La vitalità di Haring in mostra a Milano

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Ha aperto il 21 febbraio a Palazzo Reale la grande retrospettiva su Keith Haring, artista americano che pone al centro del suo lavoro un universo di forme e figure ormai assunte allo status di icone: personaggi stilizzati bidimensionali, colori vividi, una linea spessa di contorno. Artista – eroe di un’intera generazione di giovani, Haring guarda con ironia alla sua epoca senza rinunciare al legame con il passato. Nelle sale della mostra viene presentato il grande bagaglio di immagini cui attingeva: dagli antichi romani a Marc Chagall, dagli etruschi all’iconografia cristiana, l’artista si sente anello di una catena che dialoga fra passato e presente in una ricetta di forme archetipe senza tempo.

Lungo il percorso espositivo ci imbattiamo in un mondo in cui le droghe e il sesso diventano un inferno in rosso e nero, un mondo in cui esseri alieni perseguitano uomini e alligatori divorano crocifissi. Un immaginario fantastico in cui il tema del mostruoso è tratto dall’arte medievale. Ecco il palesarsi della realtà brutale che spesso si nasconde dietro la gioia ostentata nei soggetti dipinti da Haring: ingiustizie sociali, capitalismo, razzismo e Aids sono le tematiche che l’artista statunitense mette a fuoco.

Keith Haring

Haring conosce in prima persona l’Aids, malattia che lo porterà alla morte nel 1990, e fa parte di Act Up, associazione che lavora per legiferare le ricerche sulla cura della malattia. La forte coscienza politica spinge Haring alla creazione di un’arte che si appropria della strada per colpire la fantasia collettiva. Un cartoonism carico di significati dà vita ai suoi murali: nell’incontro fra figure stilizzate e muri da dipingere l’artista indirizza la volontà di narrazione. Keith Haring. About art, allestita fino al 18 giugno, presenta un’arte che va al di là del graffitismo metropolitano, un’arte la cui azione creativa è una carica di energia volta al presente e alle sue problematiche. «Io penso che l’artista contemporaneo abbia una responsabilità verso l’umanità. Deve opporsi alla disumanizzazione della nostra cultura»: sono parole di un artista che, a partire dall’intreccio di avanguardia e tradizione, è stato in grado di creare un immaginario simbolico completamente autonomo. 110 opere, una giungla di storie e personaggi, un’arte dalla linea chiara e semplice che porta alla riflessione su alcuni dei più grandi temi dell’umanità.

Orari

Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30 (ultimo ingresso un ora prima della chiusura)

Biglietti (esclusa prevendita)

 Intero 12 euro. Ridotto 10 euro (studenti, gruppi, over 65, disabili, Card Musei Lombardia Milano e convenzioni). Ridotto scuole 6 euro (valido anche per gruppi organizzati da Touring e Fai). Famiglie adulto 10 euro, ragazzi 6 euro (per 1 o 2 adulti + ragazzi da 6 a 14 anni).

 

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