Le Cinestesie di Temporin in mostra alla Mag

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Ormai intrisi di cultura pop, imbevuti di un secolo abbondante di cinema di serie A, B e via, via, via fino alla Z (dove si annidano quei film così brutti da risultare, paradossalmente sublimi), abituati a incrociare le nostre icone contemporanea con perfida e postmoderna ironia, giochiamo con l’immaginario collettivo fantasticando. What if… Come sarebbe un film di James Bond diretto da Dario Argento e interpretato da Joaquin Phoenix? Provate a immaginare Jack Black che indossa la cappa da vampiro di Cristopher Lee per una School of rock transilvana, magari diretta da Steven Spielberg. Certo che se Per un pugno di dollari fosse stato firmato da Ferzan Ozpetek e interpretato da Franco e Ciccio sarebbe stato ben altro film (ma io avrei voluto vederlo). Sogni. Giochi. Scherzi. Scherzi? C’è chi, con grande intelligenza, ironia, ma anche dimostrando un sottile spirito critico sia nei confronti della settima arte che del nostro immaginario di celluloide, dà forma a quelle speculazioni realizzando manifesti di film impossibili, ma assolutamente desiderabili, raccolti dalla Marsiglione Arts Gallery di Como in Cinestesie, la seconda mostra personale del regista e scrittore Maurizio Temporin da venerdì 3 a sabato 25 marzo.

Una Colazione da Tiffany decisamente pulp, firmata da Quentin Tarantino con Uma Turman e Steve Buscemi

«L’esposizione, che si inaugura giovedì 2 marzo alle ore 19 vuole far vivere allo spettatore un’esperienza sensoriale che, attraverso le discipline che trasversalmente l’artista indaga, ci offre una visione parallela, ironica ed emozionale dove gli evidenti rimandi della cultura cinematografica del XX secolo  sono protagonisti – spiega Salvatore Marsiglione – Una serie di opere create dal fondatore e direttore artistico dello studio Spazio Tempo(rin) rivisitate e impreziosite rispetto alla prima personale nella sua Milano e inserite in un percorso dove si passa dal cinema alla letteratura e dall’arte a un mondo fantastico e irriverente. In realtà Temporin non fa altro che entrare notte tempo in un varco spazio-tempor(ale) che lo trasporta direttamente dalla sua scrivania fino a una dimensione parallela fatta di specchi immaginifici e di fluttuanti onde energetiche dove esiste una storia diversa. Nelle sue scarrozzate cinetiche, insegue le sue passioni: il cinema e la letteratura che lo portano a vedere Star wars diretto da Akira Kurosawa, Woody Allen regista di Shining, Federico Fellini far recitare Paolo Villaggio e Giulietta Masina in Jurassic Park, Uma Thurman interprete di Colazione da Tiffany di Quentin Tarantino e molti altri. Da feticista maniaco del possesso, il Dottor Tempo(Rin), come lo chiama il regista di Mine Fabio Guaglione con il quale collabora, non può che rubare le locandine di questi film e portarle con lui nella nostra dimensione dove le spaccia per sue creazioni. Le sue Cinestesie hanno fatto sorridere Giorgio Armani, tanto da suggerirne due, Léa Seydoux e Thomas Hiddleston diretti da François Truffaut e Michael Fassbender e Scarlett Johannson davanti alla cinepresa di Alfred Hitchcock».

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Nato alla fine degli anni Ottanta, Temporin scrive il suo primo romanzo a 15 anni e pubblica dodici libri con case editrici nazionali come Giunti, Rizzoli e Mondadori, alcuni tradotti in diverse lingue. Dal 2011 si dedica quasi esclusivamente alla regia e alla  sceneggiatura. Collabora spesso con Fabio Guaglione, Max Papeschi, Andrea Lanza e Lucido Sottile. È fondatore e direttore artistico dello studio Spazio Tempo(rin), una factory situata nel centro di Milano in cui collaborano creativi e specialisti di diversi settori, tra cui cinema, editoria, arte, pubblicità e comunicazione.

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La mostra è curata da Salvatore Marsiglione con la collaborazione di Francesca Martire.
Orari: da martedì a sabato dalle 10 -13 e dalle 15 alle 19.30. In altri orari su appuntamento.

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