Italia sempre più Libera dalla mafia: una giornata nazionale per le vittime

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La mafia, e soprattutto l’Antimafia, non sono più un segreto. O meglio, da quest’anno, dal 1 marzo 2017, la data del 21 marzo – finora una ricorrenza promossa da Libera, che vedeva comunque una copiosa partecipazione di cittadini, specialmente giovani – sarà una data stampata nero su bianco sui calendari come Giornata nazionale per la memoria delle vittime di mafia. Da quest’anno avranno luogo manifestazioni in ogni regione d’Italia, con a capo quella di Locri, dove saranno presenti figure politiche di rilievo e Don Ciotti, fondatore di Libera e massimo promotore di iniziative di questo genere, che mirano a svegliare le coscienze, in particolare quelle ancora grezze che stanno cercando nella confusione il modo migliore per formarsi.

Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera

L’atmosfera restituita da questo genere di iniziative è molto calda e colorata di mille emozioni, si alternano momenti di protesta, di rabbia e voglia di cambiare a lunghi silenzi, interrotti da un elenco purtroppo infinito che recita i nomi delle vittime innocenti di quel brutto mostro che è una delle bestie più difficili da reprimere in Italia, e che addirittura è diventato sinonimo di italianità, accanto alla pizza e al mandolino, dei quali forse dovremmo essere più fieri. Bandiere sventolanti al suono di Bella ciao saranno protagoniste dei titoli dei notiziari, per poi sbiadirsi già nell’ombra verso sera, per essere dimenticate definitivamente il giorno successivo. L’importanza, a mio parere, dell’istituzione di questa giornata come ricorrenza nazionale è centrale in quanto porta il singolo a essere scosso, in un modo o nell’altro, dalla notizia in prima pagina o dalla voce della giornalista che incalzante recita sorpresa i numeri delle partecipazioni funzionando da didascalia a foto di piazze ricolme di cittadini.

La manifestazione del 2016 in piazza Beccaria a Milano

Se quella del 13 settembre 1982 è stata una data fondamentale per il riconoscimento della mafia come una realtà effettiva davanti alla quale è necessario prendere posizione (con la legge 646 Rognoni- La Torre, che riconosce il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso), il 21 marzo diventa da quest’anno la data dell’Antimafia, simbolo di una consapevolezza che è necessario venga acquisita. La società (quindi noi, singoli cittadini “qualunque”) gioca infatti un ruolo fondamentale sia nel campo mafioso che in quello antimafioso. Come sottolinea Nando Dalla Chiesa in Manifesto dell’Antimafia, la vera forza della mafia sta al di fuori della mafia stessa, la vera forza della mafia siamo noi. La società civile ha infatti questa duplice responsabilità di fronte a se stessa: può farsi strumento della mafia, inserendosi in una zona grigia che inconsciamente sta ai dettami di questa, oppure combatterla nel piccolo, sottraendosi all’indifferenza e all’ignoranza che, come la storia insegna, sono sempre stati cancerogeni per la società stessa.

Una celebre immagine – simbolo della lotta alla mafia

La necessità di coltivare la memoria delle vittime innocenti di mafia è fondamentale per avvicinare a noi questo fenomeno che istintivamente percepiamo lontano, sia geograficamente che moralmente, inconsci o indifferenti dell’effettivo “passaggio a Nord” che caratterizza associazioni mafiose di grande importanza, come la ‘ndrangheta, in questi ultimi anni. Ciò che è fondamentale, è che noi giovani facciamo nostra la consapevolezza che la mafia non è né misteriosa né invincibile, che la mafia si batte con l’informazione, con l’abbandono della pigrizia o della sciatteria culturale, sottraendoci alle suggestioni eroiche che si materializzano in un’aureola sulle teste dei grandi protagonisti dell’Antimafia. Ognuno di noi può fare Antimafia, nella vita di tutti i giorni, spogliatosi ai pregiudizi e alle comodità, assumendo una posizione più critica nei confronti di un sistema che sembra darci ogni giorno la pappa pronta da mandare giù senza dire “beh”. Il senso del 21 marzo è avvicinare noi a questo fenomeno che, prosciugato della sua dimensione quasi mistica, è quotidiano e tangibile, non solo a Locri ma anche a Como, non contrastabile soltanto da nomi tanto rispettabili quanto mitizzati come quello, per citarne uno, di Giovanni Falcone, ma da noi cittadini comuni.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nella loro foto più conosciuta

Avvicinarsi a Libera grazie a questa iniziativa è avvicinarsi all’Antimafia attivo e reale, che sta piano piano sottraendo territori e potere alla mafia, grazie a un progetto che cresce sempre più forte dal 1995, proprio durante gli anni in cui nascevamo noi, artefici del nostro futuro, fin troppo abili a lamentarci di un’eredità marcia, troppo pigri per passare all’azione.

Cliccando qui, tutti i luoghi del 21 marzo.

2 commenti

21 marzo 2017 alle 13:09

Il pensiero di una giovane donna dell’Italia che vorrei!!! Grazie.

21 marzo 2017 alle 18:26

Brava Silvia! Sono fiera di te!

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