anche se non ho intenzione di narrare fatti di cronaca, ma di usarli per toccare la coscienza delle persone». La discussione si sposta sull’importanza del linguaggio nel diritto. I verbali giudiziari sono astratti e non sfruttano l’efficacia della lingua italiana, ma questo succede perché chi ha in mano il potere e si sente più forte, lo dimostra attraverso parole poco comprensibili: «Il linguaggio del diritto è lontano dalla concretezza della vita – spiega Carofiglio – ma spesso accade che questa distanza alla fine faccia uscire la verità, addirittura ci si può appassionare a questo tipo di linguaggio». Il libro cerca di sottolineare il contrasto tra il parlare comune e il latinorum della burocrazia. L’estate fredda, come altri titoli dello scrittore barese, si presta a diventare film o serie televisiva. «L’importante – dichiara – è che i produttori cinematografici tentino di cogliere lo spirito del libro. È in programma una collaborazione con una casa straniera per realizzare un film con la trama di una delle mie pubblicazioni, ma ambientata in una città diversa da Bari». Al termine della presentazione, Carofiglio si è fermato in teatro per firmare le copie del suo libro. Nell’ambito del Noir in festival, Como scopre un altro evento culturale che propone la riflessione su temi etici e sociali. E si interroga sul significato di giustiza.

(Foto di Andrea Butti / Pozzoni)

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