L’arminuta, Campiello 2017, alla Ubik

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Doveva arrivare a Como a metà settembre, ma un lieto evento l’ha tenuta lontano fino a oggi, martedì 10 ottobre. Lei è Donatella Di Pietrantonio e il lieto evento è il Premio Campiello, assegnato al suo romanzo L’arminuta che presenterà, finalmente, alla Ubik che aveva puntato sulla scrittricegià da tempo, inserendo l’incontro tra quelli in programma per il primo decennale della libreria. Il libro si è aggiudicato il riconoscimento con 133 voti della giuria popolare. Come era già accaduto in passato, il giudizio dei lettori ha ribaltato le posizioni della cinquina del premio di narrativa promosso degli industriali veneti, decretate dalla Giuria tecnica, che quest’anno era presieduta da Ottavia Piccolo. Il romanzo di Donatella Di Pietrantonio si è imposto sui lavori di Stefano Massini (Qualcosa sui Lehman, Mondadori, 99 voti), Mauro Covacich (La città interiore, La Nave di Teseo, 25 voti), Alessandra Sarchi (La notte ha la mia voce, Einaudi, 13 voti) e Laura Pugno (La ragazza selvaggia, Marsilio, 12 voti).

Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello 2017

Dopo tanti romanzi sulla paternità o il rapporto col padre eccone uno che potrebbe sembrare ispirato alla maternità e il rapporto con la madre, ma che è piuttosto una vicenda sull’umanità delle persone che alla fine arriva anche superando le corazze che spesso la nascondono, che dà forza, dolore e serenità a una storia di formazione legata al sentimento di estraneità e d’identità in rapporto con le proprie radici, tanto più importante in quanto alla giovane protagonista vengono recise violentemente ben due volte, appena nata e poi adolescente. L’Arminuta del titolo, nell’Abruzzo in cui tutto si svolge, vuol dire la Ritornata, ovvero colei che, dopo essere stata a sei mesi trasferita dalla sua povera famiglia senza tante storie, per troppa miseria, a una coppia di parenti lontani che non potevano avere figli, a tredici anni viene improvvisamente rimandata, senza spiegazioni, alla famiglia d’origine. Ed è da questo momento che noi ne seguiamo la storia, sconosciuta tra sconosciuti che arriverà a riconoscersi.

Donatella Di Pietrantonio è nata ad Arsita, in provincia di Teramo e se ha raggiunto il successo nel campo della letteratura, è anche una stimata odontoiatra. Si è aggiudicata il Premio Tropea nel 2011 per Mia madre è un fiume, il Premio Brancati e il premio Vittoriano Esposito nel 2014 per Bella mia e, ora il Campiello con questo suo ultimo romanzo.

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