L’arte di Giulio Perez

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Il modo di definire arte si esprime in diverse sfaccettature. Viverla è diverso, ci imbattiamo spesso in alcune persone che ci esprimono il loro modo di intendere l’arte. È una componente del proprio carattere che va a uniformarsi con i nostri pregi e i nostri difetti. Quello che spesso cerchiamo di fare è di trasmettere agli altri con le nostre creazioni. È un’estensione del proprio io, quasi un prolungamento delle nostre sensazioni, delle nostre idee, del nostro pensiero.

Giulio Perez, classe 1991, è un ragazzo comasco con una formidabile dote che va oltre la normale apparenza: chi potrebbe intendere che si tratti di aver davanti a se un “semplice” grafico si sbaglia di grosso. Con tutto rispetto per i grafici ovviamente, ma  Giulio rappresenta, a mio avviso, l’esempio di un arte che si abbraccia, con tecniche e innovazione appartenenti a questo nuovo millennio, amalgamando antico e nuovo in un unico stile. Nelle sue illustrazioni c’è profondità e originalità, ma in questo contesto Giulio non lascia nulla al caso, definendo nei minimi dettagli anche i più piccoli particolari non solo con precisione, ma con una certa maniacale cura per la contestualità, cosa che viene spesso trascurata da molti in questo campo.

Nel conoscerlo si capiscono quelle che sono le sue prerogative e il suo modo di condividere, il suo pensiero rispetto a certe tematiche che si riallacciano al mondo lavorativo e ai suoi obiettivi. Infatti, proprio in questi ultimi mesi, per Giulio vi è stato un cambiamento radicale, una scelta di vita stimolante ma ardua sotto molti aspetti. Ho intervistato per voi l’artista ma soprattutto il mio caro amico.

La copertina dell’album Acceptance degli Omnikage creata da Perez

Giulio Perez, artista a 360 gradi, come sono nate queste passioni?

Il disegno è sempre stata una parte integrante della mia vita, ma la mia passione è più estesa per tutto il mondo che riguarda la comunicazione visiva, ed è per quello che mi piace definirmi a “360 gradi” , spaziando in diversi settori: la grafica, il video editing, l’illustrazione… Proprio quest’ultima rappresenta per me la passione più importante: essendo un grande appassionato di fantasy, mi sono avvicinato a quest’arte grazie a questo genere, e spero un giorno di poter far diventare questa passione il mio principale lavoro.

L’arte grafica è intesa come evoluzione del disegno. Quali sono state, invece, le tue evoluzioni e i passaggi che hanno arricchito maggiormente la tua esperienza, soprattutto a livello di insegnamento?

Le migliori esperienze le fai assimilando quanto più puoi attraverso i lavori che ti trovi realizzare, ma, a mio avviso, la questione diventa molto più personale. La grafica, ad esempio, si evolve con te e lo fa anche in base a tuoi gusti, come dando a un disegno determinati tratti e colori: ciò sta a indicare una sorta di identificazione. Una delle mie esperienze più significative sono stati i cinque anni in cui ho lavorato, nel mondo della moda, nella Newage a Como. Non è mai stato il mio mondo, ma questi anni mi sono serviti nell’affinare la mia criticità sui miei lavori, evitare di pensare solo con la mia testa, ma anche con quella di quelli che sono i tuoi clienti e le loro richieste, probabilmente questo significa che non sempre ti piacerà quello che stai facendo, ma l’importante è che piaccia a chi ti commissiona il lavoro.

Quali sono state le tue fonti d’ispirazione ?

Le mie fonti d’ispirazione sono molte, a essere sincero, ma credo che per quanto riguarda il mondo dell’illustrazione, senza alcun dubbio, Paolo Barbieri, che io reputo il migliore in assoluto. Ma sono convinto che le vere ispirazioni derivino da molti altri aspetti della vita quotidiana. Chiunque o qualsiasi cosa può esserlo, il tuo compagno di banco, ad esempio …  Ma io non idolatro nessuno a tal punto di seguirlo di pari passo. Credo che ognuno debba sapersi distinguere per quello che è.

Sono molte le collaborazioni e i lavori che hai effettuato per conto di nomi importanti e in diversi contesti, ma se fra tutte le tue opere dovessi sceglierne alcune quali sarebbero le più importanti e perché?

Questa e una bella domanda! Tanto per cominciare mi spaventa chiamarle opere: sono molte le collaborazioni che mi hanno portato alla creazione di progetti a me molto cari. Indubbiamente le soddisfazioni più grandi me le sono prese nel campo musicale come i concept nati per il mio gruppo, gli Omnikage, o anche per altre band per cui ho avuto il piacere di lavorare sviluppando idee generate, per l’appunto, anche dai miei gusti personali.

Giulio Perez

Viviamo in un periodo molto particolare. Tu hai affrontato una scelta coraggiosa lasciando il tuo lavoro per aprire un attività tua. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Allora: ricordati sempre che la linea che separa il coraggio dall’idiozia e sottilissima! Tutta via, nel corso di questi anni, mi sono reso conto che io non posso vivere per lavorare, ma sarebbe molto meglio vivere del mio lavoro, che è diverso. Vorrei potermi svegliare ogni mattina contento di qualsiasi cosa io faccia, ma la cosa che più conta e essere padrone dei propri successi e dei propri insuccessi. Ad esempio mi è capitato di creare dei disegni, sempre nell’ambito della moda, per conto di Versace e Yamamay ed è bello, poi, in televisione o su YouTube veder sfilare la modella che indossa il vestito in cui si trova il tuo disegno. La cosa brutta è che nessuno lo saprà mai: quel disegno portava il nome dell’azienda per cui lavoravo, non il mio. La mia è stata una scelta spinta dalla convinzione di trovarmi nella situazione giusta, con esperienze giuste per poter affrontare una sfida simile. Ho passato gli ultimi anni faticando molto tra lavoro in ditta e la sera a casa per portare avanti altri lavori personali, il che equivaleva a lavorare 15/16 ore al giorno ed era estremamente difficile per me andare avanti in quel modo. Per me è stato determinante la concezione che a un certo punto mi ero fatto: stavo perdendo tempo! Vedevo le cose in maniera diversa: ero insoddisfatto, per nulla stimolato, ero un anello debole per la mia azienda e se questo anello non fa bene il suo lavoro è inutile, sia per l’azienda, che mi vedrebbe solo come un costo superfluo, ma soprattutto per me stesso, che incominciavo a sentirmi sulla schiena un masso troppo pesante da trasportare. Perciò mi sono convinto da solo delle mie potenzialità: sono giovane e privo di forti responsabilità, quindi se non ci provo adesso non ci proverei più .

Un lavoro liberamente ispirato al film tratto dalla serie di videogame Assassin’s creed

Como, la città a livello artistico, come la vedi? E, soprattutto, per quanto riguarda la tua attività lavorativa, come la vivi?

Allora, sotto l’aspetto lavorativo forse e ancora un po’ presto per dirlo, devo ancora farmi strada e crearmi anche un portfolio clienti prima di potermi fare un idea, ma ci sono molti fotografi e parecchi studi grafici, perciò questo mi fa ben sperare. La cosa che, indubbiamente, mi ha sorpreso molto di Como è la sua vita artistica. Ci sono molte persone che si danno da fare e sono estremamente valide. Non pensavo che fosse possibile per una città come Como. Certo, c’è da aggiungere che tutto questo ancora non arriva all’occhio di tutti. Forse ci vorrebbe maggiore attenzione a riguardo.

Se dovessi dare un consiglio a un giovane artista per intraprendere il suo cammino verso il mondo del lavoro cosa gli diresti?

Guarda, io non sono nessuno per poter dare consigli. Non mi reputo una persona vissuta. Ma se c’è una cosa che vorrei poter esprimere, pur sapendo che si stratta delle classiche frasi fatte, è che quello che conta è capire che cosa vuoi veramente. Fermarsi un momento, farsi un esame di coscienza e chiedersi: io valgo? Quanto valgo? Davvero ti senti bravo e credi di poter aver qualcosa da comunicare?  Se ci credi buttati!  Soprattutto se sei giovane. E lo so che spesso si parla cosi ma non si fanno i conti con la realtà e il precariato del lavoro, ma bisogna sbattersene di quello che possono pensare o dirti le persone che ti stanno attorno: quello che conta veramente è… che cosa vuoi veramente.

Molto bene Giulio il nostro tempo volge al termine ma prima di lasciarci vorrei che tu ci dicessi quali saranno i tuoi prossimi obiettivi.

Devo dirlo davvero? Ma ovviamente scalzare Barbieri dal suo posto e diventare migliore di lui! A parte scherzi, mi piacere poter accostare il mio nome alla creazione di un progetto videoludico importante, magari di genere fantasy, ma linea di massima mi basterebbe diventare un illustratore di successo.

Giulio ha saputo infondermi un pensiero di speranza e positività per la generazione che sta per arrivare e finalmente si incominciano a vedere dei segnali importanti che arrivano dalla capacita di potersi valorizzare attraverso i propri talenti e competenze, ma soprattutto grazie a quella voglia di cambiare e dare una svolta che serve a una città come la nostra che ha bisogno di svegliarsi da questo torpore e mostrare tutta la sua potenzialità artistica attraverso le persone che la vivono.

Potrete avere la possibilità di vedere Giulio Perez all’opera dal vivo il 25 febbraio alla fumetteria Crazy Comics per tutto l’orario d’apertura con la presentazione di alcune sue importanti illustrazioni e altre fantastiche sorprese in collaborazione con l’associazione Millennium82 che, per l’occasione, promuoverà il teaser del film RS Ricerche speciali che, fra le altre cose, ha visto la collaborazione sia nel reparto video editing che in quello grafico dello stesso Giulio.

E come per magia si ritorna all’inizio pensando che per ognuno, di certo,  è soggettiva la cosa, ma vivere l’arte non è descritto nei manuali né esistono stereotipi con cui potersi confrontare con gli altri perché è un fattore scatenante dalla nostra personalità. Sta a noi decidere come vivere e quali scelte prendere. Magari non tutti hanno questa possibilità o questa fortuna, ma credo che saremo d’accordo su una cosa: sarebbe bello potersi svegliare un giorno e riscoprirsi felici di poter vivere del proprio lavoro, vivere d’arte: quello che auguro a Giulio e a chi, come lui, ha determinazione e coraggio di scegliere il proprio destino.

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