La Biennale della giovane creazione europea a Como

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Arriva a Como dopo avere attraversato già quattro paesi europei la Biennale della Giovane Creazione europea/Jeune Creation Europeenne con al suo attivo ben quindici anni di attività. Nata nella cittadina di Montrouge, Parigi – abbiamo parlato qui del profondo legame che unisce Como a questa amena città francese, per volontà dell’allora suo sindaco, Jean-Loup Metton, per diffondere, promuovere e sostenere i giovani artisti con, sullo sfondo, la nostra comune terra europea, è arrivata negli anni a rappresentare un ottimo punto di riferimento per l’arte contemporanea.

Giulia Berra: Flotte di sogni (2014, ricami e piume su carta)

E così, oggi, a ogni nuova Biennale, troviamo sette città europee, ognuna con un proprio curatore che sceglie, per la propria sede, otto giovani artisti. E il risultato di questa attività è quello che possiamo ammirare nella suggestiva ex chiesa di San Francesco, oggi Spazio Ratti in largo Spallino fino al prossimo 2 aprile. Curata per l’Italia da Francesca Testoni e Veronica Vittani del Comune di Como, sotto la guida del curatore generale Andrea Ponsini, la Biennale propone i lavori di 56 artisti che indagano i linguaggi della pittura, della scultura, della fotografia e della video arte; fra questi in mostra gli otto italiani under 35 Giulia Berra, Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto (la loro opera, Passi, è quella fotografata in apertura), Juri Ceccotti, Giulia Fumagalli, Matteo Galvano, Giovanni Longo, Federico Scarchilli, scelti da una giuria composta da Claudio Grillone, Flaminio Gualdoni, Elena Isella, Salvatore Marsiglione e Veronica Vittani.

Federico Scarchilli15 minuti (2015, fotografia digitale)

È davvero una bella sfida quella che raccoglie e propone la Jce, perchèé, fin dai suoi esordi, ha unito e promosso opere di arte contemporanea di differenti linguaggi espressivi, grazie a un network fra le varie città con i comuni denominatori dell’Europa e dell’attività dei giovani artisti. E i paesi/partner ospitanti crescono a ogni edizione. Ultime arrivate, nel 2015, la Danimarca, la Polonia e la Lettonia: e poi non dite che l’Europa di tutti non si genera e si riproduce per mitosi anche dall’arte!

Juri Ceccotti: CV (2015, 13.720 fogli stampati e pallet)

Fra le opere, spiccano sicuramente la scultura della francese Tatiana Wolska o i lavori morali di Louise Pressager così come, a denuncia dello stato lavorativo attuale, l’opera di Juri Ceccotti, composta solamente da curriculum vitae. Spazio a diversi lavori fotografici, come quello del lettone Lauris Aizupietis o dell’italiano Federico Scarchilli che propongono scene tratte dalla nostra vita quotidiana. A corredo della mostra, a Como, una ricca sezione didattica con diversi momenti di approfondimento e workshop che coinvolgeranno diversi istituti scolastici della città.

Giovanni Longo: Distanza zero (2015, legno, gommapiuma e a ferro zincato, sfera in acciaio)

Tutti invitati allo Spazio Ratti quindi. Perché, come dice il titolo, le opportunità, quelle vere, bussano solo una volta.

Orari: dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 tutti i giorni, escluso il lunedì. Ingresso libero.

 

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